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IL Merluzzo

Il Merluzzo appartiene ad una famiglia (Merluzzidi) molto numerosa, conta ben 25 speci, molte delle quali non somigliano neppure al pesce che comunemente chiamiamo Merluzzo, mentre altre speci appartenenti alla famiglia dei Gadidi (ad esempio lo Stoccafisso) sono chiamate comunemente Merluzzo (vedi tabella sotto) e, in alcuni casi, hanno somiglianza anche comportamentale con il Merluzzo vero.
Raggiunge la dimensione massima di 140 cm e l'eta' massima di 20 anni.
Vive su sabbia o fango fino alla profondita' di -1000 mt, ma le batimetriche piu' congeniali vanno da -70 a -350 mt.
Di giorno si trova a stretto contatto con il fondo, mentre la notte migra in superfice.
Da adulto si nutre di pesci e Calamari, alla stadio giovanile preferisce i crostacei.
La sua riproduzione avviene in mare aperto, nel Mediterraneo tra Dicembre e Giugno, le uova, molto numerose, hanno la dimensione di 1 mm.
Ha una "Resilienza" bassa ( T = 1,4/4,4 Vedi Nota 2 della pagina "La Gallinella").



In figura e' mostrata la diffusione nei mari Italiani ( per l'interpretazione della mappa vedi Nota 1).

Nella tabela che segue sono riportate le principali caratteristiche di alcuni altri pesci identificati con il nome di Merluzzo


Nome Dimens.
massime
Habitat Alimentazione
Note
Tempo di raddoppio
(anni)
Merluzzo bianco
(Stoccafisso)
200 cm Nord Europa Onnivoro 1,4 - 4,4
Merluzzo cappellato 40 cm Mediterraneo su sabbia
e fango -120/-400 mt
pesci e crostacei 1,4 - 4,4
Merluzzo francese 40 cm Mediterraneo occidentale
-50 mt
crostacei molluschi 1,4 - 4,4
Merluzzo giallo 130 cm Nord Europa
-200 mt
pesci  
Merluzzo imperiale
(Lacerto)
40 cm -50/-1000 mt   1,4 - 4,4
Merluzzo nero 130 cm Poco diffuso
-200
pesci  
Melu' 50 cm In Mediterraneo
-300/-400 mt
crostacei 1,4 - 4,4

La pesca del Merluzzo

Nel Tirreno le zone migliori sono :
La pesca del Merluzzo e' solo con la Coffa (Palamito), costruita come descritto nella pagina Pesca della Gallinella.
Date le abitudini del Merluzzo ( di giorno a fondo di notte in superfice) la Coffa deve essere calata alle prime luci dell'alba e recuperata dopo 2/3 ore.
Purtroppo e' una pesca difficile per la presenza delle barche da pesca professionale che, data l'importanza economica di questo pesce, frequentano numerose le zone di pesca in orario diurno e con la rete strascicante possono distruggere la Coffa.
Le esche migliori sono le Sarde innescate intere se piccole, altrimenti tagliate in due/tre parti.
Per questo tipo di pesca e' opportuno che i braccioli siano lunghi almeno 1 mt, sia per dare maggiore naturalezza all'esca che per risparmiare tempo,infatti permette di recuperare il pescato tagliando il bracciolo in prossimita' dell'amo senza perdere tempo a slamare il pesce, che spesso ingoia l'esca molto profondamente (data la lunghezza, si potra' ripetere l'operazione deverse volte solo rimontando l'amo, prima di sostituire il bracciolo).






Nota 1

La mappa e' ricavata da statistiche su dati della pesca professionale ,quindi non tiene conto di zone non adatte a questa pesca.
Per tale motivo si possono avere incongruenze con quanto riportato negli itinerari.
Le zone indicate come ricche nella mappa sono le migliori per la pesca professionale (quindi anche per quella sportiva),mentre zone buone per la pesca sportiva possono non esserlo per quella professionale.
Inoltre,per motivi di scala, nella mappa generale non possono essere evidenziate piccole zone che sono invece descritte negli itinerari.
L'uso migliore della mappa e' congiuntamente alle indicazioni riportate negli itinerari che sono derivate da esperienze personali o notizie rigorosamente controllate.


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