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Pesca sportiva in mare |
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| Eco scandaglio | Inviata da | Corrado | Localita | Gaeta | |
Inoltre lo scandaglio non restituisce il fondale punto per punto,ma una sorta di media derivante dal cono di apertura del trasduttore. Ai fini della pesca,con barca ferma o a scarroccio molto lento, puo' considerare il centro dello schermo come posizione del trasduttore con un errore di poche decine di centimetri. Con la barca in moto l'errore aumenta, pur rimanendo molto contenuto in quanto la velocità di scorrimento del grafico compensa lo spostamento della barca, questo sempre che non si utilizzi una imbarcazione molto veloce per la quale l'errore potrebbe aumentare. Per maggiori infarmazioni vedi L'Ecoscandaglio. | |||||
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Inviata da | Stefano | Localita | Fiumicino |
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Questa risposta non è stata inviata all'interessato perchè l'indirizzo di Email è errato In merito alla sua domanda credo che ci sia un errore nei dati in quanto lei indica le coordinate al contrario, cioè ad esempio uno dei due punti lo indica in 12°12,4N 41°43,7E, in effetti sono invertiti, le coordinate giuste sono : 41°43,7N 12°12,4E. Questo punto è stato verificato e corrisponde esattamente ma potrebbe essere difficile individuare il relitto in quanto è molto insabbiato, comunque dovrebbe essere evidente una secca sulla quale giace il relitto. Il metodo migliore è di ancorare alle coordinate indicate e spostandosi di 50/100 mt intorno al punto. L'altro punto da lei indicato : 12°10N 41° 41,5E (che comunque è al contrario) non mi sembra si trovi nei dati del programma | ||||
| Verme di Rimini | Inviata da | Pescatore | Localita | .......... |
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Il verme di Rimini (vermara) e' gigantesco,lungo fino a 100/150 cm,con un diametro di circa 1,5/2 cm,vive sotto costa a 2/3 mt di fondo in zone melmose e coperte di alghe. Ottimo per i Saraghi viene utilizzato principalmente in Adriatico,poco conosciuto nel Tirreno,di costo elavato e non facilmente reperibile. Si utilizza tagliandolo a pezzi e puo' essere conservato in un contenitore con acqua di mare. Ha la brutta abitudine di vivere in prossimita' di scarichi fognari. | ||||
| Tombarello | Inviata da | Alex | Localita | Rieti |
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Con il nome Tombarello si intendono tre diversi pesci,tutti appertenenti alla famiglia degli Scombridae,oridine Perciformi,classe Actinopterygii. I loro nomi scentifici sono : Auxis thazard thazard non presente nel mediterraneo,dimensione massima 65 cm,nome inglese Frigate Tuna. Auxis rochei rochei presente nel mediterraneo ,dimensione massima 50 cm,nome inglese Bullet Tuna. Ha abitudini,periodi di accostamento e metodi di pesca uguali ai Tonnetti (nome con il quale si intendono Tonni rossi, Alalunghe e Alletterati alla stadio giovanile), molto diffuso in altura (10 - 20 Nm), si pesca atraina con artificiali di dimensioni medio-piccole o con le piume. Poco pregiato ha un sapore molto forte e quando salpato sanguina molto abbondatemente. Vedi anche traina a Tonnetti . Sarda Sarda presente nel meditarraneo ,meglio conosciuto con il nome Palamita, dimensione massima 90 cm,nome inglese Atlantic Bonito.Accosta prima dei Tonnetti e dei Tonni rossi (giganti). Vedi anche Traina costiera e La Palamita | ||||
| Perchia | Inviata da | Perse 21 | Localita | Roma |
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Il nome di Perchia indica diversi pesci, alcuni non presenti nel Mediterraneo altri poco diffusi. Principalmente si attribuisce il nome Perchia (in alcune regioni detta anche Perchia di fondale) al Serranus Hepatus, della famiglia dei Serranidae, ordine Perciformi. E' un piccolo pesce (lunghezza massima 25 cm) che vive prevalentemente in zone scogliose fino alla profondita di -100 mt.Diffuso in tutto il Mediterraneo, per la sua larga presenza e facilita' ad abboccare viene intensamente pescato. La sua abboccata, inconfondibile, e' decisa e frenetica. Le esche sono praticamente tutte valide, dai vermi (troppo costosi per questo pesce) ai pezzi di Sarda,Alice,Gambero ecc. Generalmente si preferisce pescarlo con lenze a mano dotate di due ami, uno con bracciolo lungo in modo che vada sul fondo, l'altro piu' corto per pescare piu' alti di 30/40 cm .Barca ancorata in quanto il fondale scoglioso non consente di pescare a scarroccio (si puo' facilmente incagliare), filo dello 0,30 e ami non troppo piccoli (la Perchia ha una bocca enorme rispetto alla taglia), piombo da 50 a 70 gr, secondo la corrente. La pesca della Perchia non è impegnativa, anzi se sono presenti l'abboccata è certa ed inconfondiibile, in compenso se di dimensioni medie, che comunque nei nostri mari non superano 10 - 15 cm, è ottima in cucina ( è della stessa fomiglia delle Cernie): Gli altri pesci,sempre chiamati Perchia,sono :
