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Pesca dell'Orata   Cometa   Pistoia   Ottobre 04   Vai  
Pesca a Dicembre       Ottobre 04   Vai  
Cannolicchio e Occhio di canna   Luca   Salerno   Ottobre 04   Vai  
Polpo nei porti   Ventura81   Ostia   Ottobre 04   Risposta non pronta  
Genovese     Viterbo   Ottobre 04   Risposta non pronta  
Traina a remi   Antonio   Bologna   Settembre 04   Vai  
LORAN e EPIRB   Cino   Trapani   Settembre 04   Risposta non pronta  

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Pesca dei Cefali e Aguglie

La pesca dei Cefali e delle Aguglie da utilizzarsi come esca viva (con ottimi risultati per tutti i predatori)deve tener conto della necessita' di non danneggiare il pescato che,difficile da tenere in vita, se ferito o non adeguatamente mantenuto,non supera qualche ora dopo la peca.
Quindi occorre munirsi di un capace contenitore,provvisto di coperchio e ossigenatore a batteria.Il contenitore deve essere tenuto all'ombra in quanto,se esposto al sole, la temperatura dell'acqua cresce rapidamente e causa la morte delle esche.
In caso di evaporazione,per ripristinare il livello non utilizzate acqua di mare,ma acqua dolce,altrimenti si aumenterebbe troppo la salinita (in generale questo accorgimento vale per tutti i tipi di esca viva da mare,vermi compresi).



Aguglie

Per le Aguglie il periodo migliore e' da Giugno a Settembre,all'interno dei porti o in prossimita' di scogliere,con mare poco mosso.
I metodi di pesca (per la taglia utile come esca)sono :

Cefali


I Cefali frequentano i porti e le foci dei fiumi,risalendo il corso d'acqua anche per lunghi tratti.
Per la loro pesca si utilizza una canna fissa di buona lunghezza,filo dello 0,2 e amo di misura piccola.Anche il galleggiante deve essere di dimensioni contenute e molto sesibile,quindi la lenza poco piombata,con pallini spaccati in modo da regolarne facilmente la quantita',giusto sufficente per assicurare la discesa dell'esca
Come esca si utilizzano impasti a base di pane,farina,formaggi e aglio (spremuto).Parimenti efficaci sono le farine gia' pronte,solo da impastare con acqua,che si trovano in tutti i negozi de pesca.
In alternativa alla lenza descritta alcuni utilizzano la "mazzetta",costituita da diversi ami con le lenze unite nello stesso punto,in modo da formare una vera e propria mazzetta di ami che viene ricoperta da una pallina di esca (le mazzette si trovano gia' pronte).Il metodo consente catture piu' numerose,ma molte inservibili come esca perche con diverse ferite.
Per una pesca efficace occorre che l'esca si trovi a pochi centimetri dal fondo,quindi e' necessaria una accurata regolazione della profondita'.A questo scopo si utilizza una lenza,priva di amo,della stessa lunghezza di quella armata,terminante con un piombo 30/50 gr,tale da far affondare il galleggiante.Si regola la posizione del galleggiante fino a che rimane in superfice,questo indica che la lenza e' di lunghezza pari alla profondita'.A questo punto si sostituisce il terminale piombato con quello armato e si alza il galleggiante di 5/10 cm.


