Sono circa tre settimane che a causa delle cattive condizioni meteo non si puo' uscire.
Ormai, per passare il tempo, tutti hanno raccontato e ripetuto le loro avventure di pesca, quelle reali e quelle diciamo "gonfiate" in cui tutte le catture lievitano nel tempo.
Sono pure esauriti gli argomenti di discussione circa la validita' delle esche, i posti migliori, e quant'altro si puo' inventare tra pescatori per trascorrere una mattina.
Cosi' iniziano le proposte piu' disparate.
Bocciata l'idea del Surfcasting in quanto siamo quasi tutti sprovvisti dell' attrezzatura specifica, accantonata l'idea di una battuta alla Trota (che l'anno precedente si era conclusa molto bene, anche grazie ad un espediente non proprio sportivo ma che non potevamo ripetere), dietro insistenza di un gruppetto di pescatori da terra con i quali ci scambiamo battute anche feroci quando rientriamo, si fa strada l'idea della pesca dal molo, naturalmente di notte ( altrimenti sarebbe stato poco masochistico).
Personalmente non sono molto soddisfatto.
Con questo freddo di notte dormo e,comunque, il pesce, che non ha riscaldamento, nei periodi piu' freddi si sposta in profondita' e non passeggia in pochi metri d'acqua a temperature sotto zero, inoltre non sono attratto da una pesca cosi' statica.
Dal mio punto di vista l'uscita in pesca e' anche, e forse soprattutto, una bella passeggiata in mare, che necessita di sole, temperatura mite, mare azzurro e calmo.
Comunque non posso rifiutare sia per non essere scortese che per verificare certi racconti fatti, con aria di superiorita' e a voce alta in modo che si possa ascoltare bene, dai pescatori del molo che descrivono catture di Salpe,Cefali e Spigole affetti da una rara malattia che, curiosamente, si manifesta quando il protagonista pesca da solo e che causa gigantismo e incapacita' di distinguere le stagioni.
Gli altri annuiscono, descrivono le loro mitiche catture, sempre fatte il giorno prima, concludendo " oggi non e' giornata altrimenti...." ( non che i pescatori dalla barca siano meno fantasionsi ).
Cosi' fissiamo l'appuntamento per le sette di sera all'ingresso del porto, ciascuno con la propria esca e mezzi di sopravvivenza.Il fatto di essere in porto mi tranquillizza, male che vada mi mettero' in barca a dormire ( ho una stufetta elettrica).
La sera all'appuntamento ritardo almeno mezz'ora a causa dell'attrezzatura che non trovo, o meglio che non ricordo dove e' conservata (l'ultima volta che ho pescato dal molo era Agosto), poi riesco a radunarla ripescandola parte in cantina e parte in barca.
All'appuntamento trovo tutti con dei sinistri sacchetti bianchi, accuratamente legati, io ho portato due scatolette di Coreano ( ho una forma di allergia al Bigattino).Naturalmente tutti si preoccupano di mostrarmi quanto e' bello il Bigattino che hanno trovato e aprendo i sacchetti mi mostrano una miriade di vermetti bianchi che mi guardano con occhietti malevoli aspettando solo di diventare mosche carnarie per farmela pagare.
Decidiamo di prendere qualcosa di caldo e ci avviamo verso il locale, dando inizio alla fiera delle vanita', tipo " guarda che bella canna che c'ho ".
Il piu' modesto ha tre o quattro canne in carbonio con passanti in titanio e mulinelli parimenti costosi , il tutto contenuto in un partacanne di pelle.
Mi sento del tutto inadeguato con una modesta Bolognese di venti anni fa e un normale mulinello acquistato dai Russi e temo di non aver capito molto della pesca, infatti viste le attrezzature incomincio a credere che il pesce di taglia non frequenti piu' il mare ma sia diventato stazionario nei porti.
Chi pratica la pesca con la canna sa che, esclusa la traina, la taglia media e' di qualche etto e che i casi eccezionali si possono risolvere con molta pazienza e un po' di abilita',quindi non sprecherebbe attrezzature particolari per una battuta dalla banchina nel periodo invernale.
Comunque non azzardo ipotesi dato che,precedentemente, mi era capitato di uscire a Bolentino con un fortunato possessore di simili attrezzature da gara internazionale che si era rivelato un ottimo pescatore.
