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Traina a Tonnetti con il Club


Giovedi 21 Ottobre 2004
Finalmente la perturbazione e' passata.
Mare poco mosso e tempo sereno, quindi decido di uscire, da solo, per verificare la presenza di Tonnetti che quest'anno sono in ritardo.
Quando esco a Tonnetti da solo me la prendo comoda, non prima delle nove.Cosi', anche questa volta ,esco all'orario da gitante piu' che da pescatore, anche perche' devo solo fare un giretto di ricognizione.
Dato che e' giorno lavorativo, senza fare tante congetture circa la zona migliore decido di cercare le paranze, dove ci sono le paranze c'e' pesce e quindi anche i Tonnetti.
Tolto l'ormeggio punto verso mare aperto (SUD) alla ricerca delle barche da pesca o dei Gabbiani.
Dopo circa un'ora,a 7/8 Nm dalla costa ( in navigazione non supero 8/9 nodi) avvisto alcuni pescherecci a ponente (da Nettuno il ponente e' verso Fiumicino), riduco la velocita' a quella di traina (4/5 nodi) e inizio a calare le lenze.
Dato che sono solo ho molto spazio, quindi utilizzo tre canne ed una filosa armata con un rapala (magnum) e 12 polipetti in silicone (vedi Traina alle Lampughe e Traina ai Tonni).
Le canne le armo una con Rapala snodato (Aguglia) e due con cucchiaino provvisto di piuma bianca.
Alla prima canna, con il Rapala, lascio molto filo (per cercare Lampughe che preferiscono attaccare l'esca lontano dalla barca), le altre due le dispongo l'una proprio sulla scia dell'elica ( vedi nota 2) ,l'altra a circa 20 mt (misurati ad occhio).
La filosa la monto a poppa vicino alla canna tenuta piu' a corto (quella sulla scia vedi nota 1).
Regolo le frizioni ed inizio a trainare verso i pescherecci.
Fino alle 12 non succede nulla, molto movimento ( di Alici e Gabbiani) ma nessun attacco, quindi decido di allargarmi e di provare verso i -120 mt.
Viro in direzione SUD, ma faccio una virata troppo stretta e la lenza delle canna piu' a corto si aggroviglia sulla filosa.
Sembra una cosa da nulla ma in realta' e' un dramma.
Devo ritirare le canne, fermare la barca e sbrogliare il groviglio.
Di mala voglia mi metto all'opera e rispristino l'ordine, nel frattempo la barca, senza governo, si mette su altra rotta, ma questa volta eseguo una buona manovra e punto verso il largo senza ulteriori inconvenienti.
Arrivato alla batimetrica che volevo esplorare viro verso ponente e, finalmete, entro nuovamente in pesca.
Dopo neppure mezzo miglio la canna a 20 mt ,con cucchiaino, parte. Mi affretto a recuperare e salpo un bel Tonnetto Alalunga abbondantemente oltre la misura minima.
Intanto la barca si sposta a suo piacere, non faccio in tempo a corregere la rotta che la stessa canna riparte.
Tutto contento salpo il secondo Alalunga e mi accorgo che i Gabbiani hanno smesso di seguire i pescherecci e si dirigono dalla mia parte.
Questo significa che in prossimita' della barca sta' per iniziare una mengianza, il che' spiega le due catture sucessive (non capita molto spesso).
Infatti vedo le Alici che saltano disperate fuori dall'acqua perche' incalzate dai Tonnetti e i Gabbiani che si tuffano a prenderle, tutto questo a meno di 10 metri dalla barca.
Viro leggermante per non entrare nella zona della mangianza, cosa che potrebbe farla cessare, e con la coda dell'occhio mi accorgo che intorno alla la filosa c'e' molto movimento, vedo i Tonnetti smogliare intorno alle esche .
Ad un tratto l'elastico di segnalazione della filosa si rompe, questo significa che qualcosa ha abboccato e per rompere l'elastico deve essere notevole.
Lascio il posto di guida e vado a poppa.
Appena prendo la lenza della filosa mi accorgo che qualcosa non va'.
Non sento neppure il tiro delle esche, il filo mi sembra in imbando. Infatti della filosa sono rimasti solo pochi metri,tutte le esche sono sparite.
Molta delusione e rammarico (la filosa l'avevo fatta appena il giorno prima) ma sono cose che succedono.
Attribuisco la rottura ad una probabile abrasione causata dal cucchiaino quando le lenze si sono attorciliate.Recito una formula di scongiuro, a base di parolacce indirizzate ai Tonnetti che si sono fregati 20 euro di Rapala e 12 di polipetti e procedo in traina, ma finita la mangianza e' finita pure la festa e non prendo altro.
Intanto si sono fatte le 14, la presenza dei Tonnetti e' verificata, quindi decido di rientrare, sempre trainando.