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| Cefali e Aguglie | Inviata da | Neopescatore | Localita | Roma | ||
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La pesca dei Cefali e delle Aguglie da utilizzarsi come esca viva (con ottimi risultati per tutti i predatori) deve tener conto della necessita' di non danneggiare il pescato che, difficile da tenere in vita, se ferito o non adeguatamente mantenuto, non supera qualche ora dopo la pesca. Quindi occorre munirsi di un capace contenitore, provvisto di coperchio e ossigenatore a batteria.Il contenitore deve essere tenuto all'ombra in quanto, se esposto al sole, la temperatura dell'acqua cresce rapidamente e causa la morte delle esche. In caso di evaporazione, per ripristinare il livello non utilizzare acqua di mare, ma acqua dolce, altrimenti si aumenterebbe troppo la salinita (in generale questo accorgimento vale per tutti i tipi di esca viva da mare, vermi compresi). Cefali I Cefali frequentano i porti e le foci dei fiumi, risalendo il corso d'acqua anche per lunghi tratti. Per la loro pesca si utilizza una canna fissa di buona lunghezza, filo dello 0,2 e amo di misura piccola.
Come esca si utilizzano impasti a base di pane, farina, formaggi e aglio (spremuto) .Parimenti efficaci sono le farine gia' pronte, solo da impastare con acqua, che si trovano in tutti i negozi de pesca. In alternativa alla lenza descritta alcuni utilizzano la "mazzetta", costituita da diversi ami con le lenze unite nello stesso punto, in modo da formare una vera e propria mazzetta di ami che viene ricoperta da una pallina di esca (le mazzette si trovano gia' pronte). In questo caso occorre una canna non tanto flessibile perchè la ferrata deve avvenire molto rapidamente al minimo accenno di toccata senza attendere l'abboccata, in modo simile a quello utilizzato con l'ancorotto. Questo metodo consente catture piu' numerose, ma molte inservibili come esca perche ferite malamente. Per una pesca efficace occorre che l'esca si trovi a pochi centimetri dal fondo, quindi e' necessaria una accurata regolazione della profondita'. A questo scopo si utilizza un terminale di lenza privo di amo, della stessa lunghezza di quella armata, terminante con un piombo 30/50 gr,tale da far affondare il galleggiante.Si regola la posizione del galleggiante fino a che rimane in superfice, questo indica che la lenza e' di lunghezza pari alla profondita'.A questo punto si sostituisce il terminale piombato con quello armato e si alza il galleggiante, naturalmente dopo avderlo sostituito con quello piu' adatto, di 5/10 cm. Aguglie Per le Aguglie il periodo di maggiore accostata e' da Giugno a Settembre. Quelle di misura adatta a fare da esca si trovano all'interno dei porti o in prossimita' di scogliere con mare poco mosso. I metodi di pesca sono due : Con canna all'interno dei porti Canna da lancio galleggiante piombato (pochi grammi), terminale di 30/50 cm, filo da 0,20/0,25, amo normale da 8 a 12 ed esca Sarda,Bigattino,Gamberetto. Per lanciare pesi di pochi grammi occorre che la canna sia molto flessibile e di lunghezza opportuna. A Traina In zone rocciose e all'esterno dei porti costeggiando le scogliere su batimetrica da pochi metri a -20/-30. Velocita intorno ai 3 nodi, lenza a mano molto sottile (0,25/0,30), piombata a 15/20 mt dall'esca con 20/50 gr, esca artificiale costituita da piccole piume di colore bianco (armate con amo singolo) o meglio con matassina (la matassina e' costituita da un cerchietto di fili di lana. Quando l'Aguglia la attacca rimane impigliata con il becco e puo' essere catturata senza la ferita dell'amo). | ||||||
| Genovese | Inviata da | ........ | Localita | Viterbo | |
Con questo termine si intende un particolare modo di calare l'ancora che consente un piu' facile recupero in caso di incaglio.
