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La pesca a drifting



La tecnica del drifting




 

Il Didrifting inizialmente era praticato solo per la pesca degli Squali, successivamente adottato per i grandi Tonni ( Tonno Rosso, vedi I Tonni ), Ricciole e per prede minori quali Tonnetti,Scombri (vedi Lo Scombro ) ,Sugheri (vedi I Sugheri ) ,Palamite (vedi Le Palamite ).
Si svolge di giorno con barca ancorata o scarrocciando, ad una distanza dalla costa tra qualche miglio a oltre 20/25 Nm, a seconda della specie insidata e del tipo di imbarcazione a disposizione.
Richiede una buona conoscenza delle rotte dei pesci e un abbondante e continuo brumeggio.
L'attrezzatura, composta da due o tre canne, deve essere particolarmente robusta.
Le lenze saranno posizionate tra 20 e 60 mt dall'imbarcazione.
Le esche saranno mantenute a profondita' tra -10/-15 mt e -25/-30 ( se necessario con un piccolo piombo) per mezzo di un galleggiante montato in modo che non sia di intralcio durante il recupero.
I metodi piu' usati sono :
.
Per i dettagli dei nodi di giunzione delle lenze e di legatura degli ami vedi : I nodi da pesca.

Ancorati o scarroccio

La scelta e' vincolata dalle condizioni del mare, dalla corrente e dalla direzione del vento.
Con mare formato e' piu' semplice la pesca ancorati in quanto l'imbarcazione si dispone con la prua nella direzione del vento, cioe' nella direzione da cui provengono le onde, risultando piu' stabile.
A scarroccio si disporrebbe di traverso, prendendo il mare di fianco, con la coseguenza di un forte rollio che potrebbe limitare la liberta' di movimento ( il rollio e' molto piu' pericoloso e fastidioso del beccheggio vedi Stabilita' dello scafo ).
In ogni modo e' bene non avventurarsi in questa pesca con mare formato, sia per la notevole distanza da riva ( a volte oltre le 20 Nm) che per la grande dispersione del brumeggio, la cui efficacia verrebbe praticamente annullata, mentre per la riuscita della battuta e' indispensabile che sia ottimale.
Pescando a scarroccio si ha il vantaggio di passare, con l'imbarcazione, nella zona precedentemente raggiunta dal brumeggio, sempre che la corrente, che trascina il brumeggio, e il vento, che muove l'imbarcazione, vadano nella stessa direzione.
Se cio' non avviene, ad esempio con calma di vento e correnti di marea, occorre di tanto in tanto spostarsi nella direzione in cui si muove la scia di brumeggio.
Infine, sempre a favore dello scarroccio, si deve considerare la profondita', anche superiore a 200/300 mt, che rende difficoltoso l'ancoraggio.

Il brumeggio

Come accennato un buon brumeggio e' indispensabile per la riuscita della pesca.
L'impasto piu' utilizzato e' costituito da :
Naturalmente la "ricetta" non e' mandatoria, l'elemento principale, indispensabile, sono le Sarde, il resto la rende piu' produttiva ma si puo' evitare.

Scia prodotta da un corretto brumeggio nella pesca a Drifting  
La figura mostra come dispore i due sacchi di brumeggio per distribuirlo in modo corretto
 

