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Pesca sportiva in mare |
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| Diffusione della Ricciola nei mari Italiani |
| La Ricciola Seriola Dumerili Famiglia : Carangidi Ordine : Perciformi Classe : Actinopterigi |
E' il Carangide ( vedi Le Lecce ) piu' diffuso nei nostri mari ed anche il piu' ricercato sia per la qualita' delle carni che per la combattivita', che rende sempre molto mozionante la sua cattura.
Diffuso nel Pacifico, in Atlantico e nel Meditarraneo e' una specie pelagica che accosta due volta l'anno : in primavera, per la riproduzione, e a fine estate-inizio autunno di prefenza nelle zone costiere con formazioni rocciose.
E' molto abitudinario, di anno in anno accosta sempre nelle stesse zone, quindi nella zona dove si è avuta una cattura, con molte probabilità, l'incontro avverrà anche negli anni successivi.
Preferisce le batimetriche tra -20 e -70 mt, anche se a volte si trova a profondita' maggiori ( oltre -300 mt).
Frequenta le zone antistanti promontori rocciosi o i dintorni di secche in mare aperto ( 3-6 Nm dalla costa) lungo le ciliate di formazioni rocciose con forti variazioni batimetriche.
I giovani ( chiamati anche Cavagnole o Limoncelle, a causa della colorazione gialla del ventre ) si spostano in branchi numerosi e usano sostare all'ombra di oggetti gallegianti.
Con l'aumentare della taglia diventano piu' solitari e molto diffidenti.
La pesca delle Ricciole
La pesca sportiva delle Ricciole e' quasi esclusivamente a traina, a giorno fatto, con sole alto e solo dopo un prolungato periodo di tempo buono, infatti in caso di perturbazione le Ricciole prendono il largo e riaccostano solo dopo diversi giorni di tempo buono e mare calmo.
Occasionalmente si possono catturare con la coffa, e, comunque, solo gli esemplari piu' giovani.
I risultati migliori si ottengono con il vivo, Aguglia e Cefalo ( vedi : Pesca dei Cefali e Aguglie ) con lenza affondata oltre la meta' acqua o in prossimita' del fondo
( vedi paragrafo L'affondamento delle esche (Spigola) ), a velocita' non superiore a 2 Nodi.
Nella preparazione delle lenze si dovra' utilizzare un monofilo di diametro tra 0,50 e 0,70 con preferenza per i diametri minori ( la Ricciola e' molto sospettosa e studia attentamente l'esca prima di attaccare), quindi è necessario utilizzare un monofilo di alta qualita' con frizone molto progressiva, megli se del tipo a leva, che assicuri una buona tenuta con diametri non eccessivi
(vedi La pesca a Traina).
La canna potra' essere da 20/30 libre ed il milinello ( 6/0 ), a tamburo rotante, meglio se con frizione a leva ( il tipo a stella ha il difetto di regolarsi con difficolta') tarata a circa il 50% del carico di rottura del monofilo ( la taratura si effettua con dinamometro in vendita in tutti i negozi di pesca).
Questo valore di taratura della frizione puo' sembrare eccessivamente basso ( normalmente si utilizza il 70/80 %), ma nel caso della Ricciola, a causa della sua poderosa reazione e' opportuno essere molto cauti, anche perche' l'esemplare di taglia, che puo' raggiungere i 50 Kg, prima o poi capita, ma non cosi' spesso da rischiare di perderlo.
Per l'affondamento dell'esca, scartati il filo autoaffondante (troppo visibile) e l'affondatore idrodinamico (poca profondita') i metodi migliori restano il piombo guardiano e la palla di cannone ( vedi Il piombo guardiano ), montati a non meno di 15/20 mt dall'esca.
L'assetto di pesca e' con una sola canna, sia per le difficolta' di manovra necessarie a mantenere l'esca in prossimita' del fondo che per la notevole reazione della Ricciola che renderebbe necessario salpare l'eventuale seconda canna prima di iniziare il recupero.
Alcuni, durante la traina a Ricciole, utilizzano una o due canne leggere per il reperimento delle esche ( Aguglie ), ma generalmente le catture sono scarse o nulle a causa della bassa velocita' necessaria per la traina alle Ricciole, che non e' adatta all'uso di esche artificiali o alle matassine per le Aguglie (vedi Le sche da Traina).
L'azione di pesca e' piuttosto movimentata dovendo sollevare l'esca in prossimita' di rilievi e immergerla negli avvallamenti.
Tali manovre richiedono buona conoscenza dello scandaglio e della risposta dell'imbarcazione, infatti, se si pesca da soli, l'unico modo di sollevare e abbassare l'esca e' quello di variare leggermente la velocita'.
Se si pesca in due, uno ai comandi l'altro alla canna, le manovre di sollevamento e immersione dell'esca potranno avvenire tramite mulinello, dietro segnalazione di chi segue lo scandaglio, risultando piu' precise e senza "strappi" dovuti alle variazioni di velocita'.
Naturalmente in alternativa al vivo si possono utilizzare esche naturali morte
( vedi paragrafo Innesco delle esche naturali ), in questo caso e' opportuno provare anche con un Calamaro di piccole dimensioni ( 10/12 cm, con ancorotto come amo ferrante ) che, molto spesso, funziona meglio delle Aguglie e dei Cefali.
Pesca delle Limoncelle (Cavagnole)
Le Ricciole allo stadio giovanile, dette comunemente Limoncelle o Cavagnole, accostano di prefenza tra Settembre ed Ottobre negli stessi luoghi degli adulti.
Cacciano a mezza acqua, a volte spingendosi fino alla superfice e sono, almeno inizialmente, molto meno sospettose, al punto che spesso si riesce a vederne gruppetti nuotare in superficie prima dell'attacco all'esca
Per questo motivo si possono utilizzare esche artificiali, alla velocità di 3/4 nodi.
Gli artificiali che hanno fornito i risultati migliori e le relative lenze sono :
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