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Pesca sportiva in mare |
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Lenze da Bolentino
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| Fig.1 Schema della lenza da Bolentino |
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La lenza da Bolentino è costituita da tre parti : (vedi Fig.1)
- Lenza vera e propria
Spesso chiamata "Trave" per similitudine con la Coffa e per distinguerla dal Terminale.
E' il tratto piu' lungo, orientativamente 2-3 volte il fondale massimo a cui si pesca.
- Terminale
E' la parte finale, di lunghezza limitata, 5 - 10 mt, è la zona su cui sono montati gli ami per mezzo dei braccioli.
Spesso è diviso in due parti, la prima piu' lunga e di diametro maggiore, la seconda, su cui saranno montati gli ami, piu' sottile, di lunghezza massima inferiore alla lunghezza della canna e collegate con una girella.
- Braccioli
Costituiti da un corto spezzone di filo, generalmente piu' sottile delle altre parti, cui è legato l'amo. Alla fine del terminale è montato il piombo.
La lenza da Bolentino, per essere realmente efficace, dece avere tre cartteristiche fondamentali :
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Filo con poca o nulla elasticità.
La pesca a Bolentino si svolge mediamente su fondali da -30 a -70/80 mt, con l'esca in prossimità del fondo, la lenza non potrà essere perpendicolare ma, a causa delle correnti o per lo scarroccio, sarà inclinata, quindi la lunghezza calata in mare sarà anche molto piu' della profondità. Se il filo ha una elasticità non trascurabile, data la rilevante lunghezza, non sarebbe possibile avvertire la presenza del pesce, specialmente con alcune speci che hanno toccate molto leggere, quali il
Fraolino.
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Parte terminale poco visibile
Data la profondità e la conseguente mancanza di luce si è portati a ritenere inutile prendere in considerazione la visibilità del filo.
Tale conclusione non corrisponde alla realtà, utilizzare filo troppo visibile il piu' delle volte riduce notevolmente le toccate.
Naturalmente questo problema è relativo solo alla parte finale della lenza, quella piu' vicina al pesca, cioè il terminale che dovrà essere di filo sottile, meglio se privo di elasticità e con una buona resistenza alla rottura.
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Esca presentata in modo naturale
L'esca deve essere libera di fluttuare senza novimenti strani e con poca rigidità, quindi i braccioli, di lunghezza da 20 a 30/40 cm, saranno di filo sottile poco rigido e non colorato.
Lenza base
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| Preparazione del nodo |
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| Fig.2 Schema del collegamento trave - terminale |
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I collegamenti tra la varie parti della lenza possono essere fatte per mezzo di una "girella", ad esclusione del collegamento tra il trave ed il terminale. In questo caso la giunzione deve passare negli anelli della canna e non puo' avere variazioni dl diametro.
Per realizzare questa giunzione uno dei nodi piu' adatti è mostrato in Fig. 2
Questo nodo modifica la sezione solo di una quantità trascurabile, è molto resistente e non modifica la resistenza del terminale.
Nella Fig.3 è schematizzata una lenza completa di terminale per evidenziare come dovrebbe presentarsi la giunzione trave - terminale.
In questo esmpio il trave è realizzato in Multifibre, mentre il terminale in Nylon, inoltre la parte di terminale sulla quale saranno montati i braccioli con gli ami è collegata con una girella.
L'utilizzo della girella ha due scopi :
Consentire all'ultima parte del terminale di poter ruotare senza creare torsioni della lenza e inserire un punto di collegamento con un moschettone per consentire la rapida sostituzione della seconda parte di terminale, quella dove sono montati gli ami che è la piu' soggetta a rotture e attorciliamenti.
Il procedimento per ottenerlo è il seguente (vedi Fig. 2 e la Fig. 4, relativa al collegamento dei braccioli sul terminale, che utilizza lo stesso nodo)
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| Fig.3 Collegamento trave - terminale |
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- Sovrapporre la parte finale del trave ed il terminale per una lunghezza di 20 - 30 cm
- Con il capo libero del trave relizzare un' asola sul terminale e passare tre volte la parte finale del trave dentro l'asola. Stringere il nodo tirando i due capi del trave
- Ripetere l'operazione precedente con il terminale sul trave.
- Accostare i due nodi tirando contemporaneamente il terminale ed il trave
I braccioli sono legati direttamente sul terminale con un nodo che consente di mantenere il bracciolo perpendicolare alla lenza.
Il primo passo consiste nel realizzare i nodi di "fermo" sul terminale, uno per ciascun bracciolo, con lo scopo di impedire lo scorrimento del bracciolo stesso.
