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Traina a Spigole
Un sentito ringraziamento e meritati complimenti agli amici Michele e Mario che hanno eseguito la stupenda cattura.
L'articolo è pubblicato cosi come ricevuto.
La cattura è stata effettuata il mattino del 07/01/2007 lungo costa di Mondragone (CE).
Il giorno precedente, Sabato 6 Gennaio, il mare era quasi calmo per assenza di vento e
le previsioni per il giorno successivo davano vento di 6 nodi proveniente da Sud Ovest, sufficente a creare un leggero riforzo sotto costa, condizioni ideali per insidiare la Regina.
Infatti, dopo un brevissimo scambio di idee, Mario ed io decidiamo per un'uscita a Traina a Spigole.
Portiamo a termine gli ultimi preparativi, che in sostanza si riducono alla verifica dell'efficenza dei Rapala, in particolare dell'integrita degli ancorotti, e nel rabbocco del carburante e ci salutiamo fissando l'uscita per le sette del mattino successivo.
La Domenica, il giorno 7 Gennaio, qualche ritardo e un buon caffe ci fanno spostare l'uscita di circa un'ora e ci troviamo in pesca intorno alle ore 8 con il sole gia' ben visibile e caldo, cosa che non guasta nel mese di Gennaio.
La barca, un open con fuoribordo da 6 CV che ci consente velocità di traina particolarmente basse e quindi molto adatte alla traina a Spigole, è equipaggiata con due canne da traina montate sulle sponde laterali.
La prima la utilizziamo con circa 60 mt di lenza in mare e 150 gr di piombo a sgancio rapido; l'altra con 80 mt di lenza in mare e 100 gr di piombo, sempre a sgancio rapido.
Entrambe montano Rapala affondante , il modello CD-MAG, con un terminale da 15 metri collegato alla lenza madre tramite una girella, nelle livree RH ( il famoso testa rossa) e GR ( dorso verde e ventre dorato).
Sull'imbarcazione non abbiamo ecoscandaglio quindi dobbiamo riferirci su punti a terra
per riconoscere il fondale e accelerare o virare in corrispondenza delle variazioni batimetriche a pericolo di incaglio.
La cosa non è proprio facile anche se una lunga esperienza, purtroppo ricca di incagli, ci permette di trainare con relativa tranquillità a patto di non distrarsi troppo, pena la possibile perdita dei costosi Rapala.
Naturalmente ad ogni uscita decidiamo di acquistare uno scandaglio, magari del tipo
portatile, cosa che regolarmente scordiamo di fare.
Alterniamo tratti alla velocità minima, prossima ai due nodi, con tratti a velocità superiore, anche di molto, in modo da far compiere all'esca ampi movimenti in discesa e in risalita, esplorando da circa metà acqua fino al fondo, sempre tenedo d'occhio i riferimenti a terra che ci evitano di finire in zone pericolose.
Poi finalmente arriva il suono insistente del cicalino : è Lei.
L'abboccata si verifica verso le ore nove ed il recupero si svolge senza particolari difficolta, anche grazie al buon affiatamento che ci consente di suddividerci i compiti senza neppure parlare.
Tantissimi e cordiali saluti
dal sottoscritto Michele Nerone ed il suo amico Mario Andolfi