Della quantita' preparata ( ne occorrono diversi chili) una parte sara' utilizzata densa cosi' come preparata, l'altra viene amalgamata, quando siamo sul posto, non prima ( altrimenti durante la navigazione si sparge per tutta la barca), con olio di Sarda diluito in acqua.
In mancanza dell'olio di Sarda, non sempre reperibile, si possono tritare finemente alcune Sarde e diluire la poltiglia con una sostanza oleosa ( olio si semi ) in modo da realizzare una componente che tende sicuramene a galleggiare.
Oltre all'impasto occorre prevedere una discreta quantita' di Sarde per meta' tagliate in due o tre pezzi e per meta' lasciate intere ( le Sarde intere nel brumeggio hanno lo scopo di abituare il pesce all'esca intera, come quella che utilizzeremo in pesca).
L'uso e' il seguente :
Arrivati sul posto si compie, intorno al punto scelto, un ampio giro a "otto" gettando parte del brumeggio diluito, delle Sarde tagliate e alcune Sarde intere.
Compiuta l'operazione, a barca ferma sul posto scelto per il Drifting, si preparano almeno due sacchi di rete a maglia larga con il brumeggio non diluito e si appendono sulle due fiancate in modo che risultino immersi per meta'.
Il rimanente brumeggio diluito e le Sarde, sia quelle tagliate che quelle intere, saranno utilizzate durante la battuta per arricchire la scia generata dai sacchi.
In alternativa all'operazione manuale si possono utilizzare i pasturatori elettrici ( ottimi ma con costi elevati) o meccanici ( funzionano con le oscillazioni dell'imbarcazione, meno efficaci ma piu' economici ), che pero' non possono tritare le cozze (mitili).
La situazione mostrata in figura è ottimale e difficile da realizzarsi, infatti presuppone che il vento provenga dalla prua, cioè perpendicolare allo schermo, mentre la corrente è da destra verso sinistra.
Solo in questo raro caso l'imbarcazione si dispone come mostrato.
Nella pratica si avranno situazioni piu' complicate e a volte sarà impossibile pasturare in profondità o sfruttare pienamente la scia a galla, dovrà essere il buon senso dei pescatori a scegliere l'assetto migliore e la condizione o meno di ancoraggio.

Gli Squali

Il Drifting agli Squali e' molto praticato nell'Adriatico, mentre nel Tirreno l'incontro e' occasionale.
Il periodo migliore va dalla tarda primavera all'inizio dell'estate.
L'attrezzatura, data la scarsa resistenza offerta, non occorre che sia particolarmente robusta, sono sufficenti canne da 20/25 libre e lenze da 100/150 libre.
Il terminale, armato con amo della misura da 5/0 a 7/0, in cavetto di acciaio ( minimo 100 libre) lungo qualche metro.
Nell'Adratico l'incontro puo' avvenire gia' alla distanza di 5/6 Nm, mentre nel Tirreno occorre allontanarsi molto, fino a 30/40 Nm.
Generalmente lo Squalo si muove in profondita' quindi occorre un forte brumeggio per cercare di farlo assommare, in generale non meno di 50/100 Kg.
La carne e' appena commestibile, quindi dopo le foto di rito ( fatte con molta cautela) e' corretto uso liberarlo.

I Tonni

Terminale per drifting ai grandi tonni  
Terminale per Drifting ai grandi Tonni di costruzione industriale.
Il terminale è lungo 10 mt ed è provvisto di moschettone per essere collegato alla lenza, se si pesca con canna, o al pallone.

 

Per il Tonno e' necessaria un'attrezzatura piu' pesante in quanto dispone di una forza eccezionale. Quando allamato, anche se di dimensioni modeste (10/20 Kg) sembra di avere catturato una locomotiva. Il combattimento e' emozionante e molto lungo, a volte ore.
Pe questo motivo l'attrezzatura tipo e' : canna da 50 libbre, mulinello a tamburo rotante minimo 6/0, lenza da 0,80/1,00 ( 500/1000 mt), terminale in acciaio da 100/200 libbre ( personalmente utilizzo nylon da 1,00 mm), amo da 4/0 a 6/0 del tipo da Tonno, cioe' di forma corta con punta rientrante.
I terminali, data la difficolta' di preparazione ( richiedono l'uso di ferrule per la legatura e quindi della relativa attrezzatura per la loro chiusura ) conviene acquistarli gia' montati.
L'innesco e' con Sarde a mazzetto ( 3 o 4 in funzione delle dimensioni ) o una singola, armata sul ventre in modo che si sposti nella stessa posizione ( pancia il alto) di quelle lanciate durante il brumeggio.
Il periodo migliore e' dalla primavera all' inizio autunno.
La distanza dalla costa varia enormemente sia in funzione dei luoghi ( vedi Itinerari di pesca) che della situazione conseguente agli spostamenti della mangianza ( principalmente Sarde e Alici).
In generale le batimetriche piu' produttive iniziano da -120/-150 mt,anche se molto spesso si sono fatte catture a -50/-70 mt.
Una variante, molto poco sportiva, consiste nel preparare solo il terminale, lungo 15/20 mt con una leggera piombatura, e legarlo ad un grosso pallone ( tipo quello utilizzato per salpare l'ancora), a sua volta assicurato all'imbarcazione con un cavetto molto sottile che durante l'abboccata si dovra' rompere ( lo scopo e' di non far allontanare l'esca dalla scia di brumeggio).
Il Tonno, allamato,si immergera' trascinando il pallone e compiendo uno sforzo enorme che lo portera' allo sfinimento ( come ordine di grandezza con un pallone del diametro di 50 cm, lo sforzo per trascinarlo sott'acqua è circa 65 Kg).
A questo punto si vedra' il pallone riemergere con violenza e quindi muoversi, a galla.
Non resta che seguirlo in attesa, a volte per ore, che il Tonno, cosi' ingloriosamente catturato, muoia.

