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Innesco delle Aguglie per la Traina ai Serra
I terminali per la traina ai Serra
Tra le possibili prede della Traina costiera il
Pesce Serra è il piu' insidiato, sia per la sua vivace resistenza durante il recupero, che per gli orari in cui accosta (all'alba o al tramonto) che consentono di uscire in pesca senza interferire molto con le normali attività.
Presupposto per la riuscita della battuta è l'esca adatta e preparata con cura.
Il Serra, specie quelli di una certa dimensione, sono per lo piu' indifferenti agli artificiali e, tra le possibili esche naturali, attaccano volentieri solo le Aguglie, con preferenza per quelle "vecchiotte", cioe' scongelate e ricongelate piu' volte, forse perchè emanano un odore molto forte.
Inoltre, salvo casi sporadici e per lo piu' limitati agli esemplari giovani, i pesci Serra sono molto attenti al comportamento dell'esca che deve navigare in modo naturale senza presentare lacerazioni o altre modifiche all'aspetto naturale, quindi durante l'azione di pesca occorre verificare spesso l'integrità dell'esca sostituendola al minimo segno di alterazione, il chè implica una buona scorta di esche pronte. Quelle non utilizzate potranno essere ricongelate piu' volte senza che perdano di efficacia, anzi spesso saranno piu' gradite di quelle fresche.
Per questo motivo l'esca, costituita da aguglie della dimensione media di 30/35 cm, deve essere preparata con molta cura e con i migliori materiali.
Per l'innesco delle Aguglie da utilizzare come esca per i Serra si possono seguire due metodi :
- Innesco per via interna
Il terminale scorre all'interno dell'Aguglia, quindi è meno visibile e disturba
poco il movimento dell'esca che assume un aspetto piu' naurale.
- Innesco per via esterna
Il terminale corre lungo il corpo dell'Aguglia. E' piu' visibile e, soprattutto, puo' disturbare il movimento dell'esca nell'acqua, facendogli assumere posizioni e andature poco naturali.
Ciascuno dei due sistemi puo' essere applicato utilizzando normale filo di nylon, e in questo caso occorre impiegare un diametro da 0,40 a 0,60 o, meglio, utilizzando un corto terminale di cavetto in acciaio termosaldante, molto piu' adatto ai Serra che
con la loro formidabile dentatura possono tranciare il filo di nylon.
La scelta è condizionata dalle dimensioni dei Serra che si prevede di incontrare e dal tipo di amo utilizzato.
Infatti con ami a gambo lungo o con ancorotti, che limitano molto le possibilità del Serra di mordere il filo, nella maggior parte dei casi si puo' utilizzare il terminale in nylon, piu' semplice da montare e meno visibile del cavetto termosaldante.
Innesco per via interna
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I tre tipi di terminale per l'innesco delle esche naturali per la Traina ai Serra |
Il Serra ha una formidabile dentatura e, allamato, si difende accanitamente con spettacolari salti fuori dall'acqua, sottoponendo la lenza a improvvisi sforzi e intaccandola con la dentatura. Per questo motivo è necessario un filo particolarmente resistente.
La soluzione migliore per la costruzione del terminale è di adottare cavetto in acciaio rivestito di plastica termosaldante che consente di fare legature semplicemente mettendo a contatto le parti da unire e scaldando.
Il riscaldameno puo' essere fatto con una candela, prestando attenzione a non avvicinarla troppo ai fli da unire per non bruciarene il rivestimnto termosaldante.
Utilizzando il cavetto in acciaio termosaldante sono possibili due varianti costruttive :
La prima consiste nell'utilizzare solo un corto tratto di cavetto (3-4 cm) sufficente per portare la lenza in nylon lontana dai denti del Serra, l'altra pevede l'uso di un terminale (30-40 cm) interamente in cavetto.
Le due soluzioni, schematizzate nella figura sopra, presentano rispettivamente dei pregi e dei difetti.
- Terminale completamente in cavetto (A in figura) :
Il terminale, realizzato interamente in cavetto, deve avere una lunghezza pari a quella dell'Aguglia piu' 30/40 cm in modo da disanziare l'asola di attacco alla lenza madre dall'esca.
Risulta piu' visibile e si utilizza molto cavetto piu' del necessario.
E' piu' semplice da costruire di quello composito (B in figura) ed anche piu' resistente.
