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La pesca a Surfcasting



Tecnica del Surfcasting
Il Surfcasting richiede lanci anche molto lunghi per portare l'esca nella zona dove si rompe l'onda

In prossimita della costa, nelle zone sabbiose ed in parte anche in quelle ghiaiose, il movimento delle onde crea a breve distanza dal bagnasciuga una serie di rilievi e di avvallamenti quasi paralleli alla riva.
Si formano cosi dei canaloni, a volte lunghi centinaia di metri, che costituiscono un ambiente ideale per piccoli organismi, pescetti, granchi e molluschi che sono alla base della catena alimentare e che attirano i predatori.
Le condizioni necessarie affinchè i predatori accostino in caccia sono di mare mosso in quanto solo con un discreto movimeno delle acque si smuove la sabbia e si scoprono gli organismi in essa nascosti mettendoli alla loro portata.
Il Surfcasting , vedi figura in alto, sfrutta questa situazione, quindi l'esca deve essere posizionata all'interno degli avvallamenti, che a volte distano anche 200 mt dalla spiaggia, richiede attrezzature specifiche e puo' essere praticato solo con mare mosso.
Proprio per questo motivo il surfcasting è molto praticato nei paesi del nord Europa dove le condizioni del mare sono molto spesso quelle necessarie, anzi si ritiene che questa tecnica sia nata in Inghilterra.
Il periodo migliore va dall'inizio dell'inverno alla primavera inoltrata in quanto è il periodo in cui si verificano piu' spesso le condizioni di mare mosso, ma puo' fornire ottime catture anche nei mesi estivi purchè venga praticato in spiagge poco frequentate, barche e bagnanti non invogliano il pesce ad accostare, e nelle rare giornate di mare mosso.

Condizioni del mare per la pesca a Surfcasting
Mare in scaduta è tempo di Surfcasting

Nel periodo invernale non esiste un orario migliore degli altri, l'incontro puo' avvenire in qualsiasi momento, viceversa in estate, principalmente a causa delle elevate temperature e del disturbo generato dall' affollamento, le ore piu' adatte sono quelle crepuscolari, quindi o al mattino fino alla levata del sole o alla sera dall'imbrunire a notte fatta.
Naturalmente, dato l'ambiente di pesca, non si puo' utilizzare la pasturazione quindi, per aumentare la probabilita di incontro si utilizzano piu' canne.
E' una tecnica di pesca che richiede molta pazienza in quanto gli attacchi all'esca non sono continui nè si puo' seguire la fase di abboccata sentendo il pesce che inizialmente dà delle piccole toccate ( come avviene nel Bolentino o nella pesca con galleggiante) ; nella pesca a Surfcasting le abboccate sono veloci e decise sia perchè si tratta di predatori che afferrano e fuggono veloci sia per le condizioni del mare che non permettono un grande sensibilita.
Generalmente il pesce si ferra da solo e se non rimane allamato dipende quasi sempre dall'esca che si rovina facilmente, sempre a causa delle condizioni del mare, e che qundi necessita di frequenti controlli.
Le canne,disposte a 20 - 30 mt l'una dall'altra e provviste di un sistema di segnalazione ( dal classico campanellino montato all'apice del vettino ai piu' moderni sistemi elettrici) possono essere lasciate su un supporto e controllate di tanto in tanto.
Nei tempi di attesa è necessario controllare attentamente il mare per individuare altri punti dove lanciare e l'eventuale presenza di Gabbiani che potrebbero segnalare una mangianza in atto; in ogni caso di tempo per osservare la natura ne rimane molto, quindi per i pescatori a Bolentino o per quelli abituati ai Cefali la pesca a Surfcasting non è cosa.

