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Sito di pesca sportiva dalla barca


Traina a palamiti

 


Chi ha letto altre pagine del sito si sarà accorto che l'inizio di primavera e l'ora legale sono, per me, sempre un trauma.
Preferisco l'inverno, a bolentino, perche si puo' arrivare sul posto di pesca ad un'ora decente e, comunque, non prima che il sole sia ben visibile, intanto fino alla tarda mattinata le catture sono poche o nulle.
Con la primavera le cose cambiano.
Il bolentino offre scarse catture, anche se quasi tutte di taglia e la pesca piu' redditizia è la traina.
All'inizio della primavera sotto costa, successivamente con il progressivo riscaldamento delle acque, in mare aperto, a Tonni e Scombri. Poi, verso l'estate, nuovamente sotto costa a Serra, Lecce, Ricciole, Marmore.
Tutte prede impegnative e divertenti ma che hanno il brutto difetto di iniziare la loro giornata alle prime luci dell'alba, se non, addirittura, prima del sorgere del Sole, come il Serra. Il chè si traduce in brutte alzatacce.
Inoltre fino a circa la metà di Aprile il tempo è molto instabile, il mare mosso e, nei brevi intervalli tra una perturbazione e l'altra, le acque sono cariche di fango e sabbia che riducono molto la visibilità e di conseguenza le catture.
Quindi tra la fine di Marzo ed Aprile l'attività principale è quella di vedetta, tra bollettini meteo e stato del mare.
Consultate le previsioni, quando i venti, generalmente moderati o forti, si decidono a concedere una tregua e verificato lo stato di limpidita delle acque, si puo' finalmente decidere un'uscita.
A questo punto inizia il calvario.
Vivo praticamente in riva al mare a due passi dal porto, ma tra svegliarsi, prendere il caffè, fare le abluzioni mattutine mi occorre circa un'ora che sommata all'ora necessaria a prendere il largo e ad arrivare nella zona di pesca porta l'orario della sveglia alle quattro e mezza della mattina.
La cosa, già di per se traumatica, diventa drammatica in quanto devo dormire in barca perchè il rumore delle due sveglie che metto , con la suoneria spostata di dieci minuti, sveglierebbe il mio Sergente, che oltre a coprirmi di improperi e, a volte, a passare a vie di fatto, incomincerebbe a criticare il mio abbigliamento cercando di convincermi ad utilizzare "quel maglione tanto bello che ti stava cosi bene", senza tenere conto che l'ultima volta che lo ho indossato era quindici anni e venti chili fa.
Non ostante tutte queste difficoltà arrivo alla mattina dell'uscita.
Da solo, perchè la traina semi notturna, non essendoci ancora i Serra, attira solo pochi stoici maniaci.
Ho scelto di provare ad Occhiate ed il mare è quanto di meglio si possa desiderare per questo tipo di traina, cioe' acque chiare e leggermente mosse con vento da Nord.
Non mi aspetto prede di taglia, la dimensione media delle Occhiate nella zona che frequento, in questo periodo, è di qualche etto, quindi utilizzo due canne da bolentino con filo da 0,25 che mi consente di impigare piccole esche senza alterarne il movimento.
Arrivo sul posto che sono da poco le sei, il sole deve ancora sorgere e, grazie alla bella giornata che si prospetta, il chiarore è gia sufficente per una navigazione tranquilla.