Il nodo di "fermo" si realizza allo stesso modo di quello utilizzato per il collegamento, cioè facendo un'asola e passando 3-4 volte il filo al suo interno, come mostrato in fig.2 e schematizzato in Fig.4 punto 1, al termine tirare i due estremi del terminale per assuccare il nodo.
Per realizzare il bracciolo disponete il filo accanto al termnale, realizzate un'asola e passate 3-4 volte il filo (del bracciolo) al suo interno, come mostrato in Fig.4, punto 2.
Assuccate ed accostate questo nodo a quello precedentemante fatto sul terminale, Fig.4 punto 3.
Realizzate una nuova asola, questa volta utilizzando il capo che sara' legato all'amo e passate il filo al suo interno (3-4 volte, Fig.4 punto 3). Assuccate accostando al nodo precedente.
Il montaggio terminato si bovrebbe presentare come schematizzato in Fig.4 punto 4.
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| Fig.4 Legatura dei braccioli sul terminale |
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| Fig.5 Schema di terminale completo |
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Nella figura a fianco e' riportato un terminale tipico per impiego generale nella pesca a bolentino di media profondita' ( come ordine di grandezza si puo' utilizzare fino a 60/70 mt).
Il terminale e' realizzato con monofilo da 0,4 i braccioli con lo 0,30. Per questo tipo di lenza e' opportuno che i braccioli siano in monofilo rigido, in modo da limitare gli attorcigliamenti sul trave ( piu' oltre è mostrata una legatura che riduce la possibilità di attorciliamenti e consente di utilizzare filo meno rigido).
La girella con moschettone finale e' utile per sostituire rapidamente il piombo, del tipo a pera, meglio se ricoperto di vernice fosforescente, indicativamente con peso tra 100 e 150 grammi (in funzione della corrente).
La lenza puo'essere completata con un terzo amo, montato separatamente con un'asola sullo stesso moschettone del piombo e di lunghezza circa 20 cm, che peschera' sicuramente sul fondo.
Il terzo amo spesso è il piu' catturante ma rende piu' facili gli attorcigliamenti.
L'uso di questo amo deriva dalla constatazione che alcuni pesci, ad esempio i fraolini di taglia, sono molto sospettosi ( se non lo fossero non diventerebbero di taglia ), quindi tendono ad evitare i braccioli piu' alti che presentano l'esca in modo non naturale. Il terzo amo, sicuramente sul fondo, dovrebbe essere meno sospetto degli altri.
Questa lenza, anche se funzionale, puo' essere migliorata utilizzando un piombo passante che offre una minore resistenza al tocco ed una legatura dei braccioli modificata, come descritto nel paragrafo seguente.
Modifiche alla lenza base
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| Fig.6 Modifica alla legatura dei braccioli |
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- Il primo bracciolo puo' essere molto corto, riducendo la probabilita di annodamenti.
- L'ultimo bracciolo puo' essere piu' lungo, fino a superare abbondantemente il piombo.
- Il nodo dei braccioli puo'essere completato con una seconda legatura, ottenuta lasciando il capo libero del bracciolo (quello opposto all'amo,che veniva tagliato) di lunghezza sufficente a realizzare un doppiaggio del bracciolo stesso per 5-10 cm.
In questo modo si rende piu rigida la parte iniziale del bracciolo con minori problemi di attorcigliamento.
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| Montatura dei braccioli con girelle a tre vie |
Una valida alternativa alla legatura dei braccioli, come descritta in precedenza, è l'uso di girelle a tre vie, vedi figura a sinistra.
Il principale vantaggio è la facilità di sostituzione dei braccioli che possono essere montati con un semplice cappio.
Tale possibilità non è trascurabile, anzi a volte puo' essere determinante, ad esempio per sostituire il filo deteriorato o l'amo con una misura piu' adatta alla specie di pesci presenti, sostituzione che con altri tipi di lenze nocessita di legature complicate da eseguirsi durante l'azione di pesca.
Inoltre questo tipo di girelle è disponibile anche con perline fosforescenti già montate, la cui presenza potrebbe richiamare il pesce.
Il filo per la costruzione delle lenze
| 0.18 | 4 Kg (1,2) |
| 0.20 | 5 Kg (1,5) |
| 0.25 | 7 Kg (2,1) |
| 0.30 | 10 Kg (3,0) |
| 0.35 | 12 Kg (3,6) |
| 0.40 | 15 Kg (4,5) |
| 0.45 | 17 Kg (5,1) |
| 0.50 | 18 Kg (5,4) |
| Il numero tra parentisi è il carico massimo di esercizio pari al 30% |
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Come accennato il migliore compromesso tra resistenza e trasparenza si ottiene con trave dello 0,40 e braccioli da 0,30-0,35.