Pesca dell'Orata

L'Orata frequenta le cadute rocciose,sulla sabbia circostante la loro base,a profondita da qualche metro fino a -150 mt.Puo' raggiungere il peso di oltre 15 Kg. Dopo i tre anni da maschio diventa femmina,depone le uova a Novembre/Dicembre.Da adulta e' sedentaria e vive isolata,al contrario i giovani formano piccoli branchetti che in primavera si spostano volentieri nelle lagune e negli estuari,anche di acqua salmastra e dolce.
Per la pesca delle Orate in acqua salmastra
Vedi la pesca delle Marmore paragrafo le zone umide del Circeo
Si nutre di crostacei,cozze (mitili),ostriche e piccoli pesci.Per la sua natura solitaria non puo' essere oggetto di una pesca specifica,salvo luoghi e condizioni particolari.
Occasionalmente viene pescata a bolentino utilizzando l'esca bianca (cannolicchio,gamberi,mazzancolle) sull'amo superiore,mentre l'inferiore,che tocca il fondo,e'per i pesci grufolatori (Fraolino).
Vedi Lenze da bolentino.
In bocca possiede due placche ossee molto resistenti che le consentono di rompere il guscio dei mitili e,molto spesso anche l'amo.
Piu' proficua del bolentino e' la pesca con la Coffa innescata con Occhio di Canna (seppioline) e calata alla base di formazioni rocciose su batimetrica -50/-100 mt.
In alcune zone,particolarmente frequentate dall'Orata,i piu' esperti utilizzano come esca i mitili,innescandoli interi.I mitili,vengono leggermente aperti e,nella piccola fessura,viene introdotto l'amo. Poiche'restano vivi si richiudono con l'amo all'interno.
Il metodo e' ottimo per impedire ad altri pesci di attaccare l'esca (solo l'Orata ha la capacita' di rompere il guscio) ma proprio per questa sua caratteristica e' un tipo di pesca che non consente alternative,quindi puo' riservare molte giornate senza catture.


Cannolicchio e Occhio di canna

Sono ottime esche "bianche",adatte per : Saraghi,Orate (vedi risposta prevedente),Fraolini.
Si innesca all'amo piu' alto in quanto non sono esche per i grufolatori.
I periodi piu' adatti al loro impiego sono quelli in cui i pesci le trovano in natura,cioe' dalla fine inverno all'inizio estate.Le seppioline (occhio di canna)sono ottime per la Coffa.


Pesca a Dicembre

Con il mese di Dicembre e il conseguente raffreddamento delle acque inizia la stagione del Bolentino.
In particolare i Fraolini accostano numerosi e si riuniscono in grandi branchi.I posti migliori sono le zone sabbiose o fangose limitrofe a rilievi rocciosi,su batimetrica da -25 a -60/-80 mt,provando anche lungo la caduta dello scoglio e sulla sommita',in questo tipo di fondale si incontrano Tanute e Orate.
Su fondale di fango,a batimetriche intorno a -100 mt,si possono prendere i Cocci (o Gallinelle) e,con la coffa ,i Merluzzi.
Le esche per il Bolentino sono le solite,amo piu' basso con verme (Americano),quello piu' alto con esca bianca (Gambero o Mazzancolla).Per la coffa le Sarde.
Al contrario del Bolentino,la Traina e' praticamente finita,con il mese di Dicembre scompaiono gli ultimi Tonnetti (le Lampughe sono gia' sparite)e si puo' praticare solo la Traina costiera a Spigole,il cui periodo migliore inizia verso la fine di Dicembre e prosegue per tutto Marzo.


Genovese

Con questo termine si intende un particolare modo di calare l'ancora che consente un piu' facile recupero in caso di incaglio.

Ancoraggio alla Genovese

Il metodo consiste nel legare,con un cavetto abbastanza sottile,la catena al diamante (il diamante e' la parte dell'ancora dove si incontrano le marre, vedi figura).In questo modo,nel salpare,la trazione viene esercitata nel verso contrario,cioe' dalla parte delle marre.Se da tale parte l'ancora e' "incattivita" la cimetta di legatura si rompe e la trazione si inverte,riuscendo cosi a disincagliare l'ancora.


Loran e EPIRB

Loran

Il sistema Loran,ormai obsoleto,avrebbe dovuto essere un sistema di posizionamento delle navi,con funzioni analoghe al moderno GPS,basato su stazioni trasmittenti dislocate a terra.Nel Meditarraneo non e' mai entrato in funzione a causa della mancanza di stazioni trasmittenti.Ormai superato dal sistema GPS basato sui satelliti.
Vedi Strumentazione da pesca.

EPIRB

E' un sistema per la sicurezza in mare che invia un segnale di richiesta d'aiuto tramite una rete satellitare e poiche' fornisce le coordinate,consente il ritrovamento immediato delle persone in difficolta'.
E' gestito dalla STAZIONE SATELLITARE ITALIANA COSPAS/SARSAT Lungomare Starita n.5 Bari (tel 080-5344033,alla quale occorre fare domanda).


