Nel mese di Maggio con la risalita delle temperature e l'aumento delle ore di luce inizia l'accostata di molte speci ai fini riproduttivi.
La notevole presenza di pesce sotto costa, costituita per lo piu' di individui alla stadio giovanile, richiama anche molti predatori che, attratti dall'abbondanza di cibo, iniziano a frequentare le zone costiere con assiduitā.
Questa favorevole situazione rende la primavera e l'inizio dell'estate uno dei periodi piu' favorevoli per la traina costiera.
Le speci, adatte alla traina costiera, che si incontrano piu di frequente in questo periodo sono Scombri,Sugherelli,Serra e ,ad inizio estate, Leccie e Ricciole.
In particolare si possono insidiare i primi
Serra che in
questo periodo non disdegnano le esche artificiali.
Sono, per la maggior parte, gli esemplari giovani, mediamente di peso non superiore a 6/700 grammi, ma comunque impegnativi e ottimi in cucina.
Infatti nei giorni passati ho avuto notizia di catture di Serra e decido di provare un'uscita.
Le
Aguglie le ho finite lo scorso autunno e
ancora non ho potuto rinnovare la scorta in quanto accostano in piena estate ( le pesco in Luglio e Agosto all'interno del porto), quindi mi devo accontentare delle esche artificiali anche se hanno un rendimento molto piu' basso.
Pescatori intenti a salpare una rete da cinta
La traina costiera ai Serra č una delle piu' divertenti, ma č necessario trovarsi sul posto prima che sorga il sole in quanto i Serra cacciano nelle ore del crepuscolo con preferenza per quelle mattutine.
Dato che non sono sicuro di trovarli in quanto all'inizio di primavera accostano ancora in modo discontinuo , come alternativa, mi procuro una cassetta di Sarde per provare, a giorno fatto, a drifting agli
Scombri o come brumeggio se la presenza di pesce suggerisce di provare a Traina.
Il giorno dell'uscita salpo circa alle 6 del mattino, alquanto in ritardo, infatti il sole sta giā sorgendo
e il crepuscolo č quasi terminato ma devo fare poco piu' di un miglio, quindi mi resta un'ora buona per la traina ai Serra.
Dopo pochi minuti di navigazione sono in vista della zona di pesca dei Serra e inizio a distinguere le altre imbarcazioni giā in traina, ma vedo anche un peschereccio
che sta salpando una "cinta" (vedi nota).
La presenza della lancia a rimorchio indica che il peschereccio ha fatto una cinta
Dato che la cinta č stata fatta proprio nel posto migliore per la traina ( in questa pagina con il termine traina si intende sempre la traina costiera, cioe' su fondali fino a -20/-30 mt) non č il caso di provare in questa zona, quindi allungo per una seconda posta distante circa 2 Nm.
Mentre navigo incrocio un secondo peschereccio con a rimorchio la scialuppa che serve per manovrare la rete da cinta e che sembra provenire proprio dalla zona verso cui sono diretto.
A questo punto rimango molto perplesso, non credo che ci sia una tale abbondanza di Serra da giustificare due pescherecci e immagino che possa trattarsi di
Marmore, anche se in anticipo rispetto agli altri anni.
Comunque la traina ai Serra č ormai compromessa dalle cinte che, oltre a catturare proprio tutto quello che si trova nella zona, hanno causato anche la fuga dei pochi supestiti, quindi decido di spostarmi verso il Circeo per provare a Scombri.
Mi allontano velocemente dalla zona delle cinte e a circa 3 Nm inizio a trainare.
Calo due canne, la prima con cucchiaino dotato di piuma
( vedi Esche da traina) da 7 cm, con 50 gr di piombo montato a 10 mt dall'esca e il tutto a notevole distanza dall'imbarcazione ( circa 50 mt).
La seconda canna la armo con un Rapala da 12 cm di colorazione verde, piombato con 100 gr e tenuto molto piu' a corto.