Diametri superiori sono da evitare in quanto rendono la lenza troppo rigida e innaturale, oltre ad essere piu' visibili.
Nella tabella a fianco sono riportati i carichi di rottura e i corrispondenti carichi di utilizzo dei monofili piu' utilizzati nelle costruziomne di lenze per Bolentino. I valori sono quelli medi dei monofili in commercio, ma esistono tipi di qualià superiore con prestazioni, e costi, maggiori.
Il carico di rottura è il carico massimo statico che il monofilo puo' sopportare.
Nella scelta per la costruzione delle lenze occorre considerare un valore circa pari al 30% del carico statico per tenere conto dei seguenti fattori :
- Durante il recupero il carico non è statico ma dinamico in quanto il pesce combatte e sottopone la lenza a continui strappi.
- Le legature di qualsiasi tipo riducono la resistenza del monofilo
- Durante l'uso si possono produrre microabrasioni che riducono, localmente, il diametro del monofilo
- Nella salpata, a meno che non si utilizzi il guadino, il monofilo riceve uno strappo in quanto caricato da tutto il peso del pesce
In luce di queste considerazioni il carico di "lavoro" delle lenze suggerite sono :
| diametro 0.40 carico di rottura 15 Kg carico di esercizio 4,5 Kg |
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| diametro 0.30 carico di rottura 10 Kg carico di esercizio 3 Kg |
Per concludere una lenza tipo per bolentino, valida anche a profondità fino a 60/70 mt, sarà cosituita da :
- 150/200 mt di multifibre ( ad esempio in dacron ) da 12/15 libre ( il multifibre è classificato in base al carico di rottura e non al diametro ) che non ha elasticità e quindi trasmette le toccate senza attenuazione.
- Terminale in nylon da 0,40/0,30 lunga 15/20 mt terminata da gommino salvanodo e gierella per il collegamento della seconda parte ( quella con gli ami) che deve essere facilmente intercambiabile.
- Terminale, seconda parte, di lunghezza pari alla lunghezza della canna, in nylon da 0,30/0,35 con girella e moschettone per il collegamento del piombo e provvisto di asola per il collegamento alla prima parte.
- Braccioli da 0,30/0,20 di nylon o meglio di fluorocarbonio che in acqua è praticamente invisibile e piu' rigido, caratteristica che riduce gli attorciliamenti.
Gli ami
La forma e la dimensione degli ami dipendono in gran parte dal tipo di esca utilizzato e dalle proprie preferenze.
In generale é meglio non utilizzare ami piccoli sia per evitare abboccate di pesce sotto misura sia perche' il pesce di mare ha bocche enormi rispetto alla taglia, quindi ami troppo piccoli possono non fare presa.
L'importante e' che siano sempre molto efficenti per questo occorre lavarli accuratamente in acqua dolce dopo ogni impiego, inoltre
al minimo segno di ossidazione o di variazione del colore e' opportuno sostituirli.
Nella figura a lato sono riportate le misure dei principali ami da Bolentino.
Per convenzione la misura degli ami è un numero che indica la distanza della punta dal gambo, ma a complicare le cose, tale numerazione è inversa quindi l'amo N. 3 è molto piu' grande del N. 10.
Ulteriore confusione deriva dal fatto che molti produttori utilizzano numerazioni non conformi a questa classificazione, quindi la stesso numero puo' indicare misure diverse per i diversi produttori.
Nella figura sono mostrati i due tipi di ami piu' utilizzati nel Bolentino, la prima è una forma piu' compatta, adatta all'esca "bianca", cioè Gambretti, Mazzancolle, Cannelli ecc. ; la seconda ha il gambo piu' lungo e provvisto di ardiglione, a volte due, che ha lo scopo di tenere ferma l'esca, si utilizza per tutte le speci di vermi.
Relativamente ai materiali ed alla colorazione, la scelta è molto legata alle preferenze personali. In generale si utilizzano ami in acciaio, affilati chimicamente e di colori scuri, inoltre esistono ami di una particolare lega che a contatto con l'acqua si consuma rapidamente, vengono utilizzati per aumentare le probabilità di sopravvivenza dei pesci che riescono a liberarsi con l'amo in bocca.
