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Una battuta di pesca a Fraolini

Vado spesso a pesca con il mio amico Libero.
Libero non e' il suo vero nome,ma quello con cui si fa chiamare da quando la moglie,rifiutandosi di vivere in barca (una bellissima barca a vela)si e' trasferita a Roma.
Se qualcuno vuole sapere il cognome e gli chiede "Libero come?" lui risponde " di fare quello che voglio" e si sganascia dalle risate.
Insomma e' un simpatico e allegro compagno,se tenuto lontano dalla barca e dalle canne.
Quando esce a pesca e' un'altra cosa.
Per lui la pesca sportiva non e' un divertimento,ma un impegno serissimo ed una competizione sempre aperta. Non ha molta importanza la quantita' di catture,l'importante e' che le barche vicine abbiano preso meno della sua.
Verso la fine del mese di marzo (del 2004),visto che le Palamiti ancora non si decidevano ad accostare,decidiamo di fare un'ultima uscita a Bolentino,prima di riporre l'attrezzatura e di preparare quella da traina.
La decisione viene presa in barca,il Giovedi mattina,dopo una lunga discussione circa la zona in cui andare,mentre trainiamo ad Occhiate sulla secca di Anzio ( Vedi mappa ).Poiche il Giovedi pomeriggio i negozi sono chiusi occorre acquistare l'esca in mattinata,quindi rientriamo prima del previsto (tanto di occhiate neppure l'ombra) .Lascio a lui l'incarico di sistemare la barca e mi avvio per acquistare l'esca,dopo essere stato costretto (quasi con la forza) a fissare per le ore 4 (della mattina)l'appuntamento,tanto lui dorme in barca e non ha grande difficolta' a svegliarsi di notte.
Acquisto l'esca (quattro scatole di Americano mezzo morto perche' il rifornimento successivo lo fanno il Venerdi)e vado a casa.
La sera,quando mia moglie si accorge dell'ora a cui ho messo la sveglia mi manda a dormire nella camera degli ospiti,cosa che detesto per via di un materasso pieno di "bozzi",ma sopporto,visto che devo svegliarmi alle 3.
Naturalmente,la sera,non riesco a prendere sonno,sia perche' non sono abituato a coricarmi presto,sia perche ripenso a Libero e all'uscita alle 4,molto prima del sorgere del sole,cosa che,per me, non ha alcun senso (sempre,immancabilmente,fino alle 7/8 della mattina non abbiamo fatto catture,il pesce di mare mangia con il sole,ma a lui non importa).
La mattina,o meglio a meta' nottata,mi alzo di corsa e,senza neppure farmi la barba,esco.
La fretta e' dovuta alla mia abitudine di prendere due tazze di caffe' e di fumare una sigaretta,in santa pace, prima di riuscire a connettere,quindi i primi 30/40 minuti dopo il risveglio sono,in realta',un proseguo del sonno.
Per fortuna riesco ad essere al molo addirittura in anticipo,arrivo alle 3 e 45,ma Libero e' gia pronto e scruta la banchina con aria scocciata del probabile ritardo che dovrei avere.
A quel punto inizia la solita corsa per preparare la barca e mollare gli ormeggi,altrimenti,dice, arrivano prima gli altri,che stanno oncora beatamente dormendo.
Con qualche manovra in piu'del necessario (causa sonno),riesco ad uscire dal porto abbastanza rapidamente,imposto la rotta sul GPS,mi metto a velocita' di crocera e accendo la immancabile sigaretta.
Decidiamo di andare alle Chianozze San Lorenzo,distanti circa 14/16 Nm ( Vedi mappa ),che alla mia velocita' di crocera (8 Nodi) corrispondono a circa due ore di navigazione (vedi Nota).
Come al solito,Libero,tenta qualche battutina sulla velocita,ma sapendo che non intendo ragioni,per me il trasferimento alla zona di pesca e' una bella gita e non una gara di OFFSHORE,non insite piu' di tanto (anche perche' non si vedono altre imbarcazioni,quindi non e' preso dall'ansia di arrivare prima degli altri).