Libero, che non ha molto tatto ne' accorda il beneficio del dubbio, borbotta " se rinasco apro un negozio di pesca per gonzi che tanto non mancano mai ", per fortuna gli altri, impegnati a decidere chi sia il piu' attrezzato non capiscono.Poi entriamo nelle macchine ( la mia e quella di Libero che hanno il passi per entrare) e ci avviamo verso il luogo della mattanza.
Durante il breve tragitto uno dei due che sono nella mia macchina lanciandomi delle occhiate che significano " beccati questa ", descrive all'altro una giornata a Surfcasting, nella nostra zona, durante la quale ha catturato degli Scombri Cavallo ( che sono una specie non presente nel Mediterraneo, ma lui non sa che io lo so.......)
Quando arriviamo al punto scelto dagli specialisti di pesca dal molo il mare si sta' calmando,la risacca e' diminuita, il sole e' tramontato ed e' quindi tempo di iniziare.Accendiamo le lampade, prepariamo le canne (Libero ed io) gli altri hanno gia' la lenza pronta, avvolta sui telaietti di plastica appesi, dondolanti, al cimino.Le lenze si srotolano zigzagando come serpi, un paio di telaietti cadono tra gli scogli e sono persi.
Inizia la pasturazione, i nuovi amici, mentre buttano chili di Bigattini da tutte le parti, mi informano che Salpe e Cefali non si faranno vivi perche' girano solo di giorno, ma sicuramente si prenderanno Spigole.
Faccio segno di aver capito e, facendo finta di informare Libero che si trova piu' spostato lo informo,a voce alta, che Salpe e Cefali si prendo con il Bigattino ma che, data l'ora, prenderemo solo Spigole, lui risponde con un grugnito molto simile ad una pernacchia, poi, per dissimulare, finge di tossire e si schiarisce la gola,gli altri non capiscono e non lo buttano a mare.
Poi comincia la noia.I galleggianti ballonzolano tranquilli, la temperatura scende il pesce non si fa vivo.
I nostri amici iniziano a parlare delle gare di pesca organizzate dalla loro associazione.Si sono tutti classificati, almeno una volta, per primi, con punteggi fantastici, e di questo non posso avere dubbi dato che erano tutti presenti.Cosi' mi interesso, sinceramente, senza scopi canzonatori e chiedo spiegazioni che mi vengono fornite anche oltre le mie richieste.
Poi descrivendo l'organizzazione spiegano che il punteggio e' 100 punti per ogni pezzo piu' 10 punti al grammo, in altre parole una Bavosa da 20 grammi vale 300 punti.Fine del mio interesse.
Iniziamo a sentire veramente freddo, la noia aumenta quindi si fa strada l'ipotesi di andarcene a casa.Mentre parliamo vediamo una canna che si piega con strana lentezza, il proprietario con un salto atletico la prende e inizia a recuperare.La canna e' sempre piu' piegata,la frizione slitta ma il nostro amico ci assicura che non ci sono problemi "tanto ho montato il 40 ", dice e blocca completamente la frizione seguitando il recupero che si svolge in modo strano, il pesce non tira a fondo, anzi sembra che voglia uscire dall'acqua.
Intanto ad una decina di metri vediamo risalire la starlight e, alla luce incerta delle lampade, una grossa sagoma nera che non somiglia a nessun pesce conosciuto.
Quando, finalmente, e' abbastanza vicino la prima impressione e' che si tratti di un drago, infatti vediamo una piccola testa in cima ad un lungo collo, poi emerge il resto di un povero Cormorano impigliato nella lenza.
Non riporto le acrobazie fatte per liberarlo, tutte infruttuose.L'uccello si fa trascinare per un tratto ma non vuole saperne di accostare alla scogliera.
Devo prende la barca, avvicinarmi e salparlo con il coppo.Poi, per liberarlo della lenza impieghiamo quasi un'ora (ha un becco di tutto rispetto e non e' proprio contento della situazione).
Naturalmente finito il diversivo con il Cormorano nessuno avanza l'ipotesi di rimanere, anzi ci troviamo alle macchine senza neppure dirlo.Cosi' segno un altro punto a favore dei pesci e mi rimetto a sognare la primavera.