Traina a Tonnett
Giovani e Fabrizio con alcune catture
Il tragitto, a velocita' di traina dura piu' di 2 ore (sono fuori a 12 Nm) ed e' abbastanza noioso.
Una sola cattura ed e' l'ultima ( 3 Tonnetti sono circa 6/7 Kg, oltre il massimo consentito).
Rientro in porto e mi precipito ad acquistare i materiali per rifare la filosa in quanto il sabato successivo devo uscire con Giovanni e Fabrizio di Arezzo (quelli della foto).
Naturalmente mi scordo che il Giovedi pomeriggio i negozi sono chiusi e faccio una passeggiata a vuoto.
In realta' la cosa non e' cosi immediata.
Sono andato a casa, mi sono lavato (sommariamente, quel tanto che basta per evitare il codazzo dei gatti, pasturo a Sarde tagliate a mano, quindi ...).
Tolti i vestiti da pesca (altrettanto puzzolenti), abbondantemente irrorato di dopobarba (come copertura in attesa di doccia) esco, a vuoto, per andare al negozio di pesca.Mia moglie che ricorda bene la chiusura del Giovedi si e' guardata dall'avvisarmi perche, al rientro dalla pesca mi evita fino a doccia effettuata.

Sabato 23 Ottobre 2004 Arrivo all'appuntamento con Giovanni e Fabrizio in uno scenario londinese, la nebbia e' fitta e non mostra di volersi dirardare, ma ormai l'uscita e' programmata e non posso certo dire agli amici di tornare ad Arezzo.
Fatte le presentazioni,e'la prima volta che usciamo insieme, saliamo sulla mia macchina che ha il "passi" per entrare nella Marina e ci avviamo, alquanto delusi delle condizioni meteo.
Usciamo dal porto e ci avviamo verso la zona in cui Giovedi avevo trovato i Tonnetti, sempre nella nebbia fitta, senza alcun riferimento visivo, solo con il GPS.
Durante il tragitto incontriamo alcune barche a traina sotto costa (per i Serra), ma nessuna che prende il largo.
Procedo molto lentamente sia per sicurezza, in mare con la nebbia e' difficile stimare la direzione da cui provengono i suoni, quindi non e' facile localizzare un'altra imbarcazione dal rumore del motore e con visibilita' cosi ridotta c'e' rischio di collisione, sia per aspettare che la nebbia si diradi.
Finalmente, in tarda mattinata, si intravede un pallido sole e la nebbia inizia ad alzarsi.
Iniziamo subito a pasturare, canne e filosa (nuova) erano state montate durante il tragitto.
Il tempo passa, i due amici hanno l'espressione sempre piu' sconsolata, i Tonni sono latitanti.
Trascorre cosi', tra la noia generale, un'altra ora, poi finalmente vediamo smogliare un Tonnetto, poi altri che mangiano i pezzi di Sarda della pastura.
Inizio a girare nella zona mentre Giovanni e Fabrizio fanno le prime catture.Sono tutti Alalunga sopra i 2 Kg.
Poi i Tonnetti iniziano ad assommare vicino alla barca e la catture diventano piu' frequenti.
Terminata la mangianza, che purtroppo dura sempre poco tempo, allegri per una ottima pescata e per il sole che, finalmente, risplende iniziamo a parlare.
Io sono alla guida, con il sedile girato in modo da rivolgere il viso verso poppa dove si trovano i due amici che sono girati verso di me e non vedono la poppa e che comunque non avrebbero guardato, impegnati come sono a controllare le lenze.
Dopo pochi minuti i Tonnetti assommano nuovamente e in numero maggiore.
Li vediamo tutto intorno alla barca.
Attaccano le esche e li vedo anche sulla filosa, ma non voglio lasciare il timone perche' Giovanni e Fabrizio stanno nuovamente salpando e senza governo la barca potrebbe girarsi causando la rottura delle lenze.
Finita questa nuova mangianza metto in rotta l'imbarcazione e vado a poppa per controllare la filosa.
A questo punto occorre specificare che la filosa non la salpo ad ogni cattura, ma dopo un certo tempo, in quanto il Tonnetto allamato che, quindi, segue la barca fa da richiamo per gli altri.
Terminate le catture salpo anche quello della filosa e cambio zona.
Quindi mi accingo a recuperare la filosa con tutta calma, come al solito, ma preso il filo ho la stessa sensazione del Giovedi.
La filosa e' rotta e tutte le esche mancanti, esattamente come nel giorno precedente.
A questo punto devo concludere che anche la prima volta era successo per l'eccessivo numero di catture e non a seguito di un'abrasione e considerato che la lenza era dello 0,6, il numero di Tonnetti attaccati doveva essere piuttosto alto, al punto di doverli rilasciare.
Comunque non montero' piu' la filosa, neanche all'inizio stagione (vedi nota 3) ,sia per non passare il tempo a rifarla, sia per non catturare troppo rispetto al massimo consentito, che comunque Giovanni e Fabrizio hanno abbondantemente superato con 11 Tonnetti catturati ed alcuni persi.

