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Strumentazione da pesca e navigazione
ECO SCANDAGLIO

Ecoscandaglio
Fig.1 Ecoscandaglio monocromatico
L'ecoscandaglio è uno strumento in grado di riprodurre l'andamento del fondo marino e di individuare oggetti tra la barca, cioè la superfice del mare, ed il fondale.
Viene utilizzato principalmente per individuare le poste da pesca quali : scogli, relitti, avvallamenti e per evidenziare l'eventuale presenza di pesce.
In realtà l'ecoscandaglio è solo in grado di segnalare gli oggetti che si trovano sotto all'imbarcazione senza rivelarne la natura, ma, con un minimo di pratica, si resce ad interpretare correttamente la segnalazione.
Con riferimento alla Fig.1 :
Fig.2 Ecoscandaglio 3D a colori
La spessa fascia scura nella parte bassa dello schermo è il fondale, sulla destra si distingue un punto adatto alla pesca a bolentino, costituito da un rilievo, sul quale staziona del pesce, indicato dalla macchia irregolare alla sommità del rilievo. Altri pesci si trovano sparsi piu' in superfice, rappresentati dai segnali sparsi circa a metà schermo.
Nel modello in bianco e nero (Fig.1) l'imdividuazione del tipo di fondale puo' essere difficoltosa, infatti è indicata solo dalla diversa tonalità di grigio. La parte piu' dura del fondale (roccia) è evidenziata da una riga piu' nera, quella meno dura (sabbia o fango) da una zona grigia piu' chiara.
Questa difficoltà è molto ridotta con i modelli a colori che rappresentano il tipo di fondale con diversi colori, consentendo una stima immediata.
In Fig.2 è mostrato un esempio di ecoscandaglio della fascia piu' alta, cioè tridimensionale a colori.
Questo tipo di ecoscandaglio mostra in 3D la struttura del fondale consentendo il posizionamento della barca sulla zona di pesca con la massima precisione; si tratta di un tipo di strumento molto costoso ma altrettanto efficace.
Principio di funzionamento dell'ecoscandaglio

Schema di principio dello scandaglio (sonar) 
Fig.3 Schema di funzionamento dell' ecoscandaglio (sonar)
Molto sinteticamente lo scandaglio funziona sul principio dell'eco.
Un trasduttore piezoelettrico, opportunamente alimentato, emette segnali acustici.
Questi segnali (onde acustiche) si propagano nell'acqua fino ad incontrare un qualsiasi ostacolo dal quale vengono riflessi e tornano,in parte, al trasduttore che li ha generati e che funziona anche da ricevitore
Il tempo che impiegano a tornare indietro indica la distanza dell'ostacolo dal trasduttore, cioe' la profondita (il tempo e' dato da distanza / velocità del suono). con riferimento alla fig.3, il trasduttore emette il segnale acustico indicato con la lettera B,questo segnale viene riflesso dal fondale e da un ostacolo intermedio,ad esempio un pesce,generando due onde di ritorno,indicate dalla lettera A.
La prima ad arrivare e'quella generara dall'ostacolo intermedio in quanto deve percorrere una distanza inferiore,successivamente arriva quella riflessa dal fondo.
Se riportiamo questi segnali su uno schermo avremo:
  • Segnale di partenza,il piu' alto
  • Segnale riflesso dal bersaglio, che torna in dietro per primo (impiega il tempo T1).
  • Segnale riflesso dal fondale, che torna in dietro dopo un tempo maggiore (T2) inquanto il fondale è piu' distante.
Scandaglio (sonar) schema del cono di segnale
Fig.4 Cono del segnale di un ecoscandaglio
I tempi impiegati dal segnale (T1 e T2) consentono di calcolare la distanza a cui si trovano,rispettivamente il fondale e l'ostacolo.
Quindi semplicemente riportando (in opportuna scala) questi segnali avremo l'andamento del fondale e gli eventuali bersagli intermedi.
I punti sono riportati con una frequenza sufficente a farli apparire come una linea continua che rappresenta l'andamento del fondo.

