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Pesca sportiva in mare |
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Traina a Tonnetti
Il giorno precedente avevo parlato con un velista di ritorno da Ponza che mi aveva reccontato di aver incontrato folti branchi di Tonnetti a circa 12 Nm dalla costa.
I branchi si spostavano a galla, apparentemente senza una direzione precisa, praticamente riempiendo un ampio tratto di mare.
I Tonnetti erano cosi' numerosi e raggruppati che, per timore di una collisione, aveva deciso di evitarli modificando la rotta e a causa della grande estensione dei branchi era stato costretto a spostarsi di diverse miglia, molto di piu' di quanto avesse stimato.
Cosi' la mattina dell'uscita eravamo, i due iscritti al club ed io, alquanto allegri e smaniosi di incontrare tanta abbondanza di Tonnetti.
La giornata si presentava splendida, sole, leggera brezza e mare calmo.
A poche miglia dal porto si vedevano Alicette e Sardine a pelo d'acqua e Gabbiani volteggiare in caccia, tutte condizioni che promettevano una stupenda giornata di Traina.
Messa la prua per 135°, come da indicazioni del velista, iniziamo a preparare le canne, due con Rapala ed una con cucchiaino.
Le due laterali con Rapala, armate la prima con il modello CD-MAG, cioè magnum affondante nella colorazione SM ( dorso blu con righe nere e ventre argento a simulare lo Scombro) l'altra con il modello CDJ ( modello snodato affondante), colorazione B ( dorso blu con linea laterale), per la pecisone un modello piu' adatto allo spinning, ma che aveva fornito buone prestazioni anche a Traina non troppo veloce.
La terza canna, che avremmo montato a poppa in posizione centrale, con cucchiaino da 5 cm provvisto di piuma
( vedi Le esche da Traina), tutte con lenza di nylon da 0,50 e
terminale, sempre in nylon, da 0,35.
Come d'abitudine, mentre la barca naviga tranquilla verso la zona della futura mattanza, verifichiamo la taratura delle frizioni, o meglio i due ospiti si occupano della verifica mentre io mi godo il panorama.
Per svolgere questa operazione occorrono due persone in quanto la prima deve tenere la canna e, se necessario, modificare la taratura della frizione , mentre l'altra, con un dinamometro a molla mette in tensione la lenza con un carico pari a circa metà del carico di rottura del terminale montato.
Potrebbe sembrare una inutile perdita di tempo ma non è cosi'. Una volta fatta la regolazione si è sicuri che durante il combattimento si puo' serrare la frizione fino al massimo ( segnalato da un fermo) senza incorrere nella rottura del filo, mentre se non si è sicuri della taratura occorre manovrare la frizione ad occhio, cosa praticamente impossibile e che molto spesso porta alla rottura del filo con conseguente perdita della cattura piu' di taglia.
A circa 8 Nm dalla costa riduco la velocità a 6 nodi, non siamo ancora in pesca , ed iniziamo a pasturare gettando in acqua Sarde tagliate a metà, infine appendiamo fuori bordo due sacchetti di rete con Sarde grossolanamente tritate.
Generalmente a questa velocità si riesce a vedere i Tonetti che assommano per mangiare le Sarde, invece nessun segno di vita; anche l'ecoscandaglio è silenzioso e lo schermo mostra solo la monotona linea grigia del fondo.
Fatte altre due miglia riduco ulteriormente la velocità, portandola ai valori traina ( 3-4 nodi) ma dei Tonnetti nessuna traccia, le Sarde, che ormai gettiamo intere ( non ci sono Gabbiani in giro), gallegiano tranquille.
Poi, quando ormai stiamo sbadigliando tutti e tre, vediamo una sagoma nera che arriva come un fulmine sulla Sarda e, un istante prima di toccarla, vira scomparendo verso il fondo.
E' vero che una rondine non fa primavera, ma almeno abbiamo la certezza che nessuno ha sterilizzato il mare.
Leggermente rianimati dalla vista di un Tonnetto, caliamo le lenze e iniziamo a Trainare ( vedi Assetto di traina).
Trascorre una buona ora senza alcun attacco, solo sporadicamente qualche Tonnetto, per altro di piccole dimensioni, assomma per guardare le Sarde che seguitiamo a gettare fuori bordo e subito scompare.
Intanto la posizione che mi avevano segnalato ( 12 Nm dalla costa) è abbondantemente superata e incomincio a pensare di essere stato oggetto di uno scherzo.
Cedo il timone ad uno dei due ospiti e mi metto a scrutare il mare con il binocolo nella speranza di vedere una mangianza o, quanto meno, Gabbiani volteggiare, ma nulla.