L'attrezzatura

A livello agonistico il Surfcasting è suddiviso in quattro categorie (superleggero,leggero,semipesante e pesante), ciascuna con specifiche attrezzature. A livello sportivo, di chi vuole semplicemente andare a pesca, l'unica distinzione che puo' essere indicativa per la scelta dell'attrezzatura è in base al tipo di spiaggia che si frequenta maggiormente, piu' precisamnete in base alla distanza media a cui si dovrà pescare.
Se la zona di risacca dista molto dalla riva si dovrà utilizzare un'attrezzatura pesante, ad esempio canna da 5 mt con manico lungo in modo da poter eseguire il lancio con entrambe le mani e piombatura da 150 a 200 gr, mentre se la zona di pesca è piu' vicina si potrà utilizzare una canna piu' leggera, anche se non conviene scendere sotto la lunghezza di 4 mt, e piombatura da 50 a 100 gr.
Si tenga presente che lanci dell'ordine di 80 - 100 mt si possono eseguire, con una buona attrezzatura, quasi immediatamente. Superare i 100 - 120 mt richiede molto esercizio e per avvicinarsi ai 130 - 150 mt occorre essere molto dotati sia di tecnica che di forza fisica. Naturalmente entrando nell'acqua si possono recupeare diverse decine di metri che possono essere determinanti.
In ogni caso, dato l'elevato numero di lanci che si eseguiranno durante la pesca è opportuno che l'insieme canna e mulinello sia molto equilibrato e non troppo pesante, inoltre è molto importante che la canna abbia un'azione parabolica, cioè sotto lo sforzo del lancio si deformi secondo una parabola che consente di accompagnare il filo senza colpi bruschi che ne potrebbero compromettere l'integrità o causare la perdita dell'esca; sono quindi da evitare canne con azione di punta che nella fase terminale del lancio producono la classica "frustata".
Relativamente al mulinello non sono necessarie particolari specifiche se non quella di una buona robustezza per poter gestire agevolmente prede anche considerevoli, oltre al peso del piombo.
Generalmente si usa il tipo a bobina fissa ma spesso gli specialisti del Surfcasting preferiscono il tipo a bobina mobile che offre una migliore garanzia di resstenza anche se complica, e non di poco, il lancio.

Terminale da Surfcasting
..............

Nella figura a lato è schematizzato un terminale da Surfcasting :
  • Lenza madre 300 mt di filo da 0,35-0,40
  • Terminale stesso filo (0,35-0,40) lungo circa 50 cm con due braccioli da 20/30 cm del diametro 0,25, il primo piu' corto in modo che non si impigli nel bracciolo sottostante
  • Shock leader realizzato cun un corto spezzone di filo di diametro maggiore ( 0,50) ha lo scopo di assorbire gli sforzi del lancio.
  • Piombo piramidale provvisto di barrette d'ancoraggio per impedirne il rotolamento sotto l'azione del mare. Il peso del piombo dipende dalla distanza di lancio. Orientativamente fino a 100 mt sono sufficenti 100/120 gr.
Per l'esecuzione delle legature vedi : I nodi da pesca

Olre a questo tipo di terminali nella pesca a Surfcasting, specialmente utilizzando esca viva, si impiega una particolare montatura che consente di calare l'esca dopo aver effettuato il lancio.
In sostanza si tratta di montare il bracciolo solo dopo il lancio quindi con la lenza già posizionata tramite un'asola o meglio un moschettone con girella che ne consentano lo scorrimento fino ad una legatura di stop realizzata sul terminale .
Per i dettagli costruttivi vedi La pesca del Serra da riva

Le Esche

Le esche migliori sarebbero i Vermi, al condizionale perchè pur avendo una elevata capacità catturante, specialmente il classico Americano, non reggono al lancio quindi molto spesso arrivano in posizione già scomposti e facilmente sfilabili con conseguenti ferrate a vuoto.
In alternativa si utilizzano Cannelli,Seppie,Calamari,Scombri.
I Cannelli sono l'esca principe nei nostri mari, ma difficilmente reperibili per tutto l'anno e devono essere innescati utilizzando solo la parte del "piede", cioè la zona piu' consistente, eliminandone almeno una metà.
Seppie e Calamari sono un'esca non entusiasmante, di impego generale e molto resistente viene impiegata preferibilmente associata ad altra esca piu' catturante ( Cannello o Verme).
Gli Scombri, tagliati a piccoli pezzi ed innescati con la pelle verso l'esterno per sfruttarne l'iridescenza, sono una ottima esca nel periodo primavera - estate.
Per una completa rassegna delle principali esche vedi Le esche da Bolentino, tenedo comunque presente che per il Surfcasting occorre un'esca molto resistente.