Nota 1

La filosa e' assicurata con un cappio ad una bitta e trattenuta da un elastico,montato tra la stessa bitta e la lenza.La lenza e'lasciata con un piccolo imbando che consente all'elastico di allungarsi.
Quando si ha un'abbaccata l'elastico si tende segnalando,cosi',la presenza di un carico sul filo.


Nota 2

Nella traina a Tonnetti puo' essere molto efficace un'esca posizionata nella zona di turbolenza creata dall'elica.I Tonnetti sono attratti da questa turbolenza al punto di attaccare l'esca anche a pochi metri dalla barca.
In alcune localita l'effetto attirante di un rimescolio in superfice viene sfruttato per la pesca professionale. Oltre a quello genarato dall'elica per ottenere un effetto piu vistoso si monta,sulle fiancate dell'imbarcazione, una pompa che preleva l'acqua di mare e la riversa in piccoli getti in modo da produrre un'ampa zona di rimescolio che attira i Tonnetti facendoli assommare.
Proprio per sfruttare questo effetto dispongo sempre un'esca nella scia dell'elica a meno di 10 mt dalla poppa.Ma utilizzando una canna cosi a corto puo' succedere che l'esca,in questo caso un cucchiaino,esca dall'acqua a causa dell'angolo eccessivo tra lenza ed esca,quindi occorre mantenere il filo piu' orizzontale possibile inclinando molto la canna,cosa non sempre possibile.
Per ottenere un basso angolo,senza inclinare la canna, utilizzo una pinza di sgancio fissata ad una bitta,quindi in posizione molto bassa rispetto all'acqua.La lenza ha un angolo accettabile e l'esca viaggia regolarmante.Inoltre si ha il vantaggio di poter lasciare la frizione serrata in quanto l'abboccata e' segnalata dallo sgancio della lenza e non piu' dal cicalino di slittamento della frizione.

Nota 3

La filosa la utilizzo fino a meta' Novembre, periodo in cui la taglia dei Tonnetti non e' tale da rischiare la rottura.
Quest'anno,evidentemente,sono di taglia e di appetito maggiore.