Lungo la rotta che intendo percorrere si trova una vasta depressione che, sempre su fondale di sabbia e fango, passa rapidamente da - 14 mt a -18/-20 mt.
Questa
zona, ampia circa 3 Nm, č molto frequentata dal pesce che, forse a causa della particolare conformazione a conca, vi staziona per lunghi periodi.
In autunno č una ottima zona per la traina alle giovani
Ricciole ed ai grossi Serra, mentre in estate č buona per la trainetta a Marmore e per il bolentino notturno a Scombri.
Inoltre č molto tranquilla in quanto a causa del fondale di circa 20 mt,non č adatta alle cinte, non č frequentata da pescherecci a strascico e, stranamente, solo da pochi pescatori sportivi.
Dato che ho intenzione di fermarmi a drifting inizio a pasturare mettendo una rete piena di Sarde fuori bordo,
parzialmente in acqua, e getto di tanto in tanto pezzetti di Sarda, con la speranza di intercettare un branchetto e di invogliarlo a seguirmi.
Appena superato lo scalino che passa dal fondale -14 a -18 mt parte la canna con cucchiaino che ho montato dalla parte opposta al posto di guida, quindi lontana dal timone.
Il primo Sughero catturato
Sono da solo e recuperare tenendo la barca in rotta non č proprio facile, fortunatamente non ci sono altre imbarcazioni quindi posso trascurare il governo e dedicarmi al recupero, particolarmente lungo a causa dei 50 mt di lenza a mare.
Salpo rapidamente un bel
Sughero (Sugherello) e rimetto la lenza in traina.
Non faccio in tempo a sedermi al posto di guida che la stessa canna riparte, recupero il secondo Sugherello ma perdo il piombo da 50 gr del tipo a sgancio rapido che forse era male assicurato.
Ho terminato i piombi di quel tipo, quindi devo sostituirlo con uno a "tortiglione", molto meno agevole da smontare in fase di recupero, ma visto che i Sugheri non sono particolarmente resistenti e non necessitano dell'uso della frizione, decido di legare il piombo in modo permanente e di effettuare il recupero a mano per gli ultimi 10 mt, che sono la distanza tra esca e piombo.
Il cucchiaino utilizzato nella traina
Rimessa la lenza in acqua le catture si susseguono in rapida successione, tanto che , sia per il sole ormai alto che per l'attivitā fisica, inizio ad avere caldo e
devo togliermi maglia e camicia. Nel breve tempo dello spogliarello vengo interrotto diverse volte.
Per farla breve in meno di 30 minuti salpo una decina di Sugheri e ne perdo 4 ( vedi nota).
Il carniere č giā sufficente per le mie necessitā cosi', vista l'ottima presenza di pesce che rende la giornata piu' unica che rara, decido di effettuare alcune prove rilasciando le eventuali catture.
Per prima cosa cerco di individuare l'esca migliore, quindi lascio sulla prima canna il cucchiaino e provo con diverse esche sulla seconda.
Pescetti, Rapala e cucchiaini rotanti non forniscono risultato, nessun attacco mentre l'altra canna seguita a pescare.
Qualche abboccata, ma comunque sempre in rapporto 1 a 3 con la prima canna, la ottengo con un altro cucchiaino ondulante di forma piu' allungata e sempre con piuma.
A questo punto faccio la verifica.
Monto anche sulla seconda canna lo stesso cucchiaino con la medesima piombatura e le stesse distanze tra esca, piombo e imbarcazione.
Gli attacchi si distribuiscono praticamente in modo uniforme, quindi proprio, e solo, quel tipo di esca funziona.
Questo dimostra che , a volte, č solo questione di fortuna.
Il cucchiaino che pesca lo ho scelto perchč speravo in qualche Palamito, se avessi sospettato la presenza di Sugherelli non lo avrei mai utilizzato ritenedolo troppo grande, infatti č un tipo di esca che utilizzo per la traina a Tonnetti.