- Terminale composito (B in figura) :
E' realizzato con un corto spezzone di cavetto giuntato ad una lenza in nylon da 0,40/0,60. La parte in cavetto ha una lunghezza di 3/5 cm (L in figura).
E' meno visibile in quanto la parte che fuoriesce dall'esca è in nylon e consente di utilizzare facilmente una girella per collegarla alla lenza madre.
Piu' difficile da costruire e da inserire nel corpo dell'Aguglia.
- Terminale in nylon (C in figura):
Da evitare per i motivi precedentemente esposti.
Non presenta alcuna differenza da un normale terminale da pesca.
Il nylon è opportuno che non sia inferiore allo 0,50 di lunghezza 30/40 cm piu' del corpo dell'esca.
E' il terminale piu' semplice da costruire e da innescare, ma puo' essere tranciato dai denti del Serra, eventualità non troppo remota dato lo strenuo combattimento del Serra quando allamato.
Costruzione dei terminali
La costruzione dei terminali è la stessa qualunque sia il sistema di innesco scelto, interno od esterno, con poche e marginali differenze che saranno evidenziate di volta in volta.
Nella figura sottostante sono riportati i materiali occorrenti per la costruzione dei terminali da traina ai pesci Serra.
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| Materiale occorrente per l'innesco delle Aguglie |
Cavetto
Se si è scelto di utilizzare un teminale in acciaio o di tipo composito la prima cosa è ovviamente il cavetto di acciaio termosaldante.
E' reperibile in tutti i negozi di pesca in bobine da 10 o 20 mt (si tenga presente che con 10 mt si possono innescare 10/15 Aguglie) di vari diametri, o meglio con vari carichi di rottura (a differenza del nylon il cavetto non è identificato dal diamentro ma dalla resistenza, cioè dal carico di rottura). Il carico di rottura è indicato in libre, orientativamente per esprimerlo in Kg si divide per 2.
Nella figura è riportato un cavetto da 10 Lb, quindi con un carico di rottura pari a circa 5 Kg.
Al centro della confezione è realizzato un piccolo scomparto chiuso con nastro adesivo che contiene alcune "ferrule" cioe' piccoli tubicini di metallo che serviranno per renere piu' resistenti i nodi e le giunzioni del cavetto.
Piombi
Per assicurare una corretta navigazione all'esca e per non scaricare sull'amo lo sforzo di trazione durante la Traina si utilizza un piombo spaccato, da 0,5 ad 1 gr, inserito sul terminale all'altezza della testa dell' Aguglia. Se l'esca non è troppo piccola al posto del pallino conviene utilizzare un piccola Torpilla.
Proprio per montare questo piombo occorre una pinza lunga e sottile che possa essere
inserita nel becco dell'Agulia in modo da serrare il piombo sul terminale.
Il montaggio del pallino o della torpilla non è agevole e richiede una buona dose di pazienza ma in compenso fornisce risultati palesemente migliori, specialmente se
durante l'azione di pesca si stacca momentaneamente il motore, facendo compiere all'esca un ampio movimento verso il basso, molto spesso la ferrata avviene quando si
riattacca motore e l'Aguglia risale verso la superfice.
Ami
Nella figura sono riportati due tra gli ami piu' impiegati per l'innasco delle Aguglie.
Il primo ha una lunghezza di 4,5 cm e punta dritta (questa lunghezza consente di utilizzare per il terminale filo di nylon), l'altro da 3 cm con punta ricurva è specifico per i Tonnetti, ma fornisce ottimi risultati anche per i Serra.
Per questo tipo di terminale si utilizzano anche gli ancorotti (tre punte) montati in modo che una delle punte risulti inserita nel corpo dell'Aguglia o ami a due punte (simili a due ami normali saldati tra loro lungo il gambo).
Ago da innesco
L'ago da innesco è costituito da un lungo filo di acciaio con un occhiello nella parte terminale (vedi particolare in figura nel cerchietto bianco) viene inserito nel corpo dell'Aguglia dal foro anale o tra coda e foro anale, con il terminale assicurato all'occhiello e fatto uscire dal becco. Successivamente, con molta cautela e assicurandosi che l'Aguglia non subisca lacerazioni, si estrae l'ago e il terminale ad esso collegato.
Tubicino di silicone
Il tubicino di silicone è utilizzato per chiudere il becco dell'Aguglia una volta terminato l'innesco.
Puo' essere sostituito da una legatura ma risulta piu' pratico e meno visibile.