I Tonnetti

L'azione di pesca e' identica a quella indirizzata ai Tonni, naturalmente utilizzando attrezzature molto piu' leggere e a minore distanza dalla costa.Generalmente le batimetriche piu' profique sono da -60 mt a -100/-110 mt ( vedi Battuta a Tonnetti ).
Il periodo migliore e' da circa meta' Settembre a meta' Dicembre.Per i luoghi vedi Itinerari di pesca.
Per i Tonnetti e' molto divertente un particolare metodo che somiglia solo vagamente al Drifting.
Questo sistema puo' produrre, facilmente, catture molto oltre il massimo consentito ( ma questo sta' alla sportivita' del pescatore e, per fortuna, ai frequenti controlli delle Capitanerie).
L'attrezzatura e' una semplice lenza a mano ( filo dello 0,60) lunga circa 10/15 mt, con un solo amo innescato con una Sarda (intera) facendo passare l'amo, da parte a parte, nella zona dietro gli occhi ( che e'la piu' resistente).
Con la barca in movimento, e sempre gettando brumeggio, se i Tonnetti sono presenti assommeranno praticamente sotto alla barca.Vedendoli si lancia la lenza nella direzione del moto, lasciando il filo in imbando in modo che la Sarda affondi.L'abboccata sara' immediata e decisa e il recupero, a mano, molto divertente.
Alcuni preferiscono il metodo piu' classico che consiste nell'utilizzare un corta canna (2/3 mt), molto rigida, con una lenza di pari lunghezza.L'esca (Sarda) viene fatta saltellare sull'acqua e affondare leggermente.
Il sistema, chiamato dalle nostre parti "sarda ballerina", e' fin troppo efficace, quindi se lo utilizzate ricordate che il massimo consentito per imbarcazione e' 5 Kg.

Le Lampughe

Frequentano gli stessi posti dei Tonnetti e negli stessi periodi.
La loro pesca con la tecnica del Drifting è analoga a quella dei Tonnetti, con la differenza che per trovarle numerose occorre cercare un qualsiasi oggetto gallegiante che produca un'ombra al disotto della quale si radunano le Lampughe e i pesci pilota ( conosciuti in alcune zone con il nome di "juventini" per la loro caratteriatica livrea a strisce).
Per maggiori dettagli sul Drifting alle Lampughe vedi Pesca con le ombre.

Drifting notturno

Esistono due tipi di Drifting notturno :

In altura per Pesci Spada :

Il Drifting a Pesci Spada puo' essere praticato solo di notte in quanto lo Spada assomma per mangiare solo dopo il tramonto.
Le lenze devono essere provviste di StarLight, meglio di grandi dimensioni, che costituiscono l'unico richiamo valido.
Questa pesca richiede imbarcazioni di grandi dimensioni, adatte alla navigazione in altura, attrezzature idonee a prede combattive e, soprattutto, una perfetta conoscenza delle rotte di migrazione degli Spada.
Si tratta di una pesca estremamente specialistica e con risultati ormai quasi nulli a causa della costante diminuzione di questo magnifico pesce.