Relativamente alla forma, l'amo puo' essere diritto ( come quelli in figura ) o storto, cioè con la punta non in asse con il gambo, tali ami vengono impiegati prevalentemente in acqua dolce per gli impasti.
Lenza luminosa
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| Fig.7 Esempio di lenza con perline fosforescenti |
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Nella pesca a Bolentino su fondali superiori a -40/-50 mt e' molto produttiva la lenza luminosa, realizzata inserendo alcune palline fosforescenti lungo il trave e in vicinanza degli ami.
Nella Fig. 7 e' mostrato uno schema di questa montatura.
L'azione di richiamo, generata dalla luminescenza delle palline, attira una grande quantita di pesce, molti dei quali sono troppo piccoli per abbocare ma che attaccano l'esca rovinandola. Si ha quindi un elevato consumo, con la conseguente necessita' di mettere in pesca piu' ami.
In compenso la moltitudine di piccoli pesci aumenta il potere attirante verso i piu' grandi che vedendo la mangianza si avvicinano.
In altre parole conviene, specie nelle giornate poco produttive, sacrificare alcuni inneschi per catturare prede di taglia.
Nella figura sono suggerite le misure da rispettare per evitare troppi ingarbugliamenti tra i braccioli, relative ad una canna da 2,5 mt,
per lunghezze diverse i braccioli andranno modificati in proporzione,tenendo conto che un bracciolo lungo e' piu' catturante in quanto presenta l'esca in modo naturale, mentre un bracciolo corto mantiene l'esca meno fluttuante ma conferisce una maggiore sensibilita alla lenza.
Per questo motivo l'ultimo bracciolo che sicuramete si appoggia sul fondo, dove sono maggiori le probabilita di incontrare pesce di taglia. e' di maggiore lunghezza.
La misura complessiva del terminale (indicata con la lettera L) e' la massima consentita dalla canna (mediamente 2,5 mt), i braccioli sono posizionati alle estremita e al centro.
La costruzione e' identica a quella suggerita per le altre lenze da Bolentino, con in piu' un piccolo nodo di fermo sul bracciolo a 2/3 cm dall'amo che impedisca alla pallina di avvicinarsi troppo all'esca.
In alternativa e, forse con maggiore resa, si possono sostituire le palline sul trave con piccole "starlight" (non sui braccioli che ne risulterebbero troppo appesantiti).
Supporto per le lenze
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| Fig.8 Lenze a due ami |
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| Fig.9 Particolare dei braccioli |
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Due lenze da bolentino montate su tavoletta di sughero.
Questo tipo di supporto è da preferirsi rispetto ai portalenze di forma circolare in quanto mantine il filo piu' stirato ed elimina la presenza di ricci durante lo srotolamento della lenza.
Le lenze sono realizzate con nylon da 0,40 di tipo rigido per il trave e da 0,30 per i due braccioli, di tipo molto morbido in modo che possano fluttuare liberamente nell'acqua.
Una differenza cosi' piccola nei diametri della lenza mdre e dei braccioli potrebbe sembrare marginale, in realtà una diminuzione del diametro dei braccioli puo' essere determinante.
Il trave è opportuno che sia piu' resistente in modo da consentire il recupero, anche se parziale, in caso di incaglio.
La lenza ha due braccioli. Quello montato piu' in basso, di lunghezza tale da consentire all'amo di toccare il fondo, è armato con amo a gambo lungo e ardiglioni anche sul gambo ed è specifico per l'innesco di vermi.
Il secondo amo, quello montato in alto, è di forma normale ed è adatto all'innesco di esca "bianca" quale gamberi,mazzancolle e cannelli.
Sui braccioli sono montate due perline fosforescenti consecutive. La piu' piccola ha solo il compito di impedire che la seconda, che ha un foro piu' grande, scorra fino sopra l'amo.
| | Fig.10 Piombatura dalla lenza |
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Il piombo, di tipo rivestito in plastica fosforescente, è montato con girella e moschettone in modo da
essere sostituito con facilità.
Durante la pesca le condizioni di corrente possono variare anche notevolmente ad esempio a causa della marea, quindi è opportuno prevedere la sostituzione del piombo.
In condizioni normali i valori piu' idonei sono da 50 a 70 grammi per profondita' fino a 20/25 metri e da 100 a 125 grammi fino a circa 70 metri.
L'aumento della corrente puo' rendere necessario aumentare i pesi fino a 100 gr nel primo caso e a 150/170 nel secondo, tenedo conto che un aumento eccessivo causa una rilevante diminuzione della sensibilità, che puo' essere già avvertita nel passare da 125 a 150 grammi.