Nella tabella che segue sono riassunte le principali caratteristiche dei tre tipi di innesco :
| Cavetto |
10/15 Lb |
Tutti |
Ferrula e saldatura |
Massima affidabilità |
Molto visibile |
| Nylon |
0,50/0,70 |
Ancorotto |
Nodi |
Cosigliato l'uso solo con Ancorotto |
Rottura |
| Composto |
10 Lb + 0,50 15 Lb + 0,60 |
Tutti |
Ferrula saldatura e nodi |
Piu' complicato a causa del nodo di collegamento tra cavetto e nylon puo' creare problemi durante l'innesco |
Puo' rovinare l'esca |
Procedimento
Dopo aver tagliato uno spezzone di filo o di cavetto ,secondo il materiale scelto,
di lunghezza pari a quella dell'Aguglia piu' 30-40 cm, si procede alla legatura dell'amo.
Nella tabella a lato sono riassunti i metodi principali, che , per motivi di spazio (sono necessarie numerose foto) vengono descritti in dettaglio nella pagina Legature degli ami nei terminali da Traina.
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| Giuntura tra lenza in cavetto e lenza in nylon |
Solo per i terminali composti (cavetto + nylon) tagliare il cavetto ad una distanza dall' amo di 3- 5 cm ed eseguire la giuntura con la lenza in nylon.
La legatura tra i due tipi di lenza dovrà essere la piu' piccola possibile per evitare lacerazioni durante l'innesco e accuratamente privata dei residui della parte in cavetto non utilizzata (saldandola alla lenza) in modo che non presenti punte che potrebbero, durante l'innesco, causare la rottura dell'Aguglia.
Un nodo che fornisce risultati accettabili è mostrato nella fugura a lato ( il colore azzurro indica la lenza in nylon).
Terminata la legatura dell'amo e dell'eventuale parte in nylon si procede all'inserimento del terminale nel corpo dell'Aguglia.
Allo scopo legare il capo libero del terminale all'anellino presente al termine dell'ago, quindi inserire l'ago in prossimità della coda e, assicurandosi che non fuoriesca lateralmente, farlo uscire dal becco.
La posizine migliore dell'amo è circa a metà tra il foro anale e la coda in quanto il Serra generalmente attacca proprio dalla coda, ma da questa posizione è piu' difficile fare un innesco corretto e specialmente le prime volte conviene inserire l'ago dal foro anale.
Se l'Aguglia è di dimensioni medio-grandi si corre il rischio di avere ferrate a vuoto
in quanto il Serra puo' non abboccare abbastanza profondamente da incontrare l'amo, ma sono casi sporadici che si possono verificare solo con Aguglie troppo grandi.
Inoltre, come mostrato piu' sotto, utilizzando gli ancorotti si puo' scegliere liberamente il punto di montaggio dell'amo.
A questo punto l'innesco è praticamente terminato, è necessario solo creare l'occhiello che servirà per collegarlo, tramite moschettone, alla lenza.
Se tutte le operazioni sono state fatte con cura l'Aguglia risulterà equilibrata
e non è necessaria la girella, in ogni caso, dato che all'atto pratico non si riscontarno differenze di rendimento tra terminale con girella e terminale senza, conviene sempre collegarlo alla lenza con moschettone provvisto di girella che, se non altro, evita troppe torsioni alla lenza durante il recupero.
Nella tabella sottostante, a titolo di esempio, sono riportate le foto relative all'innesco di alcuni terminali.