Sotto costa :

Galleggiante piombato per drifting notturno  
Galleggiante priombato
per Drifting notturno.
E' provvisto di due moschettoni per il suo collegamento alla lenza
ed al terminale
 


Lenza e terminale per Drifting notturno  
Lenza e terminale da Drifting noturno.
Nelle zone freqentate dai Serra è opportuno l'uso di cavetto in acciaio, altrimenti è sufficente nylon da 0,30/0,35


 

Il Drifing sotto costa si pratica dalla fine della primavera al termine dell'estate, nelle notti di Luna piena o comunque ben visibile, anche se spesso si fanno buoni carnieri anche nelle fasi di primo e ultimo quarto.
Le lenze piu' adatte sono del tipo con galleggiante piombato e terminale da 40/60 cm, il brumeggio è quello già descritto ed i luoghi possono essere sia le zone rocciose che fango o sabbia, con profondità tra 15 e 20/25 mt.
Nelle zone rocciose le prede piu' frequenti sono :
Serra,Scombri,Occhiate,Lecce,Sugheri.
Mentre in quelle con fondale di sabbia o fango gli incontri piu' usuali sono con : Serra,Scombri e Sugheri.
Come accennato le condizioni migliori sono in presenza di Luna piena, in particolare mentre Serra,Occhiate e Lecce si muovono nel sottocosta anche con scarsa illuminazione, Scombri e Sugheri hanno abitudini piu' diurne quindi per la loro pesca è indispensabile la Luna piena e cielo limpido, in alternativa è meglio cercarli di giorno.
L'uso del galleggiante non è vincolativo, infatti si puo' eliminare in presenza della brezza notturna che consente all'esca di muoversi poco affondata, ma è comunque utile per vedere la posizione della lenza montando una StarLight.
L'esca è costituita da una Sarda intera privata della testa ed innescata facendo scorrere il terminale al suo interno, l'innesco è completato legando la coda sul terminale in modo che la Sarda non assuma posizioni innaturali o che possano ostacolore la ferrata.
Come amo è meglio utilizzare un ancorotto che, con le sue tre punte, sostiene il corpo della Sarda molto meglio di un amo semplice.
Nelle foto sottostanti sono mostrate le varie fasi dell'innesco.
Come si vede è una operazione difficile da eseguire di notte in mare con la barca che si muove, quindi conviene preparare un buon numero di terminali già innescati.
Il Drifting sotto costa puo' essere svolto anche di giorno purchè si conoscano precisamente i luoghi adatti.
Mentre di notte, con la Luna presente, si hanno accostate lungo quasi tutti i litorali, di giorno la scelta del posto è piu' determinante.
In particolare Scombri e Palamiti si spostano su fondali da -50/-60 mt a circa -100 mt, Serra e Occhiate di grandi dimensioni scompaiono, mentre i Sugheri sono ancora presenti, piu' o meno numerosi, nel sottocosta.
Per questo tipo di Drifting non sono necessarie attrezzature particolari, è sufficente una buona canna da Bolentino con cimino rigido e resistente ed un robusto mulinello a tamburo fisso, piu' maneggevole di quello a tamburo rotante utilizzato per la Traina o per il Drifting alle grandi prede.


Innesco di un terminale per Drifting notturno

Occorrente per l'innesco della Sarda su terminale da Drifting   Terminale da Drifting con Sarda innescata   Innesco del Terminale da Drifting terminato  
Terminale pronto per l'innesco
L'esca è una Sarda intera privata della testa.Per la legatura dell'ancorotto vedi
I nodi da pesca
 
Il terminale viene inserito nel corpo dalla Sarda utilizzando l'apposito ago da innesco
 
L'innesco è ultimato legando la coda della Sarda con il filo del terminale