Lenza scorrevole
Molte speci da bolentino hanno l'abitudine di cibarsi a stretto contatto con il fondo, per questo motivo in tutte le lenze si utilizza un amo che pesca sicuramente sul fondo.
In particolare le Marmore, o Mormore, cercano il cibo solo sul fondo quindi è del tutto inutile impiegare terminali piu' alti.
Per i Fraolini la situazione è leggermente diversa, ma non di molto in quanto gli esemplari piu' grandi molto difficilmente attaccano gli ami superiori, analogamente per Tanute ed Orate
Quindi la scelta della lenza deve essere fatta soprattutto tenendo conto del tipo di pesca che si vuole effettuare.
Infatti, molto spesso, la minutaglia richiamata dagli ami superiori costituisce un disturbo per i pesci di taglia che preferiscono le esche sul fondo.
Per contro l'assenza di un secondo amo toglie l'opportunità di recuperare un pesce che ha mangiato sull'amo inferiore senza rimanere ferrato.
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| Fig. 11 Terminale di lenza con piombo scorrevole |
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In Fig 11 è schematizzata la tipica lenza per Marmore.
Data la bassa profondità a cui si pescano ( 10/20 mt) non è necessario impiegare il multifibre, quindi la lenza puo' essere tutta in nylon da 0,40.
Il piombo, di tipo scorrevole, cioè provvisto di un foro passante, è dentellato in modo da sollevare una nuvoletta di sabbia durante lo striscamento ( il Bolentino a Marmore si svolge a scarroccio vedi La pesca delle Marmore), il terminale è da 0,20/0,30 lungo circa 30 cm, l'amo del N.4 a sezione molto sottile per non rovinare l'esca, Arenicola o Tremolina, che è particolarmente delicata.
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| Fig. 12 Lenza scorrevole per Fraolini |
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| Fig. 13 Schema di lenza scorrevole in acqua |
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In Fig. 12 è riportata una lenza per Fraolini realizzata con un accessorio che assicura all'amo uno stretto contatto con il fondo.
In sostanza si tratta di un tubicino di plastica piegato ad angolo e provvisto di moschettone con girella per il piombo.
L'accessorio in questione è reperibile in quasi tutti i negozi di pesca.
Nella Fig. 13 è mostrato l'assetto in pesca.
Come si puo' facilmente immaginare il sistema funziona correttamente se si pesca ancorati.
Pescando a scarroccio il tubicino non si mantiene nella corretta posizione e puo' causare attorcigliamenti del terminale.
Inoltre il tubicino, pure se di colore poco visibile in acqua, costituisce, per i pesci, un elemento inusuale e potrebbe causarne l'allontanamento.
Nella figura successiva, Fig. 14, è riportato un terminale scorrevole realizzato con tubicino di silicone che adagiato sul fondo si presenta come un verme, quindi come un elemento del tutto naturale.
Inoltre questo tipo di terminale funziona bene sia ancorati che a scarroccio.
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| Fig. 14 Lenza scorrevole da Fraolini realizzata con tubicino in silicone |
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Nella lenza di Fig. 14 lo scorrimento del piombo è realizzato per mezzo di uno spezzone da 8/10 cm di tubicino di silicone del diametro di 2,5 mm per lenze da 0,40.
Per prima cosa si monta la lenza nel tubicino, quindi i gommini salvanodo o ,meglio due perline fosforescenti, e infine le due girelle che serviranno una per collegare, tramite moschettone, il terminale ( filo 0,20 lungo circa 30 cm, con amo forgiato, piatto, bronzato N.4), l'altra per collegare uno spezzone di lenza in nylon (1-2 mt)da 0,40 che sarà collegata al multifibre.
Il terzo salvanodo non è necessario se già previsto sul multifibre.
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| Fig. 15 Realizzazione della lenza scorrevole con tubicino di silicone |
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In Fig. 15 è mostrata la foto del terminale montato.
Si noti la forma del piombo particolarmente affusolata per somigliare ad una seppiolina, da preferirsi alla forma piramidale che, in quanto inusuale, potrebbe costituire motivo di allarme.
Questo tipo di costruzione non preclude l'uso di piu' ami, infatti, in una qualsiasi delle lenze presentate nelle pagine precedenti è sufficente togliere il piombo (che è montato con moschettone) e sostituirlo con questo terminale.
Per completare l'argomento lenze vedi anche Lenze per esche artiiciali e
I nodi da pesca