Lo scandaglio : segnalazione di un bersaglio a circa 10 mt  

Decido di iniziare sul fondale piu' basso, accendo lo scandaglio e mi dirigo verso una zona con scogli sommersi che da circa sette metri scendono alla profondita di circa 10 mt.
Un primo bersaglio compare appena all'inizio della caduta alla profondita di circa 8 mt ( vedi foto a lato, il primo bersaglio è alla sinistra dello schermo dell'ecoscandaglio) e proprio al centro della buca, alla profondita di 9,7 mt compare il secondo bersaglio.
Entrambi sono abbastanza grandi da essere un predatore. In realta lo scandaglio non puo' fornire informazioni sulla natura degli oggetti rilevati, che potrebbe essere una cosa qualsiasi, ma essendo i due segnali quasi sul fondo, alla giusta profondità ed isolati si tratta sicuramente di Occhiate in quanto i pesci non predatori si muovono quasi sempre imbrancati
Solo a questo punto decido di calare le traine.
Infatti non essendo sicuro della presenza di pesce, mi trovo ancora con le lenze a bordo, in modo da poter decidere un rapido spostamento in altra zona.
Compio una stretta virata per portarmi alla giusta distanza che mi consenta di calare le esche e di farle passare nella zona , che ho segnato nel GPS , quasi sul fondo.
Calo due pescetti da 5 cm, uno colore verde con 100 gr di piombo a sgancio rapido, l'altro cangiante con tinta predominante l'arancio, 150 gr di piombatura.
La prima passata non ha alcun effetto, anzi non ritrovo i bersagli ( la precisione del traggitto non puo' essere tale da ritrovare il punto) che comunque devono essere nei pressi.
Compio un giro necessariamente molto piu' ampio del pecedente in quanto ho le traine a mare ed inizio una nuova passata.
Questa volta in corrispondenza del punto piu' profondo della buca, dove inizialmente avevo avuto la segnalazione, stacco la marcia in modo che la barca seguiti per inerzia, diminuendo progressivamente la velocità e quindi facendo affondare maggiormente le esche.
Questa manovra molte volte ha l'effetto di sollecitare l'abboccata, infatti, prima che abbia il tempo di riprende la marcia normale, vedo la canna di destra che si flette rapidamente.
Metto la prua al mare in modo da spostarmi verso acque piu' profonde ed inizio il recupero.
Intanto il mare sta ingrossando e la manovra si rivela controproducente, infatti prendo le onde di fianco e mi riesce difficile recuperare e contemporaneamente tenere l'imbarcazione su una rotta rettilinea che eviti l'imbroglio delle lenze.
Fortunatamente l'Occhiata non è molto resistente nè combattiva quindi la recupero rapidamente senza dover utilizzare la frizione.
Per abitudine peso sempre le catture, questa supera appena i 300 grammi, niente di speciale ma sufficente come prima cattura della stagione.
Visto che le dimensioni non sono eccessive rimentto in mare le lenze serrando quasi completamente le frizioni in modo da avere meno problemi durante i recuperi successivi.
Giro la barca in modo da effettuare un'altra passata con il mare di poppa che, per la mia barca, è la condizione migliore e mi allargo per provare sui 25 mt.
Facendo la manovra entra nel mio campo visivo un'altra zona, ottima per la traina costiera, che si trova a circa tre miglia a Sud su fondale di -15 mt con sabbia e fango, questo punto è frequentato dal pesce in quanto circostante lo scarico del depuratore ( vedi Itinerari di pesca da Sabaudia ad Anzio) ed è particolarmente adatto alla Traina a Serra da inizio estate all'autunno inoltrato.
La mia attenzione viene attratta da un discreto numero di imbarcazioni che sembrano in traina.
Non risco a capire cosa peschino in quanto per i Serra è troppo presto e la zona non è frequentata da altri predatori.
Mentre sto valutando se andare a vedere sento letteralmente fischiare una lenza e immediatamente dopo anche l'altra.
Le due canne si piegano quasi a semicerchio poi si mettono perfettamente dritte segnalando in modo inequivocabile che si sono rotte le lenze.
La prima cosa che immagino è di avere incagliato, guardo l'ecoscandaglio e vedo che il fondale è circa 20 mt, troppi per aver toccato il fondo, quindi deve trattarsi di una rete, ma non vedo pedagni di segnalazione, inoltre la rottura è avvenuta troppo rapidamente per essere un incaglio, ma data la stagione non prendo in considerazione l'idea che possa trattarsi di pesce.
A questo punto, non avendo piu' le lenze a mare decido di dare un'occhiata alle barche che avevo visto e parto verso di loro.
Dopo meno di un miglio vedo iniziare una mangianza.
I Gabbiani che erano posati sull'acqua e non visibili a causa delle onde, si alzano in volo e dopo uno o due giri si tuffano a prendere i pescetti sospinti in superfice dai predatori in caccia.
Fermo la barca e vado a prendere due canne da Traina da 12 lb, adatte ai Palamiti, ma non sono innescate e nel tempo che impiego a montare gli artificiali tutto finisce con la stessa rapidita con cui era cominciato.
Provo a fare un ampio giro nella speranza di un'altra assommata ma i Gabbiani che si allontanano velocemente spengono ogni speranza di ritrovare i Palamiti.
Ormai è tarda mattinata ed anche per le Occhiate i giochi sono chiusi, cosi decido di verificare che cosa stanno facendo le barche che ancora vedo in lenta processione, tipica dell'andatura a Traina.
Non ho intenzione di pescare quindi procedo con comodo esplorando il fondale con l'ecoscandaglio, piu' per curiosita che per altro, visto che ormai lo conosco quasi a memoria.
Mentre mi avvicino vedo diverse barche che recuperano, non distinguo di che pesce si tratti ma sembrano Aguglie, cosa impossibile perche accostano quasi a fine estate.
Non voglio disturbare la pesca quindi penso di utilizzare il cannocchiale ma poi riconosco la barca di un amico che non si sarebbe infuriato se mi fossi avvicinato e lo chiamo per radio.
Da lui vengo a sapere che sono Aluzze, piccoli pesci di forma simile alle Aguglie, con becco appena pronunciato e corpo piu' tozzo.
Non hanno un gran pregio dal punto di vista alimentare ma sono ottime per la traina a Serra, Tonni e Ricciole.
Cosi passo le ultime ore della giornata a raccogliere Aluzze, per comodità con una sola canna, alternando come esca un pescetto con 200 gr di piombo e un cucchiaino con 50 gr.
Ne salpo una quindicina, ben poca cosa rispetto alle barche che contano i secchi.
Appena rientrato le ho innescate, con cavetto di acciaio, e surgelate per il prossimo, e ormai vicino, autunno.