In questo modo, nel salpare, la trazione viene esercitata nel verso contrario, cioe' dalla parte delle marre.Se da tale parte l'ancora e' "incattivita" la cimetta di legatura si rompe e la trazione si inverte,riuscendo cosi a disincagliare l'ancora. Per completare l'argomento vedi Ancoraggio in pesca. | |||||
| Loran ed Epirb | Inviata da | Cino | Localita | Trapani |
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LORAN Il sistema Loran, ormai obsoleto, avrebbe dovuto essere un sistema di posizionamento delle navi, con funzioni analoghe al moderno GPS, basato su stazioni trasmittenti dislocate a terra. Nel Meditarraneo non e' mai entrato in funzione a causa della mancanza di stazioni trasmittenti.Ormai superato dal sistema GPS basato sui satelliti. Vedi Strumentazione da pesca. EPIRB E' un sistema molto efficace per la sicurezza in mare che , in caso di necessita, invia un segnale di richiesta d'aiuto tramite una rete satellitare e poiche' fornisce le coordinate, consente il ritrovamento immediato delle persone in difficolta'. E' gestito dalla STAZIONE SATELLITARE ITALIANA COSPAS/SARSAT Lungomare Starita n.5 Bari (tel 080-5344033, alla quale occorre fare domanda). | ||||
| Traina a remi | Inviata da | Antonio | Localita | Bologna |
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La traina con la barca a remi e' la piu' antica forma di Traina e, ancora oggi in alcuni casi rimane la piu' efficace. In particolare per la Traina costiera a Spigole e Serra offre risultati superiori a quelli ottenuti con barche a motore in quanto non produce rumore, procede a velocita molto bassa che e' quella da tenere trainando con esca naturale, non genera scia o rimescolii dell'acqua e consente di avvicinarsi alla riva o agli scogli molto di piu' che non con barche a motore. Al contrario non e' indicata per la Traina con artificiali che, per funzionare al meglio, necessitano di velocita superiori, non raggiungibili con i remi. Per chi volesse cimentarsi con questo sport, piu' canottaggio che pesca, l'esca migliore è quella viva, in particolare i Cefali che sono facilmente reperibili. Le zone migliori e piu' a portata di remo sono le dighe dei porti (lato mare), i litorali in prossimita di foci, le zone di mare con scogli affioranti (su fondali fino a -10/-15 mt). Se si possono raggiungere zone scogliose con forte profondita (oltre -30/-50 mt), sempre con il vivo, e' molto produttiva la Traina a fondo per Dentici, certo piu' faticosa a causa del piombo per affondare l'esca, che,comunque, data la bassa velocita non e' di peso eccessivo (con mare calmo 0,5/1 Kg.). In queste zone, oltre ai Dentici, si possono prendere Saraghi, Cernie (brune), Ricciole. Alcune zone molto adatte a questo tipo di pesca sono riportate negli itinerari di pesca (ad esempio Maratea e Palinuro),vedi Indice Itinerari di pesca. | ||||
| Polpo nei porti | Inviata da | Ventura81 | Localita | Ostia |
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Il Polpo ,nel periodo in cui le acque sono piu' calde (da meta estate a fine Ottobre), frequenta l'interno dei porti e puo' essere facilmente pescato dalla banchina. I metodi di cattura sono gli stessi ma praticati su batimetriche da -10 a -30 mt, in zone con scogli sparsi su fondale di fango o sabbia (non e' infrequente allamare un polpo mentre si pesca con bolentino) (Vedi Pesca del Polpo). All'interno dei porti la pesca si effettua con una robusta canna, lenza da 0,40/0,60 armata con polpara innescata con Granchio (questa esca si puo' catturare nel porto, sulle scogliere, con nassa o retino innescati a Sarda), piccoli pesci, gamberi (se grandi), mazzancolle e zampa di gallina (molti asseriscono che funziona meglio delle altre esche). Sulle normali polpare l'esca viene legata con filo di nylon ma si rovina o si perde facilmente, quindi conviene utilizzare un modello a gabbia all'interno della quale viene collocata l'esca che, piu' protetta, ha una durata maggiore (vedi link precedente). In alternativa all'esca naturale, che e' la migliore, si possono utilizzare artificiali a forma di granchio o di gamberone (gli stessi utilizzati per le Seppie). L'azione di pesca consiste nell'esplorare tutte le scogliere muovendo l'esca in verticale, dal fondo a circa meta' acqua (la canna serve solo a facilitare il movimento,si puo benissimo utilizzare una semplice lenza a mano). La presenza del Polpo e' segnalata da un notevole appesantimento della lenza, appena avvertito e' necessario ferrare con decisione in modo che il Polpo rimanga allamato sulla corona della polpara. Il recupero non presenta alcuna difficolta, se si esclude la lotta per infilarlo nel secchio (ovviamente munito di coperchio). I punti migliori sono le banchine frequentate dai pescherecci e in generale le zone con minore risacca.L'orario non e' determinante. Infine un metodo molto semplice e ma molto poco sportivo e' l'uso di una piccola nassa innescata con Sarda e calata a fondo in prossimita della scogliera o della banchina. La nassa deve essere calata (con mare calmo altrimenti non si hanno catture) all'imbrunire e recuperata al mattino, per evitare che l'esca venga attaccata dai piccoli pesci che, anche anche se utili come esca, sono meno attiranti della Sarda. | ||||