Procede tutto normalmente, ma ho una strana sensazione, come se mancasse qualcosa, ad un tratto mi ricordo : i vermi.
Non solo li ho dimenticati a casa,ma non li ho neppure messi in frigo,li ho lasciati in giardino per tutto il pomeriggio di una bella giornata di sole.
A questo punto dire la verita equivale a rompere l'amicizia,quindi mi invento una scusa.
Con la massima faccia tosta gli chiedo dove abbia messo i vermi.Lui mi guarda e risponde che li dovevo prendere io.Certo,continuo,li ho presi,ma erano sul molo appoggiati alle tue canne e pensavo che tu li avessi visti e messi a bordo.
La discussione continua per qualche minuto,poi,Libero, conclude dicendo di tornare al porto,recuperare i vermi ed andare in una zona piu' vicina.
Purtroppo non posso ribattere,giro la barca e mi avvio sulla rotta di ritorno,con qualche preoccupazione per quello che sarebbe successo in banchina,con i vermi scomparsi.
Difatti,arrivati all'ormeggio,Libero si precipita a prendere i vermi,che naturalmente non ci sono.A questo punto inizia la litania verso gli altri pescatori che si sono appropriaiti dei nostri vermi,scruta le altre barche per scoprire i colpevoli,ma non c'e' nessuno.Per mia fortuna alcune barche,nel frattempo,sono uscite,quindi una di loro si prende la mia colpa.
Ormai sono quasi le 8 e si deve rinunciare all'uscita,pero',l'aria fresca ci ha completamente svegliati,la giornata si presenta magnifica,quindi decidiamo di provare a traina.
Riponiamo le canne da bolentino ne montiamo due da traina leggera (8/10 lb)e ci avviamo alla scogliera fuori la punta di Anzio per provare,nuovamente, ad Occhiate.
Il posto e' vicino e arriviamo dopo pochi minuti,ci mettiamo in traina con piuma,una a galla,l'altra leggermente affondata.
Il tempo passa ma nessun segno di vita.
Dopo un paio di ore,trascorse a sentire lamentele perche' "oggi che era il giorno buono per i Fraolini,noi stiamo a portare a passeggio due pennne di gallina", decidiamo che e' andato tutto storto e che ci conviene rientrare.
Sulla via del rientro mi viene l'idea di effettuare alcune prove che avevo in mente da tempo.
Le prove dovevano servire a determinare l'effettivo affondamento di un tipo di Rapala (mod.magnum) in funzione del numero di giri del motore,cioe' della velocita' (volevo considerare i giri e non la velocita' fornita dal GPS in quanto piu' precisi,infatti il GPS fornisce un valore istantaneo,che risente di situazioni contingenti,quali momentanei cambiamenti di rotta ).
Per farlo avevo pensato di utilizzare il seguente metodo :
Mi sarei messo su un fondale sabbioso di profondita'nota,dalla lettura dello scandaglio,con velocita' superiore alla massima di traina (circa 6 nodi),l'esca in mare e la canna con frizione completamente allentata e cicalino inserito.
Riducendo progressivamente la velocita' l'esca si serebbe immersa, fino a toccare il fondo,quindi striscando sulla sabbia avrebbe offerto piu' resistenza e messo in funzione il cicalino.
Ripetendo la prova su diverse batimetriche avrei ricavato una tabella dell'affondamento di quell'artificiale in funzione dei giri motore,cie' della velocita'.
Quindi decidiamo di effettuare alcuni tentativi per verificare la fattibilita' della prova.
Poiche'sapevo,dai dati del costruttore,che l'affondamento medio era di 4/5 mt,decisi di iniziare dalla batimetrica -8 mt,in una zona sabbiosa sul lato sinistro del porto,a pochi metri dalla riva.
