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Imbarcazioni a pesca di Seppie
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Trovare i posti per la pesca delle Seppie è cosa facile, basta guardare il mare dalla riva e, nei periodi adatti ( da Ottobre a Dicembre) si nota un assembramento di barche in uno spazio molto cicoscritto e a poca distanza dalla riva, le Seppie hanno accostato e sono nel punto segnalato dalle barche.
Le Seppie accostano in primavera ( ved Seppie in Primavera) ed in autunno,ma la loro pesca non professionale si puo praticare solo in autunno,in quanto,nella stagione primaverile non mangiano e possono essere prese solo con le reti,a noi vietate (qualche cattura si puo' fare da riva tra gli scogli,con acque chiare,utilizzando le stesse esche artificiali impiegate dalla barca).
L'esca per Seppie è un artificiale a forma di grosso Gambero.
Il modello in figura è provvisto di una deriva in piombo che gli confrsce una migliore stabilità durante l'azione di pesca.
Gli artificiali con tale deriva sono adatti anche allo Spinnig per Calamari. Vedi pesca dei Calamari
Si tratta di una pesca molto facile e non faticosa,che
avviene sotto costa,su fondali sabbiosi o fangosi da -5 a -20 mt,con esca artificiale che simula un gambero,
provvisto sulla coda di una o due corone di ami senza ardiglione .
Per praticare con successo la pesca delle Seppie, e piu' in generale di tutti i Cefalopodi, sono necessarie due condizioni :
1 Mare calmo con acque chiare.
Le Seppie cacciano a vista, se la visibilità in acqua à scarsa difficilmente vedranno l'esca.
2 Vento leggero che faccia scarocciare la barca.
Le Seppie sono poco mobili e non stazionano in gruppi, quindi occorre esplorare un ampio tratto di mare per trovarle praticamente una per una.
La pesca e'una specie di incrocio tra bolentino a scarroccio e spinning. Consiste infatti nel calare a fondo l'esca, muoverla verso l'alto e lasciarla ricadere.
Questo movimento serve a rendere l'esca piu' visibile e a simulare l'andamento di un grosso gambero.
L'esca che,mediamente,fornisce maggiori risultati e' il tipo rivestito di seta, provvisto di un piombo a forma di deriva, nella colorazione arancio/rosso.
La deriva e' montata principalmente per consentire un vero e proprio spinning (descritto piu' avanti), ma anche in questa pesca a "saliscendi" migliora la resa dell'esca producendo un movimento piu' simile a quello del gambero, inoltre un modesto appesantimento dell'esca rende la lenza piu' sensibile alla leggera presa della Seppia.
Questa esca è adatta anche per i Calamari e piu' limitatamente per i Totani.
Uscendo a Seppie non devono mancare una serie di esche di vari colori.
Quelli mostrati in figura sono i piu' utilizzati, in particolare la colorazione arancio e rosso.
Naturalmente la colorazione arancio/rosso (su fondo bianco) non sempre e' la piu catturante,quindi conviene averne almeno un'altra di colori molto diversi.
Alcuni usano ungere questa esca con olio di Sarda,personalmente non ho riscontrato reali vantaggi.
Una cosa molto importante da ricordare e'un capiente secchio,messo fuori bordo alla giusta altezza per
accogliere le catture,che non necessitano di slamatura,infatti e' sufficente portare l'esca con la Seppia attaccata sopra al secchio e dare un energico
scossone,la Seppia si sgancera cadendo nel secchio.
Non si tratta di consuetudine o di un modo di slamare estroso, ma di necessita', se non volete la barca e voi stessi tinti del nero di Seppia (se qualcosa si dovesse sporcare provvedete immediatamente alla pulizia, se il nero si asciuga diventa difficile da togliere).
Lenza per Seppie con quattro artificiali (gamberi)
Nella figura a lato e' riportato lo schema di una lenza per Seppie particolarmente efficace.
Le esche sono costituite da gamberi artificiali, quattro o due se si vuole un attrezzo meno soggetto ad ingarbugliamenti, ed una Totanara da circa 100 gr che funge da piombo ( vedi foto nel paragrafo delle pesca ai Calamari ), collocata al centro, particolare molto importante in quanto consente ad una o due esche di essere sempre sul fondo.
La lenza e' completata da perline fosforescenti o da Starlight montate in prossimita' delle esche ( indicate con P in figura ).
I gamberi artificiali dovranno essere di colori alternati, con preferenza per le tonalita' rosse e verdi.
L'impiego migliore e' senza canna ma con lenza a mano ( 20 mt di filo da 0,60 solo per motivi di maneggevolezza)
che consente alle profondita' di pesca alle Seppie ( 5/15 mt ) una migliore sensibilita'.
