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Pesca a traina delle Lecce

 


Un sentito ringraziamento all'amico Enrico Ucci che ha inviato l'articolo e meritati complimenti a Mimmo Migliacci che ha eseguito la stupenda cattura.
L'articolo è pubblicato cosi come ricevuto.


Leccia del' Adriatico


Ancora una cattura eccezionale nell' Adriatico davanti alle coste Abruzzesi, tra San Vito e Ortona ad un miglio e mezzo dalla costa su un fondale di 20 metri Mimmo Migliaccio ha catturato a traina una Leccia Amia di 38 kili utilizzando un attrezzatura ultra light.

traina alle lecce  

Mimmo ama tutti i tipi di pesca ma ha per la traina una passione particolare che lo lega al suo gommone e al girovagare in mare spesso in solitaria.
Una mattina di fine maggio salpa alle 5 del mattino per una battuta con il vivo sottocosta alla ricerca delle spigole che in questo tratto di costa non mancano e spesso raggiungono dimensioni extra large...
Dopo aver catturato le aguglie le innesca sapientemente su tre ami del 5/0 Colmic con un finale in fluorocarbon Seguar dello 0.50 mm e per mezzo di un piombo guardiano da 300 grammi le cala dietro il gommone che procede a 2 nodi.
Verso le 7 del mattino avvista a poco piu' di un miglio dalla costa una mangianza inaspettata, vira e si dirige verso il largo, arrivato sul punto esatto parte la frizione e il piombo guardiano vola fuori dall' acqua, la canna da 10/25 lbs Okuma si piega all' inverosimile e il piccolo mulinello 2/0 Mitchell fa urlare il cicalino all' impazzata.
Mimmo ferra e si accorge subito del incredibile potenza che aveva quel pesce e se lo lavora con esperienza per ben 2 ore quando alle 9 del mattino riesce a scorgere la sagoma sotto il gommone, ma non e' ancora finita perche' essendo da solo e avendo a disposizione solo un grosso guadino da spigole ha dovuto infilare il cappio della corda che aveva in barca nella coda della Leccia per poi assicurarla anche dall' enorme bocca con un altro capo della corda.
Ne aveva pescate tante di Lecce ma di cosi' grosse non ne aveva viste mai e soprattutto non si aspettava di vederla in primavera per questo non aveva l' attrezzatura idonea e il raffio.
Al porto lo aspettavano gli amici per le foto di rito e la pesa ufficiale che con ben 1.5 metri di lunghezza per 70 centimetri di larghezza fa fermare l' ago della bilancia a 38 chilogrammi.

Non sappiamo se verrà registrato come record I.G.F.A. ma sicuramente rimarra' nella storia della traina italiana.

traina alle lecce

NDR
Per questa cattura non si puo' richiedere l'omologazione I.G.F.A in quanto non era presente un testimone attendibile, che per l' I.G.F.A significa un membro dell'associazione con ottima reputazione di obbiettivita.
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Questa restrizione, che in molti casi è insuperabile, deriva dalla necessita di certificare la scrupolosa asservanza delle numerose regole stabilite dall' I.G.F.A., che includono norme relative all'attrezzatura, alla lenza, al terminale, al comportamento del pescatore e dell'eventuale equipaggio.
Tutte queste norme sono state introdotte per vincolare la cattura ad uno scontro ad armi pari tra pesce e pescatore, infatti l' I.G.F.A non è una vetrina per esporre le catture piu' grandi, ma un riconoscimento al pescatore per una condotta assolutamente sportiva.
A titolo di esempio si consideri che è persino definito il tipo di reggicanne e il suo impiego ed è vietato poggiare la canna durante il recupero o prenderla in ritardo in modo che il pesce si ferri da solo.
Per evidenziare l'estrema pignoleria con cui sono giudicate le catture l'associazione è fiera di rammentare che al suo stesso fondatore non venne riconosciuto un record perchè durante il combattimento il pesce fu morso da uno Squalo, cosa che fu interpretata come intervento di terzi a favore del pescatore.