Dispongo la barca sulla batimetrica,con il motore a 1400 giri (velocita' sufficentemente alta per non far toccare l'esca),poi attendo che Libero abbia calato la lenza e inizio a diminuire i giri.
La prova conferma le nostre previsoni,il cicalino ci segnala il fondo al minimo dei giri (900 g/min),cosa naturale dato che eravamo su un fondale ancora troppo alto.
Accelero a 1400 giri,viro e riprendo la rotta parallela alla costa su una batimetrica di -6 mt.
Quando la barca e' in assetto inizio a diminuire la velocita'.Quasi immediatamente sentiamo il cicalino.
Libero prende il quadernetto degli appunti,mi chiede la profondita' e i giri e,con molta calma,inizia a preparare la tabella dei risultati.
Pero' i giri,1350 al minuto,sono troppo alti;con la mia barca corrispondono ad una velocita' di circa 6/7 nodi, quindi l'artificiale non puo' essere sul fondo,ma deve essere successo qualcosa.
Ovviamente pensiamo ad un incaglio,qualche busta a mezz'acqua o altro.Libero,tolto il cicalino,inizia a recuperare,ma fatti pochi giri di manovella si ferma e mi dice di puntare verso mare.
Senza capire il perche',giro la barca mettendo la prua berso il largo e riduco la velocita'.Intanto la lenza,ancora con la frizione lenta,parte come un fulmine.
Cosi' capiamo che qualcosa di vivo si era attaccato. Inutili fare ipotesi,non riusciamo a capire quale razza di pesce fosse,in quella stagione a pochi metri da riva e sulla sabbia.
L'unica cosa certa e' che abbiamo filo dello 0,25,per Occhiate,quindi sara' un recupero difficile con alte probabilita di rottura.
Devo ammettere che Libero si comporta magnificamente,senza fretta,con molta pazienza,lasciando e recuperando riavvolge sempre piu' lenza.
Finalmente si vede qualcosa in superfice che,con una potente codata si immerge di nuovo,ma ormai e' stanco e dopo poco arriva sotto bordo.
Mentre Libero recupera gli ultimi metri mi sporgo per vedere di cosa si tratta e vedo una sagoma di colore rosa.
Quelli che vanno a traina con il vivo sanno bene il significato di una sagoma rosa :Dentice.
Prendo il coppo (per fortuna avevo quello d'altura,molto capiente e con imboccatura larga)e riesco al primo colpo a guadinare un bel Dentice da circa 1 Kg.
Traina al Dentice Cosa ci facesse un Dentice in quella zona e perche' avesse abboccato ad un artificiale e' un mistero che non riusciro' mai a comprendere.Per quante ipotesi facessimo,non siamo riusciti a trovare una spiegazione plausibile,quindi abbiamo concluso che si era suicidato.
Naturalmente abbiamo riprovato piu'volte (senza dare nell'occhio per non essere presi per scemi)ma,come prevedibile,senza alcun risultato.
L'unico aspetto negativo e' stato l'impossibilita di fare foto,avevo la macchina fotografica (non digitale ) scarica ed essendo Giovedi non abbiamo potuto comprare la pellicola.Naturalmente l'idea di aspettare il giorno dopo non ci ha neppure sfiorati,la sera stessa,il Dentice,era nel forno in compagnia di patate.
La foto a fianco e' frutto di una piu' recente e sudatissima battuta di Traina con il vivo (ma...e' un Dentice ?...).





Nota
Le Chianozze e' una zona con fondali intorno a -120 mt, quindi non adatte alla pesca con bolentino.
Esistono solo alcuni punti dove il fondale risale a -80/-90 mt,difficili da trovare,molto impegnativi per la difficolta' di ancoraggio e non particolarmente ricca di pesci;la pesca in questa zona e' giustificata solo se si utilizzano le coffe a Merluzzi.
Quella volta abbiamo deciso per le Chianozze solo perche' avevamo avuto notizie molto negative sulle altre zone piu' a terra e volevamo provare su fondali piu' profondi.