I luoghi

In generale sono adatte tutte le spiagge sabbiose non troppo frequentate, meglio se in prossimità di foci di corsi d'acqua o zone scogliose che, se anche non possono essere utilizzate per il Surfcasting, costituiscono un ottimo habitat per tutte le speci e favoriscono la presenza di pesce.
Analogamente sono ottime le spiagge con molti residui di alghe o di Posidonia che indicano la presenza in zona di praterie erbose sempre molto frequentate dal pesce.
Altro indicatore di cui tenere conto è la presenza di conchiglie sulla riva che indicano zone con presenza di molluschi e quindi dei loro predatori.

I pesci del Surfcasting

Di seguito sono riportate le speci piu' idonee per la pesca a Surfcasting, per maggiori dettagli circa la loro diffusione e le loro abitudini vedi I pesci sportivi.
  • Spigola:
    La Spigola è tra le speci piu' ricercate dai pescatori a Surfcasting in quanto, date le sue abitudini, caccia a breve distanza dalla costa e frequentemente si avvicina nella zona di Surfcasting, inoltre è una specie praticamente presente ovunque.
    Il periodo migliore è tra l'autunno e l'inizio della primavera, al riscaldamento delle acque si sposta verso profondita maggiori ma sempre rimanendo in zone prossime al litorale, dalle quali compie frequenti incursioni fino al sottoriva alla ricerca dei pescetti che lo popolano, arrivando cosi' alla portata dei pescatori a Surfcasting.
    Le esche che preferisce sono i Cannelli,gli Anellidi e, gli esemplari piu' grandi, i piccoli pesci vivi; per il loro innesco ed uso vedi La pesca del Serra da riva.



  • Pesce Serra:
    Il serra è un formidabile predatore che sembra creato apposta per il Surfcasting.
    E' presente da Giugno a Dicembre nel Tirreno Centro-Meridionale, nello Jonio e nei mari circostanti la Sicilia, praticamente assente in Adriatico.
    Caccia al crepuscolo spingendosi fino quasi a riva, esemplari di tutto rispetto sono stati catturati in meno di 50 cm d'acqua. Non raramente la sua accostata avviene indipendentemente dallo stato del mare e puo' essere pescato a Surfcasting con mare completamente calmo. Non richiede lanci particolarmente lunghi in quanto si spinge fino quasi al bagnasciuga infatti capita spesso di vederli quasi spiaggiare mentre inseguono branchetti di novellame.
    Per i detagli relativi alla sua pesca vedi La pesca del Serra da riva.



  • Lecce e Lecce Stella:
    Da Giugno inizia l'accostata delle Lecce, in particolare delle Lecce Stella.
    Sono diffuse in tutti i mari Italiani ma alla portata delle lenze da Surfcasting arrivano quasi esclusivamente gli esemplari piu' giovani, che comunque costituiscono una ottima cattura.
    L'esca migliore è la Sarda innescata a tranci su ancorotto.
    Gl orari sono gli stessi dei Serra ma con una presenza piu' continua anche durante il giorno, specialmente con tempo nuvoloso o coperto.



  • Rombi e Sogliole :
    Molto diffusi in Adriatico sono meno frequenti nel Tirreno.
    Accostano dall'inverno alla primavera, spesso in compagnia delle Razze e dei Trigoni (non commestibili e con un aculeo velenoso al termine della coda).
    Si utilizzano ami molto piccoli ( fino al N. 10) innescati con Cannolicchio o Anellidi.
    Per queste speci occorre lanciare molto lontano, dietro alla zona dove inizia ad essere visibile la schiuma alla sommità delle onde, cosa che molto spesso richiede di entrare in acqua.
    L'abboccata non è veloce come per le altre speci e, per avere una sicura ferrata, è necessario tenere la canna in mano in modo da sentire il pesce quando inizia a mangiare, cosa non semplice con il mare mosso e con una canna rigida da Surfcasting.