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| Stefano con le sue cature |
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Cosi' decido di fare rotta in direzione NO che mi avrebbe portato piu' sotto costa in una zona ottima per i Tonnetti ( scogli a largo della secca della Solferata, vedi
Itinerari di pesca).
Dopo pochi minuti di navigazione, quando siamo ancora a circa 12 Nm, lo scandaglio segnala presenza di pesce a 30 mt di profondità e, quasi contamporaneamente, i Tonnetti assommano velocissimi per attaccare le Sarde, ma non le mangiano.
Questo comportamento significa che sono sazi e attaccano solo per curiosità; in tali condizioni, molto spesso, per indurli ad attaccare occorre aumentare la velocità di Traina stimolando, la loro l'aggressività, quindi mi porto lentamente a 4-5 nodi.
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| Il solo artificiale che abbia funzionato in questa uscita |
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Ma nulla, nessun attacco, i Tonnetti seguitano ad assommare sulle Sarde senza mangiarle. Non resta che provare altri artificiali, anche se quelli montati si sono sempre comportati ottimamente.
Cosi' salpiamo la canna con il cucchiaino che a queste velocità saltella fuori dall'acqua e iniziamo a provare gli altri modelli di Rapala che mi hanno dato buoni risultati, ma il risultato è sempre deludente, nessun attacco.
Stefano, uno dei due amici, è attratto da un modello verde striato di misura media che
utilizzo per le Spigole e che non ha mai catturato un Tonnetto.
Cosi' lo informo che l'artificiale scelto non si è dimostrato adatto per questo tipo di Traina, forse per la misura, per il colore o per il tipo di movimento. Con molta logica mi risponde che anche gli altri non è che diano grandi soddisfazioni, e
un tentativo infruttuoso non modifica il netto cappotto a favore dei Tonnetti.
Quindi recupera la canna di destra, sostituisce l'artificiale e lo cala in mare contando le braccia di lenza per avere una stima della distanza. Non arriva neppure a 10, equivalenti a circa 10 mt, che il cicalino del mulinello parte.
Il recupero è veloce e viene salpato il primo Tonnetto della giornata.
Dopo pochi minuti un secondo attacco, questa volta il Tonnetto è perso perchè Stefano
si è seduto nella poltroncina ed è troppo stanco per alzarsi; recupera da seduto e all'ultimo la lenza si incastra nel corrimano con il risultato che il Tonnetto ricade in mare.
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| La coda del Tonnetto appare quasi staccata dall'attacco di un predatore |
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Intanto, con l'altra canna, proviamo di tutto ma solo quell'artificiale sembra interessare i Tonnetti.
Poi seguono diversi attacchi senza abboccata, cio' significa che i
Tonnetti sono svogliati e toccano appena l'esca senza sferrare un vero attacco.
Per invogliarli vario la velocità facendo compiere all'esca tratti veloci seguiti da
una discesa lenta. Il metodo ha effetto e abbiamo un'abboccata.
Durante il recupero vediamo distintamente la canna piegarsi di colpo, come se si fosse aggiunto un nuovo carico,ed il nulinello inizia a slittare anche con tutta la frizione stretta.
Dopo un breve combattimento, piu' divertente del solito perchè la lenza è molto pesante, vediamo il Tonnetto che affiora e nelle sue vicinanze, per alcuni secondi, una sagoma che non riusciamo a distinguere.
A recupero ultimanto ci accorgiamo che il Tonnetto è stato attaccato e mostra i segni sulla coda ( vedi foto a lato).
Cerchiamo di formulare qualche ipotesi, ma sono tutte inconsistenti in quanto per essere un Squalo, un Delfino o un altro Tonno di grandi dimensioni il morso è troppo piccolo, il punto di attacco e l'evidente potenza del morso farebbero pensare ad un grosso Serra ma il posto e l'ora lo escludono, quindi rinunciamo a trovare una spiegazione e continuiamo la traina, ma i Tonnetti sono scomparsi ed è quasi l'ora del rientro, quindi facciamo rotta per il porto sempre con due traine in acqua.
Percorriamo circa 5/6 Nm verso il porto e, proprio quando stiamo per recuperare le traine, a circa 80 mt di fondale, abbiamo un'altra abboccata; il Tonnetto è piccolo e viene recuperato velocemente.
Incrociamo nella zona per cercare il branco, anche perchè 80 mt è la batimetrica dove è piu' frequente incontrare i Tonnetti, ma senza risultato. Deve trattarsi di Tonnetti di passaggio che sono ormai lontani, inoltre sono quasi le 16 e data la modesta velocità della barca dobbiamo affrettarci.
Ritiriamo le traine, ci mettiamo a 10 Nodi e facciamo rotta per il porto.
Cosi' termina una bella giornata piu' ricca di emozioni che di pescato ma comunque molto divertente.