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Fig 1 Assicurare il terminale all'ago. Con teminali di nylon è sufficente un semplice nodo, per il cavetto occorre chiudere con una ferrula e saldare il capo in eccedenza in modo che non presenti ostacoli durante l'innesco |
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Fig 2 Inizio dell'innesco.L'ago è inserito nel foro anale, per le Aguglie piu' grandi è opportuno spostare di 1 o 2 cm il punto di inserimento verso la coda, come mostrato in figura. L'innesco è piu' difficoltoso ma la posizione arretrata puo' evitare attacchi senza ferrata. |
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Fig 3 Inserire l'ago facendo attenzione che non fuoriesca lateralmente. Al termine dell'inserimento l'esca si presenterà come in figura, con l'ago che fuoriesce dal becco.A questo punto resta da estrarre l'ago e il terminale ad esso collegato. |
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Fig 4 Guidare l'amo in posizione lasciandone circa la metà fuori dell'esca. |
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Fig 5 Particolare dell'amo ad innesco terminato |
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Fig 6 L'ultima operazione consiste nell'inserire un pallino di piombo nel becco con il duplice scopo di bloccare il terminale in modo che lo sforzo di trazione durante la traina non si scarichi tutto sull'amo rovinando l'Aguglia e per appesantire la testa in modo che l'esca abbia un comporatamento piu' naturale, quindi chiudere il becco e serrarlo con uno spezzone (0,5 - 1 cm) di tubetto in silicone. |
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Fig 7 Durante l'innesco si possono produrre lacerazioni specialmente nella zona dell'amo. Per mantenere l'amo nella giusta posizione si utilizza una legatura con filo di colore nero, inoltre spesso le Aguglie dopo il primo utilizzo presentano zone rovinate dall'attrito con l'acqua.Anche in questo caso si interviene con legature di filo nero. Tale pratica è svolta non tanto per recuperare un'esca, quanto perche' sembra che le Aguglie piu' volte ricongelate siano piu' gradite ai Serra. |
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Fig 8 Innesco eseguito con ancorotto.I vantaggi di questo tipo di amo sono la possibilità di utilizzare nylon per il terminale e di spostare l'amo semplicemente fissandolo nella zona voluta con una delle punte |
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Fig 9 Nella foto a lato è mostrato un terminale con amo ad ancorotto già utilizzato in cui, durante la traina, si è prodotta una lacerazione che è stata riparata con la solita legatura |
Innesco per via esterna
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| Terminale completo per l'innesco per via esterna |
Come accennato il terminale scorre esternamente lungo il corpo dell'Aguglia, l'amo ferante è appuntato in prossimità della coda e la trazione di traina è esercitata da un secondo amo, molto piu' piccolo , fermato in prossimità del becco.
Questo inesco è utilizzato principalmente per le esche vive per le quali non si puo' impiegare la via interna.
Il terminale piu' adatto per questo innesco è il tipo composto, cioè costituito da un tratto (5-6 cm) di cavetto collegato all'amo (ferante) e completato con nylon, mentre l'amo trainante, di misura piccola in modo da non ferire gravemente l'Aguglia, è su lenza di nylon.
Come amo ferrante è da preferirsi l'ancorotto che puo' essere montato facilmente nella posizione voluta semplicemente inserendolo con una delle punte sul corpo dell'Aguglia.
La principale accortezza sta nel rispettare accuratamente le lunghezze dei due terminali (quello che porta l'amo ferrante e quello per l'amo trainante) in modo che durante la traina , il cui sforzo è sull'amo trainante, l'altro terminale (quello ferrante) non sia troppo in inbando o troppo corto causando un movimento dell'esca innaturale e la sua prematua morte.
Operativamente si procede come segue :
- Preparare il terminale trainante completo di girella il tutto di lunghezza 30 - 40 cm
- Preparare il terminale composto completo di amo trainante (ancorotto) di lunghezza pari al precedente piu' la lunghezza dell'Aguglia e alcuni centimetri di sicurezza.
- In pesca allamare l'Aguglia con l'amo trainante in prossimità del becco, il terminale ferrante non è ancora montato.
- Appuntare l'ancorotto tra il foro anale e la coda, risulterà un motaggio simile a quello di Fig 8 (vedi sopra).
- Solo a questo punto legare il tratto in nylon del terminale ferrante alla girella facendo in modo che il terminale non sia nè troppo tirato nè troppo in inbando.
In traina con questo tipo di esca ricordatevi che è viva , quindi deve potersi muovere; tenete una velocità molto bassa, simile a quella che si puo' raggiungere a remi, con frequenti stacchi del motore.
| Ferrula |
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La figura a lato mostra la giunzione tra due lenze in cavetto termosaldante tramite una Ferrula.
Dopo aver eseguito la saldatura dei dui fili si inserisce la ferrula e si chiude schiacciandola con una pinza.
Per i particolari vedi Legatura degli ami nelle lenze da traina.
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| Torpilla |
La torpilla è un piombo di forma affusolata con foro passante, si impiega nell'inneso delle Aguglie quando le dimensioni dell'esca richiedono una piombatura piu' pesante di un semplice pallino o per appesantire la parte anteriore dell'esca in modo che durante la traina, quando si stacca il motore per affondare l'esca, questa scenda con il becco in avanti.
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