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2 L'imbarcazione

2-1 Lo scafo

2-1-4 Manutenzione dello scafo

Scafi in ferro

Effetto della corrosione sull'elica


L'elevato peso specifico del materiale consente di utilizzarlo con sicurezza solo per imbarcazioni di notevoli dimensioni ( almeno 12/14 mt).
Ha il pregio della notevole robustezza ma e' soggetto alla ruggine e, anche per la piccola manutenzione, richiede attrezzature professionali.
L'unica manutenzione che puo' fare il diportista e' curarne la verniciatura assicurandosi che nessuna parte di ferro rimanga scoperta e possa entrare in contatto con la salsedine o con l'acqua di mare che, oltre a causarne l'arrugginimento potrebbe produrne la corrosione.



Scafi in legno

Barca con coperta in teak

Anche gli scafi in legno, o le parti di legno degli scafi in altro materiale, necessitano di una accurata e periodica verniciatura, sia per motivi estetici che per garantirne l'integrita'.
Si ricordi,inoltre, che se lo scafo ha l'opera viva ( la parte immersa) in legno e' opportuno non farlo sostare troppo fuori dall'acqua in quanto potrebbe perdere la tenuta e produrre infiltrazioni dalle giunture.

Per gli incollaggi i materiali piu' adatti sono :

Scafi in vetroresina

Preparazione di un pannello in vetroresina

Sono realizzati con tessuto di vetro e resina (vedi foto) e non necessitano di particolare manutenzione, salvo che non sia presente dell'osmosi.
Possono essere facilmente lavorati e stuccati con del semplice stucco da carrozzieri o con stucco contenente fibra di vetro che assicura una migliore resistenza meccanica.Questi stucchi catalizzano in un tempo molto breve dopo l'aggiunta di una piccolissima quantita' di catalizzatore, l'operazione ha una riuscita migliore a temperature oltre i 15/20°C, possono essere carteggiati e protetti con Gelcoat come le altre parti dello scafo.
In alternativa si possono utilizzare prodotti epossidici bicomponente caricati con polvere o con microsfere di vetro in quantita' opportuna per avere la necessaria pastosita'.Catalizzano in un tempo piu' lungo (fino a 12/16 ore), sono molto piu' resistenti e presentano una notevole durezza.
Questa famiglia di prodotti e' anche utilizzata per eliminare l'osmosi.Per piccoli interventi e' sufficente rimuovere la vernice e, dopo carteggio, eseguire una stuccatura dei piccoli crateri generati dall'osmosi, quindi un successivo carteggio e una verniciatura con lo stesso prodotto opportunamente diluito (2 o 3 mani) e ovviamente non caricato.
Data l'ottima resistenza dei collanti epossidici si puo' evitare l'uso del Gelcoat.



Le foto sono state fornite da : ZPNAUTICA

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