| Montaggio dell'Ecoscandaglio | Inviata da | Franco 56 | Localita | Siracusa | ||||||||||
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Il trasduttore dell'Ecoscandaglio (vedi Strumentazione da pesca) deve essere montato il piu' possibile in posizione con bassa turbolenza, meglio se con un sistema che ne consenta la pulizia in quanto la turbolenza dell'acqua, come le incrostazioni e i depositi di alghe, ne limitano la precisione al punto da renderlo inservibile. I sistemi di montaggio piu' utilizzati sono :
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| Allevamento dei vermi | Inviata da | Mat | Localita | Siena |
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Purtroppo i vermi di mare non possono essere allevati in quanto necessitano di acqua ben ossigenata e con temperature non troppo elevate,quindi richiederebbero impianti costosi e di non facile utilizzo,oltre alle enormi difficolta' da superare per riprodurre un ambiete simile a quello che frequentano in natura. Per i Lombrichi,utilizzati in acqua dolce,la situazione e' l'esatto opposto.Allevarli e' facilissimo,basta disporre di un contenitore,anche di modeste dimensioni,con terra sempre ben umida e un coperchio di rete (per evitare che diventino un ottimo pasto dei Merli).Per alimentarli e' sufficente gettare nel contenitore scarti della pulizia di verdure e futta. Il contenitore deve essere posto all'ombra e al riparo dalle gelate notturne,la soluzione migliore e' una piccola tettoia o un coperchio da montare la sera e nei periodi piu' freddi. Se volete realizzare un tale allevamento ricordatevi che la terra smossa dai Lombrichi e' un ottimo fertilizzante e che dividendo in piu' parti un Lombrico si ottingono altrettanti individui vivi e vegeti. | ||||
| Misure dei Rapala | Inviata da | Martino | Localita | Genova | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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L'amico Martino chiede delucidazioni sull'impiego dei Rapala, e in particolare delle misure piu' adatte alle varie speci di pesce. I Rapala sono costruiti in legno con anima di acciaio inox di due tipi : per Traina e per Spinning. Ciasun modello e' indicato da una sigla composta da alcune lettere e un numero.Le lettere indicano il modello mentre il numero la lunghezza in centimetri. I vari modelli possono essere :
Relativamente all'impiego in funzione della specie di pesce, nella tabella sottostante sono riportati alcuni dati ricavati dall'esperienza personale e da suggerimenti di alcuni colleghi.
Per terminare nella pagina Nodi da Pesca sono riportati alcuni sistemi di legatura dei Rapala (i Rapala, e in generale gli artificiali di buona fattura, funzionano meglio senza girella ne' moschettone, anche se molti li utilizzano per motivi di praticita nel sostituire l'esca). | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Orate da terra | Inviata da | Gianni | Localita | Latina | |
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Nel sito la pesca da terra è stata, finora, solo accennata superficialmente. Prossimamente sarà introdotta una sezione dedicata all'argomento che conterrà le tecniche, i periodi, gli itinerari e molti suggerimenti di esperti del settore. Per quanto riguarda la domanda specifica i suggerimenti basilari si possono sintetizzare in pochi punti :
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| Pesca con la Coffa in inverno | Inviata da | Tonino | Localita | ........... | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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La sagione invernale è la piu adatta alla pesca con il
Palamito o Coffa a fondo. Il periodo migliore inizia a fine Novembre e termina a Marzo. Nella tabella che segue sono riportati i luoghi piu adatti per le varie speci ( in ordine di diffusione). Maggiori dettagli si trovano al link precedente e nelle schede dei pesci sportivi .
