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Questa pagina fornisce le coordinate di zone di pesca con dimensioni limitate (relitti e piccole secche) ed è il completamento del capitolo dedicato agli Itinerari di pesca dove sono descritte le zone piu' ampie
 

Nella pesca, in particolare a Bolentino, è determinante la conformazione del fondale che influisce sulla scelta delle esche, periodi, profondità di pesca e metodi.
I vari fondali, in relazione alla pesca a Bolentino, possono dividersi in quattro tipi base :
   - Con vegetazione (Posidonia)
   - Roccioso
   - Misto
   - Sabbia e fango

Fondale con Posidonia

E' il fondale piu' ricco di pesce ma poco adatto alla pesca a Bolentino perchè frequentato da molto pesce allo stadio giovanile che rovina l'esca senza abboccare.
Inoltre, essendo la Posidonia una pianta, necessita di luce, quindi cresce solo fino a 20/25 mt, profondità poco frequentate dai pesci di taglia e dalle speci pregiate.

Fondale Roccioso

Questo tipo di fondale presenta il difetto opposto del precedente, cioè l'eccessiva profondità.
Generalmente le coste rocciose hanno una forte pendenza e raggiungono rapidamente elevate profondità, poco adatte al Bolentino, inoltre sono povere dei piccoli organismi che costituiscono il richiamo per le speci da Bolentino.
In compenso sono adatte alla Traina specialmente per Occhiate,Ricciole,Lecce,Stelle,Tonnetti,Serra.

Misto

Il fondale con fango e roccia è tra i migliore per la pesca a Bolentino, purchè le zone rocciose siano sparse su fondale di sabbia o fango con fondale da 25 a 40/50 mt e con variazioni di profondità non eccessive.
Tra le zone migliori con questo tipo di fondale sono alcune parti delle Secche della Meloria e delle Secche di Vada, entrambe tra Livorno e Marina di Cecina, costisuite da fondali fino a 20/30 mt con scogli e secche sparse.
Per questo tipo di fondale si applicano tutte le considerazioni del paragrafo che segue.

Fondale con sabbia e fango

Questo tipo di fondale è frequentato da quasi tutte le speci, ma se non esistono punti di aggregazione del pesce è molto difficile fare catture, infatti il pesce non si raduna e l'incontro è occasionale.
Tutti sappiamo che su fondale piano la pesca puo' offrire buoni risultati solo se si trova un punto di discontinuità, ad esempio uno scoglio, una repentina variazione batimetrica o un relitto.
In generale il relitto, se sufficentemente grande, è uno dei punti migliori in quanto offre molti ripari al pesce, è frequentato da piccoli organismi che sono alla base della catena alimentare e, per i rischi di incaglio delle reti, non è frequentato dalla pesca professionale.
Per contro è difficile trovarlo.
Spesso le coordinate non sono esatte (anche se prese con molta cura la barca è quasi sempre in movimento ed il relitto puo' essere parzialmente coperto vedi Vedi nota), il piu' delle volte lo scandaglio lo segnala in modo impercettibile e spesso si confonde con il fondale.
In altre parole, per quanto possono essere precise le coordinate e anche ponendo molta attenzione al posizionamento della barca, difficilmente si trovano immediatamente, quasi sempre è necessaria una breve ricerca con l'Ecoscandaglio.
Per questi motivi la pesca su relitti deve essere svolta scarrocciando : messo il pedagno sul punto segnalato (vedi programma sottostante) si inizia la passata contro vento ad una distanza di diverse decine di metri e si pesca a scarroccio fino a superare il pedagno almeno di 50/60 mt.
(per i dettagli vedi Vedi Ancoraggio in pesca)
Se non si hanno abboccate si deve riprovare spostando lateralmente la traettoria.
In alternativa si puo' ancorare,contro vento, ad una distanza pari a 2 o 3 volte il fondale esplorando i dintorni del pedagno per un raggio di 50/60 mt.
Relativamente alla lenza, dovendo scarrocciare con possibilità di incaglio, puo' convenire utilizzare braccioli non troppo luinghi, in modo da non avere ami che strisciano sul fondale, anche se questa è proprio la situazione piu' pescosa.
L'esca principale, sia per la sua vitalità che per la facilità di reperimento, è l' Americano.
In fine, se si ha la possibilità di scelta, la profondità migliore è tra 30 e 50 mt.
I relitti sono le zone migliori per trovare pesce in pascolo in quanto, oltre ad essere una zona dove si formano accumuli di nutrienti, offrono molti nascondigli ed ospitano, specialmente alle profondità indicate, una grande varietà di organismi.
Oltre ai relitti anche altri punti di discontinuità del fondale, ad esempio le secche, hanno un comportamento analogo.
Per questo motivo nel programma sono incluse le principali secche con apprezzabile dislivello di profondità rispetto al fondale, che, rispetto ai relitti, hanno il vantaggio di essere molto piu' riconoscibili tramite l'ecoscandaglio (in questa pagina sono elencate le secche di dimensioni ridotte, quelle piu' estese che richiedono una descrizione dettagliata sono trattate negli Itinerari di pesca ).
Nella tabella sottostante sono riportate le speci piu' frequenti su questo tipo di fondale, il periodo migliore per la pesca e la profondità piu' favorevole

SpeciePeriodo (da a)Profondita /(da a)
FraoliniAutunno-Primavera20 mt-50 mt
TanutePrimavera20 mt-50 mt
TrigliePrimavera-Estateoltre 20 mt
GallinellaAutunno-Invernooltre 50 mt
SgombroPrimavera-Estateoltre 30 mt
SugheroPrimavera-Estateoltre 20 mt
MerluzzoAutunno-Invernooltre 50 mt


 

Utilizzo del programma

Selezionare la zona di interesse
Selezionare il porto di riferimento e la distanza massima dei punti dal porto
Il programma presenta la tabella con le seguenti informazioni :
  • Coordinate del punto
  • Tipo (relitto o secca)
  • Tipo di fondale prevalente (sabbia,fango o roccia)
  • Profondità media della zona circostante il punto
  • Distanza dal porto selezionato. La distanza è calcolata in linea retta e approssimata a 1 Nm

La prima colonna della tabella, indicata con Link, è utilizzata per selezionare il punto da presentare nella cartina e le cui coordinate compaiono, in notazione decimale, nel riquadro a sinistra della tabella.



Nota

Per avere l'ordine di grandezza della precisione con cui si puo' trovare un punto utilizzando il GPS si puo' utilizzare il seguente calcolo :

La latitudine di 1' equivale ad 1 Nm (vedi Rotta e Carte Nautiche.
Lo strumento,se molto preciso, ha un errore dell'ordine di 0,01 primi che corrispondono a 0,01 Nm cioè circa 20 mt ( 1 Nm = 1852 mt).
Quindi nella migliore delle ipotesi la posizione dell'imbarcazione viene rilevata con una incertezza di circa 20 mt.
A questa imprecisione si deve sommare lo spostamento della barca dal momento in cui si raggiunge la posizione indicata dal GPS e si ferma il motore, spostamento che dipende dallo scarroccio e dalla velocità con cui si raggiunge il punto, come ordine di grandezza si puo' valutare intorno a 10 mt:
Sommando le due incertezze, la posizione indicata si raggiunge con un errore totale di circa 30 mt, al quale si deve aggiungere l'ìimprecisione del rilevamento iniziale del punto, che al minimo è dello stesso ordine di grandezza.
In conclusione l'incertezza totale della posizione è dell'ordine almeno di 50/60 mt.