Mappa di diffusione del sughero (suro)
 





IL Sughero (Suro)

Trachurus trachurus

  • Famiglia : Carangidi
  • Ordine : Perciformi
  • Classe : Actinopterigi
E' un pesce pelagico che puo' raggiungere la profodita' di -600 mt, anche se la fascia di batimentriche che piu' frequenta e' da - 20 a -70/-80 mt.
Le dimensioni massime, documentate, sono 70 cm con un peso di circa 2 Kg. Ha resilienza bassa ( vedi
Nota 1 ).
E' diffuso in tutto il Mediterraneo e in Atlantico, fino all'Islanda.
Forma grandi branchi nelle zone costiere con fondale sabbioso. Si nutre di piccoli pesci, cefalopodi, crostacei. La riproduzione avviene una volta l'anno, nelle acque piu' calde (Grecia) da Ottobre a Luglio, in quelle piu' a nord (Danimarca) in Giugno e Agosto.
Dopo la deposizione delle uova migrano in acque piu' fredde.
Purtroppo, forse a causa dello scarso valore che gli viene attribuito nell'area del Mediteraneo, i flussi migratori sono stati studiati solo in Atlantico e nel nord Europa, per il Mediterraneo non ci sono dati certi, solo pochi referimenti ad un probabile flusso da sud verso nord nei mesi piu' caldi, e ,comunque, dopo la deposizione delle uova.

In figura e' mostrata la diffusione nei mari Italiani ( per l'interpretazione della mappa vedi Nota 2).

La pesca del Sughero (Suro)

Il periodo migliore per la pesca del Sughero e' dalla primavera all'inizio dell'estate, con mare calmo o poco increspato e sole pieno, o di notte con luna ben visibile.
Se accostano e' una pesca semplice e, data l'abitudine dei Sugheri di muoversi in grossi branchi, molto fruttuosa.
Occorre recuperare con cautela in quanto si rischia di avere molte slamature per la particolare conformazione dell'apparato boccale che, molto delicato, si lacera facilmente.
  • Traina.
    Le esche piu' efficaci sono i cucchiaini, dotati o meno di piuma, di misura media ( 3-5 cm). Ottimi risultati si ottengono con i modelli "martellati" e colorati in verde.
    L'assetto e' il solito con tre canne, due laterali affondate ed una centrale a galla o con piombatura molto leggera ( 20/30 gr).Le due laterali una con 100/150 gr a 5/8 mt dal cucchiaino e 20/30 mt di lenza,l'altra con 200/250 gr a circa 10 mt dal cucchiaino e 50 mt di lenza.
    Velocita' di traina intorno a 3,5 nodi, con frequenti stacchi della marcia per consentire alle esche un movimento verticale.
    Le zone migliori sono i fondali sabbiosi intorno a formazioni rocciose con batimentrica da - 30 a -70 mt.
    Vedi Traina costiera
  • Bolentino.
    Le esche piu' adatte sono : cannelli, gamberetti ( non sgusciati e privi della testa), pezzi di Sarda.
    Le lenze a tre ami di misura media e gambo corto ( vedi Lenze da bolentino).
    I Sugheri spesso cacciano a mezz'acqua quindi occorrera' provare a divere profondita', iniziando da -10 mt,circa, e scendendo fino a oltre meta' fondale. Per questo motivo molti non utilizzano la canna, ma pescano con lenza a mano in quanto piu' facile nella regolazione della profondita' ( la lenza si fa scorrere tra le dita molto lentamente fino ad avvertire l'abboccata).
    I posti sono gli stessi della traina, ma buoni risultati si hanno anche sotto riva ( a -20/-30 mt) in prossimita' di foci, scarichi, scogli o relitti, sempre su fondale sabbioso.
  • Pesca notturna.
    Da fine Maggio a Giugno, nelle notti con tempo sereno e luna molto visibile, diverse speci accostano e sono catturabili a bolentino.Per i dettagli vedi Pesca delle Occhiate.






Nota 1

Il tempo necessario al raddoppio della popolazione indica la capacita' della specie di sopportare piu' o meno bene l'intenso sfruttamento dovuto alla pesca.
In termini scentifici questo parametro si chiama "resilienza" (che e' anche un termine utilizzato nel mondo tecnico per indicare la durezza di un materiale).
Valori alti del tempo necessario al raddoppio della popolazione sono classificati come resilienza bassa,quindi la spece non sopporta prelevamenti troppo elevati.Viceversa valori bassi del periodo temporale indicano resilienza elevata quindi buona capacita di ripopolazione.
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Nota 2

La mappa e' ricavata da statistiche su dati della pesca professionale ,quindi non tiene conto di zone non adatte a questa pesca.
Per tale motivo si possono avere incongruenze con quanto riportato negli itinerari.
Le zone indicate come ricche nella mappa sono le migliori per la pesca professionale (quindi anche per quella sportiva),mentre zone buone per la pesca sportiva possono non esserlo per quella professionale.
Inoltre,per motivi di scala, nella mappa generale non possono essere evidenziate piccole zone che sono invece descritte negli itinerari.
L'uso migliore della mappa e' congiuntamente alle indicazioni riportate negli itinerari che sono derivate da esperienze personali o notizie rigorosamente controllate.
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