Naturalmente lo strumento non e' proprio cosi' semplice,infatti deve tenere conto di molti fattori che possono causare errori o false letture.
Deve prevedere la possibilita di ingrandire la scala per permettere un facile riconoscimento delle variazioni del fondale (sono proprio i punti che cerchiamo).
Deve avere segnali di allarme sulla profondita,utili in navigazione ma anche in pesca a traina di superfice (tonni,lampughe,sgombri,occhiate).
E' in realta uno strumento assai complesso il cui uso anche se semplice richiede esperienza specifica sul modello che si utilizzia
Inoltre si tenga presente che quello che sullo schermo vediamo come un punto e' in realta' una zona anche estesa.
Infatti con un trasduttore che ha un cono di segnale ampio appena 5° l'area investita,su un fondale di 70 mt ha il diametro di circa 6 mt e ci appare quasi come un unico punto.
Analogamente se appare un segnale (eco) intermedio non e' detto che si tratti di pesce,ne'possiamo determinare,ove lo fosse,il tipo e la taglia,se non con molta approssimazione.
L'ecoscandaglio è costituito da due parti :
Lo schermo, che contiene anche tutti i circuiti necessari al funzionamento, ed il trasduttore, cioè la parte che trasmette e riceve le vibrazioni.
Lo schermo puo' essere posizionato in un punto qualsiasi, ma è bene verificarne la visibilità prima di fare le forature di fissaggio in quanto salcuni modelli hanno poco contrasto se troppo illuminati, mentre il montaggi del trasduttore dipende dal tipo utilizzato.
Di trasduttori ne esistono di due tipi :
Per montaggio su staffa, generalmente in plastica, hanno un costo minore. Questi trasduttori possono essere anche all'interno della carena fissandoli con un sottile velo di collante istantaneo, naturalmente dopo aver pulito e scartavetrato la zona; l'errore è minimo e non rilevabile.
Passanti, in bronzo, devono essere montati praticando un foro nello scafo, hanno una maggiore precisione ed un costo piu' elevato. eneralmente questa soluzione è adottata per le potenze piu' elevate (una maggiore potenza è necessaria se lo strumento sarà utilizzato su fondali superiori a 200 -300 mt).

GPS (Global Positioning System)

GPS modello piu comune
Fig.5 GPS a cristalli liquidi

GPS cartografico
Fig.6 GPS cartografico
Il GPS è uno strumento analogo al navigatore utilizzato nei mezzi terrestri.
Le principali funzioni sono : fornire la posizione dell'imbarcazione, memorizzare le poste da pesca o i porti, indicare la rotta da seguire, misurare la velocità dell'imbarcazione e la temperatura dell'acqua (con opportuno sensore opzionale).
Per la pesca è uno strumento indispensabile e, fortunatamente anche poco costoso (almeno i modelli base).
La sua installazione richiede solo il montaggio dell'antenna, descritto alla pagina : Rotta con GPS, in alternativa esistono modelli portatili con antenna incorporata a costi piu' contenuti e parimente efficaci, almeno in mare.
I modelli piu' avanzati presentano la rotta su carte nautiche, vedi Fig.6, ma richiedeno l'uso di una "cartuccia" opzionali con i dati della zona di interesse.
Spesso i GPS cartografici includono l'ecoscandaglio evitando cosi' di installare due strumenti.

Principio di funzionamento del GPS

Per illustrarne il principio di funzionamento, molto complesso in quanto richiere la soluzione di formule di trigonometria sferica, conviene fare un esempio molto semplificato ma comunque valido per una conoscenza di base.
Supponiamo di voler conoscere la nostra posizione mentre percorriamo una strada rettilinea.
Allo scopo installiamo un seglalatore acustico all'inizio della strada, regolato in modo che emetta un segnale sonoro ad esempio ogni 15 minuti,cioe' ai tempi : 15,30,45,60 di ogni ora.
Mentre percorriamo la strada supponiamo di sentire il segnale alle ore 18 e 23 minuti.
Poiche' il segnale e' stato emesso alle 18 e 15 minuti, detto segnale ha impiegato : 23-18=5 minuti per raggiungerci.
Quindi,conoscendi la velocita' di propagazione del suono,possiamo calcolare la distanza :

