Recupero di un Sughero.
In generale durante il recupero occorre mantenere la lenza sempre in tiro, cercando di tenere la testa del
pesce fuori dall'acqua.
In questo modo subisce una carenza di ossigeno che gli
fa perdere le forze.
Questa tattica non è necessaria per i sugheri che non sono particolarmente resistenti, ma puo' essere necessaria per altre speci, quali Serra, Tonni, grandi Lampughe, ben piu' resistenti e combattivi.
Un'altra accortezza è di recuperare sempre di fianco
evitando di farlo da poppa.
Nella prima foto il recupero è svolto volutamente da poppa e, come si vede dalla scia del'elica, se il pesce è
combattivo, con uno scarto improvviso puo' finirvi sopra con il risultato di tranciare il filo o, peggio, di rimanere macellato dalle pale.
Nella seconda foto è mostrata la posizione corretta, cioè di fianco.
Nella terza il recupero senza guadino in quanto la preda è piccola in confronto alla resistenza del filo ( nylon da 0,35).
Il semicerchio che si intravede alla destra della foto e che potrebbe sembrare un guadino è in realta la canna
poggiata di lato in quanto l'ultimo tratto di recupero è fatto a mano per evitare di togliere il piombo.
Coma si vede il Sughero è di buona taglia ( circa 600 gr), ma poco apprezzato in cucina a causa delle numerose spine e della velocita con cui si deteriora la carne.
Questo pesce deve essere consumato entro 1 o 2 giorni e non puo essere congelato in quanto prende un odore repellente.
Se freschissimo la carne è ottima, poco grassa e di sapore vagamente simile alla Spigola, occorre solo pulirlo accuratamente in quanto ha grosse spine anali e verso la coda.