Per le legature ed altri dettagli di costruzione vedi
Costruzione delle Lenze da pesca.
Oltre ai gamberi artificiali esistono altri tipi di esche che pero' sono piu adatte ai Totani e ai Calamari(vedi oltre).
Come anticipato e' una pesca che si svolge "sotto casa",infatti le Seppie dall'autunno all'inizio inverno accostano praticamente lungo tutti i litorali sabbiosi, con preferenza in zone dove la sabbia sia interrotta da scogliere o praterie erbose ( Per le varie zone vedi
Indice itinerari di pesca).
La pesca avviene scarrocciando lentamente,quindi nelle giornate ventose occorre mettere l'ancora gallegiante.Inoltre l'acqua deve essere chiara,altrimenti le Seppie,che cacciano a vista,non vedrebbero l'esca,pertanto se ci sono state mareggiate
occorre attendere alcuni giorni.
Non esistono orari particolarmente buoni, qualsiasi momento della giornata e' parimenti adatto.
L'unica accortezza e' di pescare piu' a riva, su fondale da 5 a 8 mt nei giorni nuvolosi e piu' a largo, fino a 15/20 mt di fondale, con sole pieno.
La tecnica è semplicissima.
Arrivati sul posto disponete la barca di traverso al vento dal lato sul quale volete pescare.
Calate la lenza senza lanciarla, non c'e' la necessità del lancio ed è inutile correre il rischio di ingarbugliare la lenza
Date filo man mano che la barca scaroccia e richiamate la lenza con piccoli strappi , facendo in modo che i richiami non siano sufficenti per riportare la lenza sotto alla barca, in altre parole gli strappi, che hanno la scopo di rendere l'esca piu' visibile, devono consentire il progressivo allontanamento dell'esca.
Come già detto le Seppie sono generalmente sparpagliate e si muovono poco, quindi occorre esplorare totto il fondale e portare le esche in prossimità di ciascuna Seppia
Quando tutta la lenza è in mare ( 15/20 mt) iniziate il recupero, sempre a strappi, alternando tratti piu' lunghi a tratti brevi, fino a portare nuovamente le esche sotto la barca
La barca avrà scarrocciato, vi troverete in una nuova posizione e potrete ricominciare l'esplorazione
I Calamari normalmente vivono a grande profondita' e la loro pesca avviene di notte facendoli assommare per mezzo di una forte sorgente luminosa ( viedata alla pesca sportiva).
Totanara luminosa
Quando arrivano in supefice si utilizzano i Gamberi artificiali o le Totanare in modo simile alle Seppie, questa pesca non puo' essere praticata dai pescatori sportivi in quanto utilizza fonti luminoso che sono vietate.
Nei mesi piu' freddi, a partire da Dicembre, i Calamari piu' giovani accostano nelle zone con presenza di scogli sommersi, fino a profondità dell'ordine di pochi metri e possono essere pescati con gli stessi artificiali delle seppie e spesso nelle stesse zone.
Non si tratta di una pesca che fornisce gli stessi risultati di quella a Seppie,ma specialmente da meta' Dicembre,con mare chiaro,consente comunque di fare un buon numero di catture.
Il metodo è una specie di trainetta utilizzando il solito artificiale a forma di gamberone provvisto di deriva.
Si lancia l'esca lontano dalla barca e si recupera molto lentamente facendo delle brevi pause allo scopo di affondare l'esca che per effetto del recupero potrebbe spostarsi troppo in superfice.
Tale affondamento è determinante ai fini delle catture infatti, dosando la quantità di filo ceduta durante la pausa del recupero, si possono esplorare diverse profondità e trovare quella a cui si trovano i Calamari in caccia.
Come per le Seppie l'abboccata e' segnalata da un appesantimento della lenza e il recupero e' praticamente privo di resistenza.
Pesca dei Totani
I Totani,non presenti nelle zone sabbiose, hanno le stesse abitudini dei Calamari, vivono a grande profondita' e accostano, nei mesi estivi, in zone rocciose con profondita' notevoli, normalmente oltre i 70/100 mt.
La Polpara puo' essere utilizzata per Totani di notte arricchendola con un piccolo pesce legato dietro gli ami
Per la limitata profondita' delle coste non frequentano i nostri litorali,con acque basse e prevalentemente sabbiosi.
Le zone migliori sono la costa Tirrenica della Lucania (Maratea),costituita da costoni rocciosi a picco sul mare con profondita superiori a 50 mt e l'isola d' Ischia ( vedi Indice itinerari di pesca), la Calabria e la Sicilia.