Distanza = Tempo (5minuti) X Velocita

Di conseguenza conosciamo la nostra posizione rispetto al punto in cui abbiamo collocato il segnalatore.
Il GPS funziona con un sistema analogo, concettualmente, ma molto piu'complesso, basato su segnali elettromagnetici (onde radio) e trasmettitori installati su satelliti artificiali messi in orbita proprio per questo scopo.
Il sistema deve essere molto preciso, date le enormi distanze, ed e' assai complesso per poter risolvere le formule di posizionamento su una sfera, cio' non ostante anche strumenti di basso costo offrono prestazioni di rilievo, riuscendo a determinare una posizione con la precisione di alcuni metri.
Si tratta di uno strumento insostituibile per ritrovare le poste da pesca, infatti una volta memorizzate le coordinate, dovremo solo seguire le indicazioni di rotta fornite dallo strumento per ritrovare il punto.
L'unica limitazione e' dovuta al fatto che la rete dei satelliti che forniscono i dati e' di proprieta degli Stati Uniti, per impieghi militari, quindi puo succedere che in momenti particolari vengano spenti o modificati in modo da fornire coordinate sbagliate o poco precise.
Per questo motivo conviene sempre prendere nota della rotta segnata dalla bussola, specie nei giorni di foschia, in modo da rientrare senza pericoli.
Nel confrontare le coordinate fornite dal GPS con quelle di carte nautiche si rammenti che le prime non necessitano di alcuna correzione,mentre le carte devono essere corrette per la declinazione magnetica.
Analogamente l'indicazione della bussola puo' non corrispondere se non si applicano le Tabelle di Deviazione.
I GPS sono dotati di molte funzioni accessorie dipendenti dal costo; quelle mnime necessarie a chi pratica la pesca sportiva sono :
  • Memorizzazioni di diversi punti, meglio se lo strumento offre la possibilita di inserire la descrizione del punto.
  • Indicazione della velocita. Utile per la verifica della velocità di traina, ma molti modelli a velocità basse hanno un errore eccessivo
  • Possibilita di definire una rotta complessa divisa in piu' tratte. Puo' essere utile nella traina d'altura
  • Indicazione del Nord
  • Indicazione dello spostamento rispetto alla rotta ottimale
  • Tempi di percorrenza per raggiungere le poste

Ricordiamo,infine,che il sistema GPS necessita almeno di quattro segnali (satelliti) per svolgere correttamente i calcoli e, a volte, per cause accidentali, non si ricevono 4 segnali.
Per diminuire le possibilita' di errore dovute a cattive condizioni di propagazione, nei modelli piu' completi, e' prevista un'antenna esterna, molto piu' sensibile di quella incorporata in dotazione ai modelli piu' economici.

AUTOPILOTA

schema di principio di un autopilota per impiego nautico
Fig.7 Schema di principio dell'autopilota
L'Autopilota è un sistema automatico in grado di seguire una determinata rotta, agendo sul timone in modo analogo a quello che farebbe il pilota.
La rotta desiderata viene impostata tramite un tastierino ed è controllata per mezzo del segnale di una bussola elettronica ( in alcuni modelli basta rilasciare il timone per passare in modo automatico e viceversa).
Il sistema rileva gli scostamenti tra la rotta impostata e quella reale, misurata dalla bussola, ed esegue le opportune correzioni agendo sul timone.
In realta il sistema è molto piu' complesso infatti deve tenere conto di altre variabili che possono influenzare la navigazione, in particolare l'autopilota, misura anche la posizione del timone e la velocita e direzione del vento, inoltre utilizza alcune grandezze che riguardano la massa e la manovrabilita dell'imbarcazione.