Poi passo alle distanze.
Modifico, accorciandola, la distanza tra esca e barca della prima canna e le catture diminuiscono, modifico la posizione del piombo e nuovamente ho un calo di attacchi.
In conclusione l'assetto č proprio quello della prima canna, trovato per puro caso, ( piombo da 50 gr a 10 mt dall'esca e il tutto a circa 50 mt dalla barca).
Concludo la giornata a pomeriggio inoltrato dopo una serie impressionante di catture, tutte di Sugheri.
Mi rimane solo il dubbio circa l'importanza della pasturazione che non ho avuto il coraggio di eliminare temendo che si potessero esaurire gli attacchi, cosi' mi preparo per una nuova uscita il giorno successivo senza pastura, appunto per verificarne l'efficacia.
Questa volta trascuro completamente le zone dei Serra, anche perchč dalle altre barche ho saputo che non ci sono state catture, e mi porto direttamente nella zona dove avevo incontrato i Sugheri.
Non ricordo a che ora, il giorno precedente, sono iniziate le catture ma mi sembra che fosse di prima mattina, quindi verso le 9, non avendo avuto nessun attacco, ritengo che la pasturazione era stata determinante e che in sua mancanza non ci sarebbero state catture, quindi inizio a girare la barca per rientrare.
Mentre compio un ampio cerchio per invertire la rotta, percorso reso necessario dalla lunghezza delle lenze in mare, vedo arrivare i Gabbiani che compiono volteggi a pelo d'acqua.
Questo significa che hanno individuato l'inizio di una mangianza, purtroppo a una distanza troppo breve dalla barca che, a causa della ridotta manovrabilita, non mi consente di evitare di passare praticamente nel mezzo, con il risultato di disperdere pesce e Gabbiani.
A questo punto pero', vista la presenza del pesce, decido di insistere e infatti dopo pochi minuti iniziano le catture allo stesso ritmo del giorno precede.
Ne trattengo una decina e rilascio gli altri, pescati piu' per divertimento che per fare la verifica dell'efficacia della pastura che č evidentemente inutile, almeno per questo tipo di traina costiera, mentre in altre occasioni č stata determinante.
Cosi' termino la giornata avendo rafforzato la mia convinzione che a pesca non si puo' dare nulla per scontato, conviene sempre provare anche le condizioni piu' inusuali che potrebbero rivelarsi quelle vincenti.
Nota : La rete da "cinta"
La rete da cinta č costruita in modo da potersi chiude nella parte inferiore.
Individuato il pesce con l'ecoscandaglio la lancia a rimorchio compie un largo giro circondando completamente
il banco con tale rete.
Appena terminata la cala il fondo della rete viene chiuso in modo da formare una grande gabbia che cattura tutto il banco precludendo ogni possibilitā di fuga.
In questo modo la resa č sicuramente ottima , ma non ci sono supestiti, quindi la pescositā della zona viene completamente esaurita in un'unica cala.
La densitā di pesce all'interno della cinta č cosi alta che alcuni sub, di grande incoscenza, si infilano all'interno della rete e catturano il pesce con le mani, per uscirne immediatamente al primo segnale di chiusura del fondo.
Dopo questa pesca č del tutto inutile sperare in qualche cattura, occorre solo attendere una nuova accostata del pesce sperando di arrivare prima dei pescherecci che usano questo tipo di rete e sempre che la natura sia riuscita a compensare, tra una cinta e l'altra,
l'enorme quantitativo prelevato, cosa che naturalmente succede sempre piu' di rado. Torna al testo
Nota 1
Il Sughero ha una bocca molto delicata che si lacera facilmente durante il recupero e permette la fuoriuscita dell'amo appena la lenza si trova in imbando.
Per avere una salpata sicura occorre tenere il filo sempre in trazione, per questo motivo č conveniente eseguire a mano il recupero dell'ultimo tratto di lenza
piuttosto che interrompere la trazione per togliere il piombo.