Traina a con barca remi

La traina con la barca a remi e' la piu' antica forma di Traina e,ancora oggi,in alcuni casi la piu' efficace.
In particolare per la Traina costiera a Spigole e Serra offre risultati superiori a quelli ottenuti con barche a motore in quanto non produce rumore,si procede a velocita molto bassa (che e' quella da tenere trainando con esca naturale), non genera scia o rimescolii dell'acqua e consente di avvicinarsi alla riva o agli scogli molto di piu' che non con barche a motore.
Al contrario non e' indicata per la Traina con artificiali che,per funzionare al meglio,necessitano di velocita superiori,non raggiungibili con i remi.
Per chi volesse cimentarsi con questo sport,piu' canottaggio che pesca,consiglio di utilizzare esca viva (Cefali) e di esplorare le dighe dei porti (lato mare),i litorali in prossimita di foci,le zone di mare con scogli affioranti (su fondali fino a -10/-15 mt).
Se si possono raggiungere zone scogliose con forte profondita (oltre -30/-50 mt),sempre con il vivo,e' molto produttiva la Traina a fondo per Dentici,certo piu' faticosa a causa del piombo per affondare l'esca,che,comunque,data la bassa velocita non e' di peso eccessivo (con mare calmo 0,5/1 Kg.).In queste zone,oltre ai Dentici,si possono prendere Saraghi,Cernie,Ricciole.
Alcune zone molto adatte a questo tipo di pesca sono riportate negli itinerari di pesca (ad esempio Maratea e Palinuro),vedi
Indice Itinerari di pesca.


Pesca del Polpo nei porti

Il Polpo ,nel periodo in cui le acque sono piu' calde (da meta estate a fine Ottobre),frequenta l'interno dei porti e puo' essere facilmente pescato dalla banchina.Quando le acque si raffreddano tende a spostarsi a profondita maggiori.I metodi di cattura sono gli stessi ma praticati su batimetriche da -10 a -30 mt,in zone con scogli sparsi su fondale di fango o sabbia (non e' infrequente allamare un polpo mentre si pesca con bolentino). ( Vedi Pesca del Polpo).
All'interno dei porti la pesca si effettua con una robusta canna,lenza da 0,40/0,60 armata con polpara innescata con Granchio (questa esca si puo' catturare nel porto,sulle scogliere,con nassa o retino innescati a Sarda),piccoli pesci,gamberi (se grandi),mazzancolle e zampa di gallina (molti asseriscono che funziona,personalmente non ho mai provato,ma ho visto fare catture ,per lo piu' con lenza priva di polpara,cioe' armate con la sola zampa.Il Polpo una volta presa l'esca si lascia salpare senza mollarla ).
Sulle normali polpare l'esca viene legata con filo di nylon e si rovina o si perde facilmente,quindi conviene utilizzare un modello a gabbia all'interno della quale viene collocata l'esca che,piu' protetta,ha una durata maggiore (vedi link precedente).
In alternativa all'esca naturale,che e' la migliore,si possono utilizzare artificiali a forma di granchio o di gamberone (gli stessi utilizzati per le Seppie).
L'azione di pesca consiste nell'esplorare tutte le scogliere muovendo l'esca in verticale,dal fondo a circa meta' acqua (la canna serve solo a facilitare il movimento,si puo benissimo utilizzare una semplice lenza a mano).
La presenza del Polpo e' segnalata da un notevole appesantimento della lenza,appena avvertito e' necessario ferrare con decisione in modo che il Polpo rimanga allamato sulla corona della polpara.
Il recupero non presenta alcuna difficolta,se si esclude la lotta per infilarlo nel secchio (ovviamente munito di coperchio).
I punti migliori sono le banchine frequentate dai pescherecci e in generale le zone con minore risacca.L'orario non e' determinante.
Infine un metodo molto semplice e parimenti poco sportivo e' l'uso di una piccola nassa innescata con Sarda e calata a fondo in prossimita della scogliera o della banchina.
La nassa deve essere calata (con mare calmo altrimenti non si hanno catture) all'imbrunire e recuperata al mattino, per evitare che l'esca venga attaccata dai piccoli pesci che,anche anche se utili come esca,sono meno attiranti della Sarda.




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