Queste grandezze, caratteristiche dell'imbarcazione, devono essere definite, per tentativi, dall'utente che variandole dovrà scegliere i valori che forniscono il risultato migliore sulla propria imbarcazione, anche in funzione delle condizioni del mare.
I parametri principali da impostare in fase di installazione sono :

YAW : Indica la larghezza del canale di regolazione cioè l'ampiezza del fuorirotta che puo' essere recuperato dallo strumento.

RUDDER : Guadagno del sistema, cioè l'amplificazione del movimeno del timone per un dato errore di rotta.
Il guadagno (rudd) deve essere grande per imbarcazioni che richiedono molto timone e di valore piu' piccolo per quelle con poco timone.

TURN RATE : Gestisce la quantità di timone durante le accostate. Aumentando il valore del turn rate si ottengono accostate piu' veloci. In alcuni modelli, regolando opportunamente questo parametro si possono fare automaticamente rotte ad "otto".

Non ostante la notevole tecnologia impiegata (vengono utilizzati processori molto avanzati) l'autopilota non riuscirà a correggere variazioni di rotta dovute a cause impreviste, ad esempio non corregge le variazioni di rotta dovute ad un'onda anomala di prua. Per questo l'imbarcazione deve essere comunque sorvegliata.
In base al sistema utilizzato per comandare il timone esistono tre tipi di autopilota :
  • Comando a barra :
    Utilizzati per piccole imbarcazioni a vela che hanno il timone comandato a barra, sono integrati in un unico componente che include il sistema di comando e vengono montati direttamene sulla barra.
  • Comando a ruota :
    Utilizzati nelle imbarcazioni con timone a ruota dispongono di un attuatore da montare sulla ruota del timone, ciacun modello è adatto a ruote entro determinati valori del diametro della ruota.
  • Idraulici :
    Sono utilizzati per le imbarcazioni di grandi dimensioni. Il movimento del timone è realizzato attraverso attuatori idraulici o intervenedo nel circuito idraulico dell'imbarcazione. Per imbarcazioni oltre 15 mt necessitano di centraline idrauliche ad elettrovalvole.
Nelle figure sottostanti è schematizzato il comportanento di un autopilota in funzione dei parametri scelti

effetto delle regolazioni dell'autopilota sulla rotta dell'imbarcazione
Fig.8 grafici di funzionamenro di un servo meccanismo

I grafici di funzionamento, vedi Fig.8, mostrano le tre situazioni di base che possono verificarsi in un qualsiasi controllo automatico e che si ritrovano anche nell'autopilota.
Ciascun grafico schematizza il comportamento dell'imbarcazione al variare dei principali parametri supponendo di volere una rotta per 47 ° N partendo da un fuorirotta di 17 ° , cioè da una rotta attuale di 30 °.
Si tenga presente che queste differenze sono al limite o superiori a quelle che un autopilota medio puo' governare ( nei disegni il RUDDER è abbreviato in RUD).

Il primo caso ( grafico A ) mostra l'effetto di un RUDDER troppo piccolo. Con un guadagno insufficente l'autopilota non raggiunge lo spostamento necessario del timone quindi la deviazione di rotta, necessaria a portare l'imbarcazione sulla rotta per 47°, avviene in tempi eccessivamente lunghi.

Nel secondo caso ( grafico B ) sono mostrati gli effetti di due parametri :
RUDDER troppo grande, la barca ha una rotazione del timone eccessiva che produce il superamento della posizione corrispondente alla rotta per 47 ° e di conseguenza un comando di timone nel senso opposto. In altre parole se il comando è eccessivo si possono innescare delle pendolazioni intorno alla posizione corretta.
In queste condizioni puo' accadere che le pendolazioni portino l'imbarcazione su una rotta momentanea cosi' distante da quella prevista da superare la larghezza del canale di controllo generando una situazione di non governo. L'effetto è lo stesso che si avrebbe con un valore di YAW troppo piccolo, il sistema non è piu' in grado di governare.

Nel terzo caso ( grafico C) è mostrato il comportamento del timone in un sistema ben regolato, la posizione richiesta per la rotta di 47 ° è raggiunta rapidamente e senza pendolazioni.