La pesca del Totano si effettua di notte, con polpare alle quali viene legata un'esca naturale ( cotenna di maiale o piccoli pesci ).
Le condizioni migliori sono : ovviamente, mare calmo e luna ben visibile. Il periodo dalla fine della primavera ad estate inoltrato/inizio autuno.
L'azione di pesca consiste nel calare l'esca fino al fondo e recuperarla, molto lentamente , imprimendo un movimento a scatti.
In questa pesca, data la profondita', sono molto produttive le esche luminose.
Se avete la ferrata (segnalata da un appesantimento della lenza), salpando il Totano ricordatevi che emette un consistente spruzzo d'acqua.
Pesca dei Polpi
La pesca dei Polpi non richiede l'imbarcazione, anzi non e' un tipo di pesca da praticare dalla barca, viene descritta solo per completezza.
Pricipalmente si utilizzano tre metodi :
Pesca da scogliera e dalle banchine dei porti.
Polpara con gabbietta
Si utilizza una polpara ( meglio se del tipo provvisto di gabietta per l'inserimento dell'esca) con legato un granchio di buone dimensioni (alcuni utilizzano una zampa di gallina, personalmente non credevo che funzionasse fino a che non ho visto le catture fatte da altri).
La pesca si svolge al mattino ed alla sera verso l'imbrunire.
Consiste nell'esplorare la zona calando la polpara e facendola oscillare con il solito movimento verticale.
Tutti i porti sono ottimi, meno pescose le scogliere in quanto molto piu' estese non consentono un'esplorazione completa.
Circa la polpara da utilizzare, dato l'elevato numero di tipi differenti, non ho fatto prove comparative. Le
piu' semplici sono tronchi di cono in piombo, verniciati di bianco, con una corona di ami (vedi foto sopra).
Modelli piu' completi prevedono un sistema per fissare l'esca o sono costruite a cestello per inserire l'esca all'interno (come mostrato nella foto a fianco), altri modelli sono provvisti di luce ma hanno una maggiore effucacia solo di notte o a grande profondità.
Pesca sugli scogli con fiocina.
Questa pesca utilizza la particolare abitudine dei polpi di ornare con conchiglie,sassolini e granchi morti l'ingresso della tana (come fosse un piccolo giardino,in realta'credo si tratti degli avanzi dei pasti),rivelandone cosi la posizione.
La pesca consiste nel fare uscire il polpo con un'esca, calata difronte alla tana,e catturarlo con la fiocina.
Ai primi tentativi non sara'facile distinguere la tana,ma basta averla vista una volta per individuarla con facilita',quindi la cosa migliore,per evitare perdite di tempo,e' di andare ,almeno una volta,con un pescatore che abbia gia'praticato questo tipo di pesca.
Come esca e' ottimo il granchio,buona la sarda ed anche un pezzo di stoffa o altro materiale di colore bianco.
La pesca avviene a giorno fatto,naturalmente con mare calmo e acqua pulita,per avere una buona visibilita'.
Nella nostra zona sono ottime le scogliere di Torre Astura,raggiungibili a piedi e con fondali di 1/2 mt (le scogliere sono all'interno del Poligono Militare,l'accesso e' consentito solo nei giorni festivi e nei mesi di Luglio e Agosto,sono comunque da visitare indipendentemente dai polpi).
Pesca con la nassa
Un bel Polpo catturato a Bolentino, ancora attaccato all'amo
per un tentacolo.
Tra Ottobre e Dicembre pescando a Bolentino su fondale da -20 a -40 mt in
zome con presenza di scogli non è difficile allamarlo.
E' una pesca molto poco sportiva ma, specialmete a Settembre e Ottobre, fornisce ottimi risultati.
La nassa, meglio se di piccole dimensioni, e' innescata con : sarde, granchi o gamberetti.
I risultati migliori si ottengono con le sarde ( gradite anche a tutti i pescetti di sottocosta, inclusi i gamberetti, che molto spesso le divorano prima dei polpi ) e con i granchi se di grosse dimensioni.
Viene calata nel tardo pomeriggio e salpata il mattino successivo. I posti migliori sono i porti e, in misura minore, le scogliere con profondita' non superiore a 5/10 mt.
Per i dettagli della costruzione ed utilizza della Nassa vedi la pagina La Coffa.
Una variante curiosa, un tempo utilizzata dai pescatori di professione e ormai in disuso consiste nel preparare una serie di barattoli, senza alcun sistema di trappola (a differenza della nassa che ha un apposito retino che consente l'ingresso ma non l'uscita), legati ad una lunga cima che ne consente il recupero, calati a mare all'imbrunire in prossimita della riva (5/10 mt di fondale) e recuperati al mattino.
Non viene utilizzata alcuna esca.