Nella tabella sono elencate solo le speci piu frequenti e le profondità a cui si hanno,mediamente, le maggiori probabilita di cattura. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Esistono vari titpi di Sarde ? | Inviata da | Paolo | Localita | Lugo |
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Paolo di Lugo vuole chiarimenti circa l'esistenza di due tipi di Sarde che gli risultano avere rendimenti molto diversi se usate come esca. Confermo pienamente la cosa, per esperienza diretta fatta molti anni addietro mentre pescavo Tonnetti. Tutti i pescatori sanno che durante la giornata si verificano momenti di pausa nei quali il pesce, pur essendo presente, non mangia ma, molte volte, questo fatto naturale maschera l'inefficenza di un'esca. In particolare proprio un fatto del genere mi ha portato ad approfondire la conoscenza delle Sarde. Nel mese di Ottobre lungo le coste del Lazio, in particolare tra il Circeo e Fiumicino ( vedi Indice itinerari di pesca ) , si verifica una notevole accostata di Tonnetti quindi la pesca principale di questo periodo è ai Tonnetti. Come pastura e come esca si utilizzano le Sarde ( vedi La pesca dei Tonnetti) e molte volte avevo notato che i branchetti sotto la barca, perfettamente visibili da bordo, si lanciavano sull'esca per poi rinunciare all'attacco quando sembravano già catturati. Questo comportamento si presentava intercalato alle catture quindi non gli avevo attribuito una particolare causa, fino al giorno in cui essendo in molti a pescare avevo a bordo quattro casse di Sarde e, nel corso della giornata, avevo notato che chi pescava con una particolare cassa non aveva che rare abboccate, pur utilizzando attrezzatura identica agli altri. Tolta di mezzo la cassetta incriminata gli attacchi si sono equamenti distribuiti, quindi era sicuramente colpa dell'esca. Tornato a terra ho esaminato accuratamente le Sarde e ho notato che quelle della cassetta scartata avevano una piccola riga gialla sui fianchi, per il resto erano identiche alle altre, almeno per me che non sono un biologo. Ho svolto una ricerca nella letteratura e ho trovato che esiste la specie Sardina Pilchardus che è la Sarda, molto gradita ai Tonnetti, e la Sardinella Auzita ( successivamente ho saputo che viene chiamata Alacca o Alaccia) del tutto simile, specie ad un occhio inesperto, tranne per la riga orizzontale gialla. E' molto meno appettita dai Tonnatti, quindi da utilizzare al massimo come pastura. | ||||
| Pesca del Gronco | Inviata da | .......... | Localita | Terracina |
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Il Gronco vive a stretto contatto con il fondo in zone che possano offrire tane e ripari quali rocce e relitti. Da adulto si allontana dalla costa su fondali di oltre 1000 mt. Essendo di natura solitaria e di abitudini notturne la sua cattura con la canna è del tutto occasionale. Nello stadio giovanile, e comunque già di buone dimensioni, puo' essere facilmente pescato con la Coffa innescata con Sarde e calata in prossimità di scogliere su fondali intorno a -70/-90 mt. Nella preparazione della Coffa si tenga conto che il Gronco, quando allamato, si difende strenuamente quindi il piu' delle volte viene salpato in un groviglio di filo che ne impedisce la slamatura senza tagliare il bracciolo e a volte anche la lenza madre. I braccioli dovranno essere particolarmente robusti, da 0,40/0,50, e lunghi circa 80/100 cm, gli ami a gambo molto lungo in modo che non possa mordere il nylon. Per avere la resa migliore la coffa dovrebbe rimanere in pesca nelle ore notturne.In questo caso è opportuno sostituire le Sarde con un'esca piu' resistente, quale Calamari o Totani, di resa inferiore ma di durata molto superiore. Il periodo migliore è tra Dicembre e Marzo subito dopo una mareggiata. Gli esemplari piu' giovani frequentano il sottocosta, sempre in zone con ammassi rocciosi dove possono travare le tane, e, oltre alla pesca con la coffa, si possono catturare con la nassa. | ||||
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